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Ravello. Amalfitano: “Toglieteci le funivie e ridateci la vecchia Comunità Montana… De Lucia difende il suo territorio”

Ravello, Costiera amalfitana. Come cambiano i tempi: Dal rotolo di filo elettrico sulla spalla, al protocollo d’intesa per la Funivia, all’insegna del romanesco : “A Fra’ che te serve?”. Come tutte le favole iniziamo anche noi con un… c’era una volta!
Si racconta che tanti, tanti anni fa a Ravello, un mese prima del voto per il rinnovo del Consiglio Comunale, l’allora Sindaco, uscente ed entrante, mandò un noto pioniere elettricista della Costiera in una frazione non ancora elettrificata con questa indicazione: devi andare con una scala, un rotolo di filo elettrico sulla spalla e un pezzo di carbone; appoggia la scala vicino alla porta di ogni uscio della frazione e segna con il carbone una croce ad una certa altezza; abbi cura di chiedere ad ogni inquilino e proprietario di casa, dove preferiscono avere l’ingresso del filo elettrico per casa loro, dicendo che il Sindaco sta per portare la corrente elettrica.
I tempi cambiano ma la favola è la stessa ad ogni tornata elettorale. Leggo bizzarrie varie che mi riportano indietro con la mente, ma non mi fanno né sognare né ridere. L’ultima che mi ha colpito è la favola di una funivia che dall’Agro scavallerebbe il Valico di Chiunzi per arrivare fino a Tramonti-Maiori.
Il Sindaco di Positano ha pensato bene di buttarla sulla carnevalata di turno, ma più che la battuta, ho molto apprezzato la circostanza che pur essendo a fine mandato e non più candidabile a Sindaco, ha dichiarato guerra per difendere la nostra Costiera. Bravo Michele De Lucia, l’attaccamento alla propria terra lo si dimostra il giorno prima della campagna elettorale per farsi eleggere, ma soprattutto alla fine di un mandato svolto a testa alta e con il consenso ancora vivo dei concittadini.
Gallerie chilometriche Maiori-Cava, Funivia Angri-Maiori, Funivia Amalfi-Agerola! Di sicuro devo essermi perso corposi studi di fattibilità, puntuali analisi di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale); non vorrei essermi perso anche ipotesi di metropolitana in galleria che dalla Stazione ferroviaria di Salerno arrivi fino a Sorrento chiudendo il cerchio con la Circumvesuviana e con fermata in ogni comune; magari mi sarò perso pure la realizzazione di piattaforme per elicotteri e jet a decollo e atterraggio verticale (pure queste almeno una per ogni comune).
Quello che però di sicuro non mi sono perso, perché non esiste, è un PROGETTO CONDIVISO DI SVILUPPO LOCALE DELLA COSTA D’AMALFI.
Di grazia vorrei chiedere, e chiedo, a proponenti e sottoscrittori di protocolli vari, queste opere che ci rifilate con ritmo e frequenza quinquennale – baccanaleschi se la tornata elettorale è autunnale, carnevaleschi se è primaverile -, a quale disegno di Costiera Futura sono funzionali? Veramente pensate che il grande problema della Costiera è la possibilità di arrivare e partire agevolmente e in pochi minuti? Veramente pensate che un territorio che con tutti gli Enti pubblici che vi insistono, non è in grado di gestire le strade esistenti e i servizi pubblici attuali, ridotti a strade e trasporti da terzo mondo, possa essere in grado di gestire opere così complesse e delicate? Dopo le domande agli scienziati di cui sopra, una me la faccio da solo: ma non è che per l’ospedale di Ravello ci dobbiamo preoccupare più di aprire un reparto psichiatrico che non di perdere il pronto soccorso?
Sarà forse nostalgia, ma questi andazzi mi riportano a Donato Cufari Presidente della Comunità Montana Costiera Amalfitana ed al suo successore Raffaele Ferraioli, allorquando dicevano: “noi siamo una ancella che serve i Comuni”. L’affermazione sottendeva quella preziosa opera, che il nostro Ente ha egregiamente svolto per anni, di far dialogare i Comuni per condividere una linea comune di azione. Quella politica ha portato a risultati che oggi stiamo finanche distruggendo per sciatteria e stupidi campanilismi. Ne cito esolo qualcuno per far comprendere di cosa parlo: Il riconoscimento di Patrimonio UNESCO, la DOC Costa d’Amalfi, la DOP per il limone, il rilancio della castanicoltura, la partecipazione unitaria alla BIT.
Azioni straordinarie che si sono potute realizzare solo attraverso quell’unità territoriale che oggi è inesistente e che ci porta a raccontare favole; pardon… AD ASCOLTARE FAVOLE.
Secondo Amalfitano

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