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Pompei. La bellezza degli scavi mostrata la ministro Franceschini

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L’albero con il serpente, i motivi egizi che rievocano la dea Iside, le pitture magnifiche sullo sfondo nero, i giardini ornamentali tra limoni e corbezzoli. Quanta bellezza rivela Pompei, questa volta ha una luce diversa, a led, accesa sugli affreschi mostrati al ministro Dario Franceschini. Come scrive Maria Pirro su Il Mattino, tre le domus visitate: la casa degli Amanti dalla «vita dolcissima come le api» («mi piacerebbe» aggiunse un contemporaneo) è chiusa dal 1980 ed è l’unico esempio con peristilio doppio rimasto intatto; la casa della Nave Europa, così intitolata per il graffito su una parete; la casa del Frutteto, che segna il completamento dei lavori di messa in sicurezza realizzati nelle Regiones I, II e III. È il risultato del «piano straordinario di salvaguardia delle strutture archeologiche» che chiude il Grande Progetto. «Pompei, prima sinonimo di crolli, oggi è simbolo di riscatto e modello nel mondo per la capacità di utilizzare i fondi in tempi rapidi», ribadisce il numero uno del dicastero dei Beni culturali. Centocinque milioni in totale, di cui 75 stanziati dall’Unione europea. «Spesi tutti e bene». E non finisce qui, non può finire mai: «Abbiamo stanziato altri 50 milioni per proseguire», aggiunge Franceschini, sottolineando l’importanza della manutenzione, e che «ci sono 22 ettari su 60 ancora da scavare», tra cui i tre chilometri di perimetro con il cosiddetto cuneo nella Regio V, solo l’ultimo cantiere.
I LAVORIDal 2014 lo sprint restyling, con 76 interventi eseguiti. «Ma ci aspetta un’altra grande sfida: quella dell’esterno, di tutto ciò che c’è fuori dalle mura del sito. Qui fuori ci sono sette comuni, un territorio sconfinato pieno di problemi e di opportunità», avvisa il ministro, che rimanda al progetto per disegnare l’hub ferroviario: il «problema di trasporti e di strutture ricettive» va trasformato in «una opportunità di crescita per l’intero Sud». Non solo: «Il turismo religioso si può integrare» con i percorsi negli scavi, che segnano un più 27 per cento di ingressi in cinque anni, complessivamente oltre un milione, quasi quattro milioni i turisti all’anno. E anche qui resta tanto da fare per gestire meglio i flussi, se nemmeno l’arrivo del ministro permette un tranquillo accesso a giornalisti e soprintendenti.
Il direttore del Parco archeologico, Massimo Osanna, cammina tra i tubi innocenti in via del Vesuvio, da poco accessibile con l’apertura della casa di Leda e il cigno, dove si notano altri mosaici e reperti e il vicolo dei balconi, che ha ricongiunto il vicolo delle Nozze d’argento con via di Nola. Ogni azione è complicata nella città sepolta nel 79 dopo Cristo. Difatti, i lavori hanno compreso il restauro delle strutture murarie, la messa in sicurezza dei decori, il rifacimento delle coperture. E l’utilizzo di presidi statici sempre più sofisticati. Cantieri nei nuovi edifici demaniali (nell’area di Porta Stabia), allo studio l’illuminazione nella Villa dei Misteri dopo i led nella casa del Frutteto. Qui la piccola stanza da letto, racconta Osanna, «non veniva usata per dormire»: era un tempio dell’amore. Come nella vicina casa degli Amanti, dove si moltiplicano rimandi all’erotismo. Una casa chiusa? «Non credo, ma nelle domus si faceva anche altro, non era raro il caso di padroni che facevano prostituire le loro ancelle. Pompei non era tutta un lupanare, ma la società era diversa, i costumi erano più liberi, senza il senso del peccato», spiega il direttore.
L’INTERVENTO«I restauratori all’opera che si vedono durante la visita negli scavi danno l’idea di un luogo vivo», suggerisce Franceschini a Osanna, ricordando le 1000 assunzioni programmate a livello nazionale. «Ma non bastano», avverte. «Bisogna inserire più giovani nei siti culturali». «Il dicastero deve tener conto che gli stipendi dei funzionari sono molto bassi», la stoccata del direttore del Parco archeologico, accanto all’architetto Bruno De Nigris, professionista tra le 20 nuove leve reclutate nel 2013, che ha coordinato i lavori appena completati.
In queste settimane è in corso anche la ricerca dei super-manager in tanti musei di Italia, tra cui il Palazzo Reale di Napoli e la Biblioteca dei Girolamini, tramite un bando di selezione internazionale. «Entro l’estate i nomi», annuncia il ministro a margine della visita, dribblando le domande su De Luca e Costa proposti come candidati alle elezioni regionali («Oggi sono monotematico»), ma senza sbarrare la strada a possibili alleanze da rivalutare in base al risultato delle suppletive di domenica per il seggio al Senato che fu del geologo Franco Ortolani. In attesa del voto, il ministro annuncia un ulteriore impegno statale per Napoli: «C’è un progetto per valorizzare la memoria di Totò, ho chiamato sua nipote e il sindaco De Magistris».

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