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Piano di Sorrento. Coronavirus e Vangelo, don Rito “Aspettate Pasqua per darvi la mano”. A Positano don Giulio , no all’acqua santa ingresso Chiesa

Sono partite norme anti contagio dal parte della Chiesa in Italia, applicate al Nord, in Lombardia e Veneto, da Roma il Vaticano pare abbia invitato tutte le chiese in Italia a fare lo stesso e quindi anche in Campania, sui territori che seguiamo abbiamo visto cosa ha indicato la Penisola Sorrentina, a Mortora a Piano di Sorrento, e cosa la Costa d’ Amalfi a Positano , entrambe le Arci Diocesi, di Castellammare di Stabia e Cava de’ Tirreni, dispongono sul non darsi la mano, come prima, durante il segno della pace e il Padre Nostro, un segno della gravità del momento, o della preoccupazione che sta aumentando in Italia.

Don Rito Maresca Coronavirus

Comunque la si guardi, a dispetto dei contagi probabilmente destinati a crescere, oltre la paura e le logiche precauzioni, per l’uomo di fede questa crisi porta con sé un unico punto fermo: Dio sta con chi soffre. È accanto alle persone che temono per la salute propria e dei loro cari. Non dimentica neppure quanti, magari esagerando un po’, scelgono di autoisolarsi nel timore di essere colpiti da un virus tanto subdolo quanto sconosciuto.

Piano di Sorrento. Mentre i comuni della Penisola sorrentina sono ancora fermi, nessuna iniziativa o comunicazione diretta e immediata , visto che le regole di prevenzione sono note e non vengono comunicate a livello locale, intantoc8n sta pensando la Chiesa. Don Rito Maresca nella parrocchia di Mortora questa sera ha parlato di Coronavirus e Vangelo “Che sia il Vangelo ad essere virus”, ha detto don Rito, che ha edotto i fedeli alle norme igieniche oramai adottate in tutto il Nord Italia. Niente stretta di mano nello scambiarsi il segno della pace “Aspettiamo Pasqua e pensiamo al nemico con il quale vogliamo fare pace” , come pure il Padre Nostro “Alziamo le mani al cielo come fanno i bambini che cercano l’abbraccio della madre” . Vanno in questa direzione, cioè nel senso di una religione calata nel quotidiano, le misure precauzionali adottate da diocesi e comunità. Scelte, indicazioni che non vogliono alimentare le psicosi ma, al contrario si propongono di rendere più praticabile il cammino delle parrocchie. A partire naturalmente dalla Messa domenicale, cuore settimanale della vita comunitaria.

Anche a Positano in Costiera amalfitana misure anticontagio attuate da don Giulio Caldiero : niente acqua santa all’ingresso delle chiese, niente stretta di mano durante il segno della pace, alla comunione ostia solo sulle mani e deve essere portata in bocca sull’altare, e poi si è affidato alla Madonna ‘per fermare il virus’ nel frattempo una comitiva di coreani è entrata in chiesa qualcuno indossava la mascherina

Ecco allora l’invito che per voce del vicario generale monsignor Franco Agnesi, l’arcidiocesi di Milano rivolge ai fedeli. «In considerazione delle circostanze che si stanno creando e in evoluzione, dovute al contagio da COVID-19 (Coronavirus) presente anche nel nostro territorio – recita il comunicato – si suggerisce che la Comunione eucaristica possa essere distribuita sulla mano, secondo le norme liturgiche vigenti». Questo per evitare che la saliva, come potrebbe accadere nel caso della particola ricevuta in bocca diventi strumento di diffusione dell’infezione.

Sulla stessa linea ma più ferme le misure del vescovo di Piacenza-Bobbio monsignor Gianni Ambrosio che ha disposto «la sospensione delle attività di catechismo, di gruppo e altre occasioni aggregative (attività di oratorio, feste …)», aggiungendo, per la Messa, che «la Comunione sia distribuita solo sulla mano e si eviti lo scambio di pace». Misura, quest’ultima, presa per evitare la diffusione del virus tramite il sudore.

Dall’Emilia al Veneto dove il pastore di Vicenza monsignor Beniamino Pizziol d’intesa con il prefetto e l’Ulss berica, ha deciso di sospendere l’amministrazione delle Cresima prevista oggi in Duomo mentre il patriarcato di Venezia, nell’attesa «di eventuali indicazioni dalla prefettura» suggerisce di lavarsi accuratamente le mani evitando contatti inutili, come lo scambio della pace. Gesto che, si ricorda, è facoltativo.

E se la diocesi piemontese di Vercelli decide di svuotare le acquasantiere, più drastiche appaiono le decisioni della Chiesa di Cremona, che ha disposto la sospensione delle celebrazioni pubbliche dell’Eucaristia nella città capoluogo mentre nelle altre comunità della diocesi i parroci sono tenuti a rispettare le disposizioni comunali e ad adottare le già viste misure precauzionali: Comunione in mano, astensione dallo scambio della pace e acquasantiere vuote.

Sulla stessa linea, tornando in Veneto, la Nota del vescovo di Padova. Fermo restando il rispetto da parte dell’intera diocesi delle decisioni dei comuni e le precauzioni durante le Eucaristia monsignor Claudio Cipolla stabilisce che nel comune di Vo’, dove si è registrata la prima vittima, non siano possibili celebrazioni pubbliche. Il che non significa, e vale per tutta Italia, rinunciare alla celebrazione eucaristica ma farlo nei modi possibili. In particolare tramite la tv, via radio o attraverso la Rete.

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