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Incredibile successo per il progetto “I Borghi della Lettura”, facciamolo anche a Positano

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Positano, Costiera Amalfitana. Riportiamo un articolo di una iniziativa di Colella che conosciamo e apprezziamo per il lavoro fatto con il nostro caro professor Franco Talamo . Incredibile successo sta riscuotendo in questi anni il progetto “I Borghi della Lettura”, generato dalla fertile creatività di due giornalisti molisani Roberto Colella, ideatore e presidente del progetto, esperto di Tecniche di Comunicazione nel settore del turismo, e Davide Vitiello, vice coordinatore e responsabile dell’ufficio stampa. Sono promotori anche del Parco delle Morge Cenozoiche del Molise.
Nasce nel febbraio del 2015, ha come soggetto fondatore e titolare della denominazione l’Associazione Centro Studi Storici e Sociali “V. Fusco” con sede a Campobasso. Il primo paese ad aderire è stato Scontrone ( AQ ). A tutt’oggi sono 15 le regioni italiane coinvolte nel network turistico-culturale e 56 i paesi aderenti: Abruzzo (7), Basilicata (1), Calabria 93), Campania (7), Emilia Romagna (1), Friuli Venezia Giulia (1), Lazio (2), Liguria (1), Marche (2), Molise (23), Puglia (3), Sardegna (1), Toscana (1), Umbria (1), Veneto (2).
L’accesso al network “I Borghi della Lettura” è concesso ai Comuni di tutte le Regioni d’Italia con lo scopo di realizzare proposte di turismo tematico evidenziando le tipicità espresse dal territorio coniugando ambiente e cultura locale. Il fine è quello della promozione e dello sviluppo, dando particolare rilevanza alle tradizioni artigianali, alle peculiarità enogastronomiche, alla memoria storica, collegandole ad una valida offerta di servizi, tutto a vantaggio di una ricaduta economica per il paese coinvolto. Di conseguenza, valorizzare il patrimonio artistico, architettonico del borgo attraverso le associazioni, i circoli culturali, le parrocchie che dovrebbero fungere da supporto alle attività del progetto. E’ previsto anche che ogni borgo adotti uno scrittore affinché si possa prevedere tra la popolazione e l’autore un contatto continuativo attraverso incontri, seminari e letture.
Nei comuni coinvolti la scelta di un luogo nel borgo che qualifichi una piazzetta, una terrazza, un giardino, un belvedere viene caratterizzato dai famosi tronchi-libreria (creati dal docente Rocco Cirino, analista territoriale), e da altre iniziative promozionali come le bibliocabine, bibliocantine, panchine a forma di libro o sorrette da libri, attivando anche il bookcrossing, la street art. Avere come scopo il riappropriarsi di un posto dimenticato o mai valorizzato del tutto, permette anche di stare all’aperto incontrandosi e scambiando opinioni, uniti dalla passione per la lettura, in considerazione anche dell’invadenza dei social e dell’uso smodato che viene fatto dei mezzi tecnologici a discapito del piacere di sfogliare, toccare, odorare le pagine di un libro cartaceo.
La sinergia tra i vari paesi facenti parte del network è un unicum e rappresenta un bell’esempio di scambio culturale, artistico, linguistico. Da ricordare che una volta l’anno avviene un raduno tra tutti i paesi inseriti nel progetto. In questa occasione i referenti dei singoli borghi hanno l’opportunità di presentare e promuovere il proprio territorio. Bomarzo, nella Tuscia, famoso per il Parco dei mostri e per la piramide etrusca, nel settembre 2019 ha ospitato il quarto raduno dei Borghi della Lettura.
Il prossimo incontro è previsto per il 31 maggio 2020 presso le Terme di Petriolo a Pari – Civitella Paganico (GR), dove si terrà anche la cerimonia di premiazione del IV Concorso Letterario Nazionale “Anime vicine e lontane nel nostro patrimonio artistico”.
Ottimo riscontro ha avuto il network alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano e alle manifestazioni tenutasi nel 2019 a Matera, capitale europea della cultura. Di rilievo anche la collaborazione con il conduttore televisivo di Turisti per caso e Linea Verde Patrizio Roversi, ambasciatore onorario de I Borghi della Lettura Roberto Colella, nel suo decalogo a corredo del progetto, tiene a puntualizzare, tra le altre indicazioni, che: <I borghi rappresentano il nostro vero “made in Italy” da tutelare e valorizzare anche con nuove architetture come le piazzette o le terrazze della lettura. Restare o decidere di tornare nel borgo significa mantenere vivi i luoghi abbandonati, proteggerli, valorizzarli, creare occupazione, renderli vivibili avendo cura del bello, conoscere la storia, le tradizioni, il patrimonio materiale e immateriale. Ogni borgo deve avere una sua piccola biblioteca in modo che tutti ne possano usufruire, affinché la lettura possa modellare l’intera comunità. Tutti i residenti di un borgo dovrebbero partecipare a questo rito collettivo di conoscenza del passato e di costruzione dell’identità di un territorio>.
Antonino Picciano

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