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“Beviamoci Sud”. Il primo festival dei vini rossi del Sud Italia

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Si è svolto a Roma nei giorni 1 e 2 febbraio, nelle sale del Radisson Blu Hotel, il primo festival dei vini rossi del Sud Italia “Beviamoci Sud”. Ha ospitato oltre 200 vini accuratamente selezionati e provenienti da Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, a cui si è aggiunta una piccola delegazione del Lazio, con lo scopo di farli conoscere e di promuoverne la crescita. Promotore dell’evento Luciano Pignataro, insieme ad Andrea Petrini e Marco Cum di Riserva Grande. Una serie di assaggi variegati per tipologie e vinificazioni capaci di trasmettere le diversità e contemporaneamente valorizzare un patrimonio enologico composto dai moltissimi vitigni autoctoni. Il percorso era composto dai prodotti più rappresentativi di un grande territorio che racconta se stesso attraverso la forza e l’impegno di giovani generazioni di produttori provenienti da esperienze spesso molto diverse, ma con un unico filo conduttore dato dalla capacità di sperimentazione ed intraprendenza. Un diverso rapporto con la viticoltura dato da una maggiore sensibilità e rispetto per l’ambiente, una particolare attenzione verso il mantenimento ed il recupero di antichi vigneti stanno portando verso uno sviluppo qualitativo inarrestabile, sempre più teso verso la realizzazione di vini dalla grande personalità ma legati a doppio filo alle origini. Una qualità che emerge da una presa di coscienza del potenziale di quei vitigni autoctoni così radicati nel territorio da esserne essi stessi parte essenziale, forti di una identità storica antica che affonda le radici in epoche remote.

Tra i migliori assaggi:

Ogni Sole “Romanico” Nero di Troia100% 2016

Alta Murgia, con suoli calcareo-tufacei, a circa 250 metri slm cantina a conduzione biodinamica. Tonicità fruttata con frutti scuri e spezie contornati di liquirizia. Il palato ha polpa e dinamismo tratti sfumati e tannini intessuti in un finale pieno.

Serpara” Re Manfredi Aglianico del Vulture Superiore 2016

Proveniente da un singolo vigneto della Masseria dal nome significativo che  deriva da “luogo delle serpi” per la sua esposizione assolata e scoscesa. Caldo e potente eppure in grado di liberare tensione fruttata ornata di spezie, erbe aromatiche dolci e liquirizia. Avvolgente caldo con andatura di palato contrastata da freschezza e tannini fitti,  vitalità  profonda dal finale trascinante .

Tenuta Scuotto – Aglianico 2015 -Aglianico 100%

Le uve provengono dai terreni di Lapio a 400m slm con raccolte nella seconda decade di ottobre. Fermentazione in acciaio e macerazione di circa 12 giorni. Colore rubino luminoso ed intenso il naso rimanda un frutto rosso esplosivo, agrumi rossi  ed erbe aromatiche grafite  al palato succoso reattivo e tonico con tessuto tannico levigato e sorso elastico dalla grande bevibilità.

Ciró Cirò Rosato 2018-Tenuta del Conte – Gaglioppo 100%

Siamo in Calabria i vigneti aziendali sono stati piantati negli anni 60 nella zona classica di produzione del Cirò, dove venti e forti escursioni termiche lo rendono ideale alla perfetta sanità delle uve. In vigna e cantina nessun utilizzo di prodotti chimici e uso di lieviti indigeni per le vinificazioni. Olfatto dato da piccoli frutti rossi e molto agrume fuso in erbe officinali, tamarindo. Energia travolgente e struttura diluita in un mare di freschezza. Equilibrio e polpa con finale sapido ed appagante che ritorna alle erbe aromatiche.

Terre di Balbia Fervore 2016 Magliocco dolce 100%

Produzione biologica in loc.tà Montino in agro di Altomonte (Cosenza)  Carattere dato da toni di frutti scuri bacche di rovo il cui intarsio olfattivo aggiunge vividi accenni di macchia mediterranea. Palato con ingresso morbido reso dinamico da freschezza vibrante tratti sfumati e tannini fini, finale allungato da sfumature salmastre.

Verrone 2009 Paestum Igp 2009. Aglianico 100%

Da una vecchio  vigneto singolo  di 53 anni che si trova ad Agropoli, nel Cilento, vicinissima al mare le cui radici trovano nutrimento in un terreno argilloso calcareo composto da rocce sedimentarie.

Ritroso all’inizio all’ossigenazione  libera un bouquet denso di iodio e dolcezza. L’austerità si trasforma in un caleidoscopio odoroso denso di dettagli e sfumature, menta, tratti terrosi, liquirizia, grafite s’insinuano nelle note dolci speziate e  del frutto rosso maturo. Palato sinergico teso e strutturato la cui progressione serrata trasmette la vitalità della trama interna, purezza gustava e vibrazioni sapide nel finale lunghissimo ed elegante. Un vino che non si dimentica.

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