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Sorrento, il Wwf denuncia l’abbattimento di un altro grosso pino davanti alla nuova Centrale Terna.

Ad un anno dallo scempio dell’agrumeto in via San Renato, per far posto alla centrale elettrica ed un parcheggio  di 2000 mq, un ulteriore grosso pino viene messo a terra dopo una perizia di uno studio agronomico bolognese.

 Sorrento – Ancora una volta sulle barricate il Wwf Terre del Tirreno in difesa del verde e degli alberi che ancora sopravvivono lungo il territorio sorrentino. Stavolta nelle mire del Presidente Claudio d’Esposito l’ennesimo sfregio apportato ad un bell’esemplare di pino che ombreggiava via San Renato ,all’ingresso del cantiere della nuova Centrale elettrica della Terna. Dove i lavori di cementificazione procedono tuttora  nonostante le denunce eseguite dal Wwf già  all’inizio del disboscamento di uno degli ultimi agrumeti esistenti in città. Una operazione che oltre alla centrale prevede  un ennesimo parcheggio a raso di circa 2000 mq.  – In quel fondo, a pochi metri dal cimitero e al confine con un importante corso d’acqua, vegetavano aranci e alberi da frutto, tra cui i famosi noci di Sorrento tanto decantati – dichiara d’Esposito Presidente – tutto è stato distrutto appena un anno fa con una velocità inaudita. La legna accatastata a tonnellate, trasportata e rivenduta. Le nostre radici storiche sradicate assieme ad alberi che hanno fatto la storia di Sorrento nel mondo. Quando si tratta di distruggere siamo diventati davvero bravi in questa terra un tempo abitata da sirene! Il tutto è avvenuto con arroganza e strafottenza. Dato che se solo si fosse voluto si sarebbero potuti recuperare gran parte degli alberi invece di farli a pezzi.” Sull’intera  vicenda pende un ricorso dei VAS, girato per competenza al TAR di Roma, che attende di essere discusso nel merito da tempo.

Nonostante denunce e ricorsi in questi giorni l’ennesimo scempio dell’abbattimento del pino su via San Renato. Un grosso esemplare di Pinus pinea, che va ad aggiungersi alla lista dei tanti esemplari analoghi già abbattuti in via San Renato ed in altre parti della città. Solo nel Parco Ibsen mancano all’appello otto grossi pini eliminati di recente, mentre di fronte all’ospedale mancano diciotto alberi enormi. Al porto decine di lecci sono stati abbattuti così come in Piazza Sant’Antonino. 

A chiedere l’abbattimento stavolta, ci ha pensato la stessa TERNA producendo una perizia dello Studio Silva S.r.l. di Bologna a firma Dott. For. Marco Sassatelli che, nel luglio 2018, ha accertato, contrariamente alle perizie comunali, come ben due pini (guarda caso quelli posti proprio innanzi all’ingresso?) fossero a rischio estremo di crollo, per anomalie osservate agli apparati radicali (radici spiralizzate) ed aerei (ferite da potature), senza fare alcuna analisi strumentale essendo i “sintomi palesemente evidenti”. Tanto palesemente evidenti – dichiarano dal Wwf –  che l’agronoma comunale, che pur ha decretato con scioltezza l’abbattimento di centinaia di alberi sul territorio comunale, non se ne era accorta?

“Appare chiaro –  continua il presidente del Wwf Terre del Tirreno –  come la politica comunale della città del Tasso, negli ultimi anni, abbia deciso di investire per il verde pubblico con assurde spese per eliminare quanti più alberi possibile – grazie a perizie di agronomi incaricati dal comune – per poi ricomprarne di nuovi … preferibilmente aranci piccoli che non danno “fastidio”!!! E se poi si ammalano e seccano, perché inadatti a vegetare nel traffico, si ripiantano… ancora e ancora… con un turn-over senza precedenti. Ci sono aiuole dove gli alberi sono stati sostituiti anche tre volte!!! La verità è che gli ormai abusati aranci-amari crescono molto ma molto lentamente: non sono alberi da strada e non diventano mai grandi essendo alberelli di 3a grandezza.

 Qualcuno ai piani alti del comune si è auto-convinto che questo sia un vantaggio, senza comprendere che tali alberelli non potranno mai svolgere il 90% delle funzioni richieste agli alberi in città.Una politica miope che sembrerebbe aver perso di vista dove va il mondo. Cemento, cemento ed ancora grigio cemento. In nome di una malintesa idea di “progresso” che distrugge l’ambiente e la salute di tutti noi.

All’epoca,l’amministratore delegato Matteo Del Fante, in una intervista dichiarò che la Campania era al centro dell’impegno di Terna con 800 milioni di euro di investimento. Oltre alla volontà di migliorare  l’efficienza della rete elettrica  rendendola sicura e tecnologicamente  rispettosa dell’ambiente . Ammodernare le infrastrutture per Terna  vuol dire anche e soprattutto saper valorizzare il paesaggio in cui viviamo. Sensibilità per il territorio e dialogo con le istituzioni locali sono i pilastri di un approccio che Terna ha scelto. Alle dichiarazioni dell’ A.D. Terna  fece eco il Sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo dichiarò che a via san Renato oltre alla Centrale Terna ci sarebbe stato anche un parcheggio e che l’intera operazione avrebbe  apportato importanti benefici ambientali e paesaggistici in tutta la penisola sorrentina e sull’isola di Capri.

“Si tagliano gli alberi e si costruisce una nuova centrale elettrica in area sottoposta a molteplici vincoli (paesaggistico, archeologico, cimiteriale, idrografico) per valorizzare il paesaggio? Deve esserci qualcosa che ci sfugge! – ribadisce Claudio d’Esposito Se la TERNA e l’amministrazione comunale vogliono davvero rispettare l’AMBIENTE ed il PAESAGGIO approvino una variante all’orribile progetto della centrale elettrica, mascherandola con alberi e verde pensile, ma soprattutto rinuncino alla costruzione dell’inutile parcheggio previsto e trasformino la stessa area in un parco a verde per cittadini ed anziani, piantando alberi ad alto fusto. Perché non sono più sufficienti gli alberelli di arancio, posizionati sui marciapiedi a bordo strada, a compensare il consumo di suolo, lo smog e il grigio cemento che invade Sorrento. I cittadini nel 2020 chiedono e pretendono una città più VERDE e meno inquinata!” – 23 gennaio 2020

 Fonte: Wwf Terre del Tirreno

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