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Pompei. Azione legale del Comune e del Parco Archeologico contro il centro commerciale Maximall Pompeii per lo sfruttamento del nome

E’ stato presentato lo scorso 22 gennaio il megacentro commerciale Maximall Pompeii che ospiterà più di 200 brand di cui 30 tra i migliori nel settore della ristorazione. Il Centro  si trova a Torre Annunziata, a pochi passi dal Maximall Oplonti e vicinissimo agli Scavi di Pompei. Già il 24 novembre 2017 il sindaco di Pompei Pietro Amitrano espresse il suo disappunto per l’utilizzo improprio del nome di Pompei per il nuovo centro commerciale: “Utilizzare il ‘marchio’ della nostra città in un progetto che non riguarda Pompei e che non insiste sul territorio di Pompei è una speculazione intollerabile, un falso storico e una pubblicità ingannevole. Già si tollera un ennesimo centro commerciale che rischia di mettere in ginocchio l’economia locale, ma pensare che tutto questo si faccia con il nostro nome non lo accetto. Difenderò fino alla fine la nostra città e il brand che hanno costruito e imposto, con il loro lavoro, anche i nostri imprenditori”. Anche Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei, si unì alle voci di disappunto attraverso un comunicato dai toni molto duri: “Nella difesa dell’immagine del territorio  siamo assolutamente in linea con il sindaco Amitrano”. Entrambi uniti anche dall’intenzione di promuovere delle azioni legali per garantirne la tutela, in nome di una politica comune che il Parco archeologico e la città moderna sono chiamati sempre a condividere. Ma alla fine il centro commerciale ha fatto finta di non recepire le accuse mosse continuando ad utilizzare il nome di Pompei per un progetto che, come si diceva, non ha nulla a che fare con la città degli Scavi. Ed ora il sindaco Pietro Amitrano è tornato a far sentire la sua voce: “La misura è colma. Avevamo evitato lo scontro legale convinti di avere a che fare con un persone dotate di buon senso e rispettose della storia della nostra città. Così non è. Andremo fino in fondo ribadendo quanto sostenemmo già nel 2017. A giorni i due uffici legali, del Comune e del Parco Archeologico, si incontreranno per avviare tutte le azioni legali praticabili, anche in via cautelare e d’urgenza,  per bloccare lo sfruttamento del nome Pompei. I nostri uffici stanno preparano una bozza di diffida che verrà sottoscritta anche da Parco Archeologico. Non si può speculare su Pompei, non si può far finta di niente. Non permetteremo che si vada avanti in questo mondo inaccettabile”. Non resta che attendere gli ulteriori sviluppi della questione.

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