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L’Atlante Ornitologico Urbano 2020, gli uccelli come indicatori della vivibilità delle nostre città foto

Se per il randagismo di cani e gatti un dato se pur parziale può venire dalle anagrafi, per la fauna selvatica come gli uccelli lo strumento più efficace per avere almeno qualche cifra su cui poter ragionare sono gli atlanti ornitologici urbani. In Italia ne sono stati realizzati 61. Il 16 gennaio è stato pubblicato dalla Lipu  il nuovo documento definito Atlante Ornitologico Urbano. Studiando i dati in esso raccolti emerge il consolidamento di alcune specie presenti da tempo nei centri storici: merli, storni, rondoni e piccioni, così come l’aumento dei gabbiani. Allarmante è la situazione dei passeri, delle allodole, dei verdoni e dei cardellini che diminuiscono sempre di più. Si registrano invece anche nelle metropoli le presenze di falchi, gheppi e picchi. Aggiunge Marco Dinetti responsabile Lipu-BirdLife Italia sul “Corriere della Sera – Buone Notizie” del 28 gennaio 2020 che l‘Atlante ornitologico urbano è strumento utile non solo per motivi scientifici, perché gli uccelli fungono da indicatori sulla qualità ambientale ma anche per una corretta pianificazione e gestione del verde urbano. Un elenco completo e aggiornato delle mappe dove vivono e si riproducono gli uccelli in città è stata pubblicata dalla Lipu-BirdLife Italia in un volume dal titolo Urban bird atlases in Europe, atti della tavola rotonda realizzata a Napoli lo scorso 27 settembre nell’ambito del 20esimo Convegno italiano di ornitologia (Cio). L’Italia è il paese che in Europa, e nel mondo, ha realizzato il maggior numero di atlanti ornitologici urbani: 41 le aree coinvolte, tra cui Torino, Genova, Milano, Venezia, Pisa, Roma, Napoli e Cagliari, mentre Firenze è la prima città ad avere tre edizioni pubblicate, con una quarta in corso di realizzazione. La presenza di atlanti ornitologici è molto diffusa anche in Europa, con 15 Stati e 89 città coinvolte, da Barcellona a Parigi, da Vienna a Bruxelles, da Londra (suo il primo atlante europeo del 1977) a Praga, Berlino e Varsavia, da Amsterdam fino a Mosca.
info www.lipu.it

(le foto nell’articolo sono tratte dal web)

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