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Apertura de Il Mattino su morte Nicola Marra a Positano: “Chiudete i locali fuorilegge” video

L’appello del padre di Nicola, il giovane morto a Pasqua 2018 a Positano, per portare avanti una battaglia contro i locali illegali che vendono alcol ai minori

 

Aveva 21 anni, alla vigilia di Pasqua era andato in discoteca a Positano e poco prima dell’alba lo avevano visto uscire stravolto, sudato, si era tolto la camicia e la teneva stretta tra i denti. Si era allontanato così e si era avviato a piedi verso l’uscita del paese, dove poi comincia quella statale stupenda e pericolosa, a picco sul mare, che è la costiera amalfitana.

Oggi la prima pagina su Il Mattino: “Mio figlio morto per l’alcol, chiudete i locali fuorilegge”. Antonio Marra è il papà di Nicola, per tutti Nico, che stordito dall’alcol si incamminò lungo un sentiero impervio: finì in un dirupo battendo la testa. Suo padre lancia un appello: «Chiudete i locali fuorilegge, basta alcol ai minori». Il padre del giovane è stato intervistato dalla testata giornalistica e rivela le intenzioni di voler portare avanti una battaglia contro i locali illegali, che troppo spesso causano morti soprattutto di giovani vendendo alcol anche ai minori.

Quando alcuni giorni dopo hanno trovato il corpo di Nico tra le rocce in fondo a un burrone, suo padre, Antonio, era a Positano da più di ventiquattr’ore. Si era precipitato all’alba di domenica, dopo aver provato inutilmente a contattare suo figlio al cellulare. Lo aveva cercato girando a vuoto, e ora che il vuoto è l’unica cosa che gli riempie la vita, Antonio Marra prova a fermarsi un attimo e a riflettere. Non ne ha avuto ancora il tempo. L’attesa, l’ansia, l’angoscia, e poi il dolore, le lacrime, la disperazione, e ancora il funerale, gli abbracci, le parole sussurrate che lui nemmeno sentiva, le lacrime che a un certo punto finiscono pure quelle e non resta più niente. Tutto è girato vorticosamente nella vita di Antonio Marra, è la sua stessa vita che si è girata e rigirata e alla fine si è fermata sotto sopra, lasciandolo in quella posizione innaturale di padre senza più il figlio che «mi fa morire ogni giorno ma mi fa pure pensare».

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