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Uno, nessuno e centomila… Tutti alla ribalta

La neo eletta presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia durante un’intervista ha dichiarato fra l’altro “la rete e i social hanno determinato un fenomeno pericoloso: le “opinioni” spesso diventano “fatti”. Un concetto semplice ma drammaticamente vero, specie per chi ama spacciarsi come portatore di verità e fatti, e giammai come mistificatore e seminatore di odio.

Leggiamo l’ennesimo perfido attacco che coinvolge anche la nota associazione teatrale Ravellese camuffato come notizia, e quindi come fatto vero. A detta del quinto evangelista qualcuno avrebbe autorizzato quello che altri avevano negato, vale a dire la concessione del teatro di Villa Rufolo come sede stagionale per le attività della compagnia teatrale locale, arrivando a scrivere “torna a casa sua”. Quanto divulgato dall’evangelista di sicuro non è un fatto, potrebbe essere al più un’opinione, perfida e malevola, ma un opinione. I fatti, quelli veri sono ben altri, la verità è ben distante dalle cattiverie e mistificazioni. Vediamoli i fatti:

1) dal 2016 il gruppo teatrale ha richiesto puntualmente ai vertici della Fondazione Ravello l’assegnazione in uso per diversi mesi degli ambienti denominati “teatro” di Villa Rufolo, scavalcando la Direzione, ma puntualmente non l’ha ottenuto.

2) la stessa richiesta di gestione del teatro, garantendo addirittura guardiania e pulizia, é stata avanzata anche per il 2019 già dal 20 settembre  per una durata di diversi mesi (dal 1 novembre al 31 gennaio) al Commissario;

3) I motivi oggettivi e reali che non hanno permesso a nessuno fino ad ora di rispondere positivamente alla richiesta, erano e sono, il non possesso del titolo giuridico in capo alla Fondazione per poter sub-affidare ad un soggetto privato parte della struttura. La parte in questione è quella più antica della Villa ed è di proprietà del Ministero Beni Culturali dopo che furono realizzati i lavori di scavo archeologico; il Ministero dal 2016 non ha mai rinnovato l’affidamento della parte demaniale alla fondazione RAVELLO che la detiene “sine titulo”; inoltre il famigerato statuto della Fondazione, che qualcuno avrebbe dovuto modificare in poche settimane, non è mai stato approvato dal Ministero dei Beni Culturali per consentire alla Fondazione di poter gestire un BENE CULTURALE VINCOLATO.

Per le attività richieste e con le modalità indicate, le leggi sui locali per lo spettacolo, le leggi sugli spettacoli in specie se a pagamento, le norme di sicurezza e prevenzione, le leggi sulle coperture assicurative e autorizzative obbligatorie, sono fin troppo chiare e vincolanti, finanche per un commissario plenipotenziario e dotato di super poteri.

Pertanto la richiesta avanzata nei termini suddetti non era ricevibile nè esaudibile.

Questi sono i fatti che qualunque persona di media onestà mentale che ambisce a fare del giornalismo serio avrebbe dovuto riportare.

Che io sappia negli ultimi due mesi non è cambiata una virgola nella situazione giuridica di diritto e di fatto di tutte le Istituzioni e dei beni sopra richiamati, e dell’assetto dei luoghi,  quindi?

Ma questo è il meno!

Il più, quello che una persona onesta e corretta avrebbe dovuto chiedersi come opinione e non come un fatto, è ben altro. Affido pertanto alla intelligenza dei lettori alcune domande:

  1. Perché le domande inoltrate alla Fondazione negli anni passati non sono state soddisfatte, se, a quanto scrive l’evangelista, un Commissario oggi, quindi il Presidente è il CdA ieri, può disporre come meglio ritiene del bene?
  2. Perché il Commissario plenipotenziario non ha disposto subito la concessione all’indomani della domanda accogliendo integralmente la richiesta?
  3. Se e quando qualcuno concederà qualcosa al gruppo teatrale, sarà quello che quel gruppo aveva chiesto? Sarà il famoso ritorno a casa?
  4. Perché a Ravello non si riscopre la gioia di vivere sereni e di fare le cose che i nostri genitori ed antenati ci hanno insegnato, senza necessità di taumaturghi esterni, narcisi di turno, viceré e approfittatori, quinti evangelisti, come abbiamo dimostrato al mondo fino a qualche tempo fa?

La mia opinione è che, ancora una volta, qualcuno sta lavorando per spaccare ulteriormente questo paese; qualcuno sta cogliendo l’ennesima occasione per seminare veleni; qualcuno sta utilizzando Ravello per fini personali e di dubbia utilità; qualcuno sta dimostrando che a Ravello chiunque arriva può fare quello che vuole; qualcuno sta dimostrando una libera interpretazione di norme, leggi e regole; qualcuno sta dimostrando che le persone, gli uomini, possono essere trattati neanche come bestie, ma come cose, come oggetti, decretandone la distruzione e la collocazione a proprio piacimento; qualcuno ritiene di essere il depositario del potere assoluto ed incontrollato per decidere le sorti di una collettività e di qualche singolo a proprio piacimento, mortificando la storia e i trascorsi illibati e incensurati; qualcuno sta dimostrando che la dignità e la rispettabilità della persona possono essere asservite alle proprie smanie di megalomania e di interessi; qualcuno sta dimostrando che in nome del famoso “soldo” si possono calpestare diritti e persone, negando e facendo tutto e il contrario di tutto.

Attenzione non ho detto che QUALCUNO è uno solo, nè che è sempre lo stesso.

Secondo Amalfitano

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