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Costa d’Amalfi ora eliminare ordinanza non è “urgente”! Il traffico invece è una emergenza per la sicurezza

Salerno . Costa d’Amalfi ora eliminare ordinanza non è “urgente”! Il traffico invece è una emergenza per la sicurezza Slitta di due mesi la discussione sulla contestata ordinanza Anas , con il Prefetto, che introdurrà delle novità sostanziali sul traffico in Costiera Amalfitana dopo vere e proprie emergenze documentate con video e riscontri, ore di traffico da Positano , Tordigliano di Vico Equense fino a Piano di Sorrento e in direzione Praiano un serpente di autobus e auto quotidianamente. Da Amalfi a Castiglione di Ravello, dove si trova l’Ospedale, traffico perpetuo, oramai da cartolina, ambulanze del 118 bloccate nel caos, autobus causa anche la ristrettezza delle curve , causano incidenti da Atrani a Cetara.

Per la prima volta contro i poteri forti che vogliono soffocare la S.S. 163 Amalfitana, a dispetto del buon senso, perchè in nessun paese civile al mondo con una strada così stretta , che è ancora quella rotabile dell’Ottocento per le carrozzelle, avrebbe consentito un transito così ingente. Ora non è più “urgente” eliminare l’ordinanza! Già perchè i ricorrenti dicevano che si doveva eliminare subito, perchè poi non potevano organizzare la stagione turistica che comincia a marzo. Motivazioni senza senso se il ricorso si discute a febbraio, l’organizzazione si doveva fare da ora, l’ordinanza c’è già da mesi e le società hanno avuto tempo e modo per fare i rilievi e per organizzarsi. Ma nessun motivo privatistico può prevalere sulla sicurezza e sulla vivibilità, sulla stessa messa in discussione della vita umana, visti i blocchi delle ambulanze o pensano che si mettano le ali?

Per la prima volta si sono costituiti a difendere un’ordinanza limitativa privati e un comune, Positano in primis con un centinaio di ricorrenti, cosa storica, ma anche alcune delle associazioni ambientaliste, fra cui Macchia Mediterranea e Posidonia. Ma sono state tante le associazioni scese in campo comunque con la raccolta di firme , un coordinamento di associazioni mai visto sul territorio. Le associazioni hanno raccolto diecimila firme e le richieste erano più drastiche di quanto provveduto dal Prefetto. Le associazioni chiedevano limitazioni più gravi per la circolazioni dei grandi bus turistici e senza finestre, poi non hanno chiesto le targhe alterne, ma l’istituzione di una mega ZTL da Agerola , al Valico di Chiunzi, Vietri sul mare e i Colli di San Pietro, quattro punti con varchi elettronici, tabelle avvisa ingorghi o problemi , per evitare enormi disagi. Quindi le associazioni difendono l’ordinanza come primo passo verso una Costiera più vivibile , ma le richieste erano altre più lineari e drastiche. Non è detto che per consentire il transito degli autobus turistici, e la loro economia, si debbano mettere a repentaglio le vite stesse dei cittadini e la loro mobilità, non parliamo degli incidenti diretti provocati da bus, sarebbe demagogia, ma è provato che le ambulanze non riescono a muoversi, che lo smog aumenta a dismisura, per il benessere collettivo, e che questi mezzi creino un impatto paesaggistico e ambientale enorme, un paradosso per un territorio Unesco, super viconlato , dove anche una finestra viene contestata per l’impatto paesaggistico e poi ci teniamo questo paesaggio permanente di bus.

Ora uno dei motivi pregnanti delle società, i tempi organizzativi, sono venuti meno, l’ordinanza, annunciata da anni, è stata emanata oltre un anno prima dell’entrata in vigore. Poi non ha senso rispetto ai prioritari diritti alla sicurezza e alla vivibilità e mobilità. Ma la cosa più importante dell’ordinanza è la limitazione alle deroghe concesse dalla Regione Campania a varie società .

L’udienza che si è tenuta presso il Tar sul ricorso presentato dagli operatori turistici della Divina, è
stata rinviata a febbraio per la decisione. Il provvedimento, che sarebbe dovuto entrare in vigore ad aprile, è stato infatti
superato da una nuova ordinanza, che i legali dei ricorrenti si sono riservati di esaminare. Nessuna sospensiva, dunque,
bensì l’udienza di merito fissata per il prossimo 19 febbraio, quando i giudici si esprimeranno su una questione destinata
ad avere, in un caso o nell’altro, importanti ripercussioni sulla prossima stagione turistica in Costiera.
Un braccio di ferro serrato, iniziato mesi fa, quando gli amministratori locali si sono interrogati sulle possibili soluzioni
per scongiurare, negli anni a venire, disagi ormai ben conosciuti come quelli legati al traffico. E’ noto, difatti, che il
notevole afflusso di turisti, soprattutto in estate, tende a paralizzare la circolazione sulla Statale 163 Amalfitana, unica
arteria che consente di raggiungere i territori più rinomati della Divina ai visitatori provenienti dai territori limitrofi,
nonché da tutta Italia. L’ordinanza, partorita con la mediazione della prefettura di Salerno, alla presenza di Anas, sindaci
e vertici locali delle forze dell’ordine, prevede specifici divieti per bus e mezzi turistici di lunghezza superiore a 10,36
metri in entrambi i sensi di marcia. Ci sono deroghe per circolare in direzione Vietri- Positano, per Amalfi e Ravello,
con transito vietato dal 1 giugno al 30 settembre per bus oltre i 6 metri dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle 19. Importante
inoltre l’introduzione delle targhe alterne dalle 10 alle 18 tra il 15 giugno e il 30 settembre e nei ponti festivi di Pasqua,
25 aprile e primo maggio, esclusi residenti, taxi ed Ncc, mezzi di Polizia e ambulanze. Ma le associazioni non le avevano chieste, anche perchè ritenute superflue e più problematiche, rispetto alla lineare richiesta fondamentale di una ZTL che potrebbe essere legata al numero chiuso e alle potenzialità di togliere mezzi inquinanti dalla Costiera . Il traffico è una emergenza per la Costiera amalfitana, per la sicurezza, ma anche per la salute, e non sono solo gli autobus a provocarlo, il loro impatto è inaccettabile sul territorio ed è un dato di fatto che non si poteva mettere neanche in discussione, ma non basta, siamo sommersi . Ci sono limiti a tutto, lo hanno capito a Venezia e lo capiscono nel mondo le località di grande rilevanza turistica mondiale, come dovrebbe essere tutta la Costa , e protette, come la Costa d’ Amalfi. Ma con un traffico del genere la protezione è solo una facciata, non si doveva arrivare ad un’ordinanza solo nel 2020 , siamo in ritardo almeno di un quarto di secolo, i mezzi passano, a noi lasciano, morti, feriti, danni, ci sottraggono la mobilità e la salute.

Positanonews è stato e sarà in prima fila per la battaglia per la mobilità e la vivibilità che dovremmo continuare a fare, comunque vada a finire, se ci teniamo al nostro territorio

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