Cannabis light sarà legale . A Sorrento pronto dissequestro, a Positano una befana con la canapa

Cannabis light sarà legale . A Sorrento pronto dissequestro, a Positano una befana con la canapa . Abbiamo sentito il farmacista Carlo Montefusco “Si è fatta finalmente una legge che fa chiarezza – dice Montefusco -, col decreto Salvini si potevano sequestrare in qualsiasi momento, a Sorrento forse la stavano vendendo, ma con la nuova legge gli verrà probabilmente restituito tutto. Io ho fermato subito la vendita in attesa di certezze legali, come tutto il comparto. In questo modo ci adeguiamo alle regole riconosciute a livello internazionale, per quanto mi riguarda ricomincerò a venderle per la Befana, magari ne metterò una fuori con la canapa.. Scherzi a parte, occorrono regole certe senza prevenzioni e pregiudizi ”

CANNABIS LEGALE COME

La cannabis light sarà legale grazie a un emendamento alla legge di Bilancio. Finisce il braccio di ferro – che era arrivato fino alle sezioni unite della Cassazione – sulla canapa con un basso contenuto di Thc, il principio attivo che procura effetti psicotropi. Il testo inserito nel pacchetto di emendamenti approvati in commissione Bilancio recita: “L’uso della canapa composta dall’intera pianta di canapa o di sue parti come biomassa è consentito in forma essiccata, fresca, trinciata o pellettizzata ai fini industriali, commerciali ed energetici”.

Con postilla: “Il contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) nella biomassa di cui al precedente periodo non deve risultare superiore allo 0,5%”. Di conseguenza, cambia anche la tabella del testo unico delle leggi sugli stupefacenti e le sostanze psicotrope, nel quale viene specificato che rientra solo la cannabis con un contenuto superiore di Thc. Il testo – presentato dai senatori Matteo Mantero e Francesco Mollame del M5s – disciplina anche la tassazione della canapa legale che sarà sottoposta a “imposta di fabbricazione” applicando al prezzo di vendita “le aliquote percentuali in misura pari a euro 12 per mille chilogrammi, per ogni punto percentuale di cannabidiolo (CBD) presente nella biomassa”.

I COMMENTI

“Non è il punto di arrivo, anzi solo quello di partenza, ma oggi abbiamo dato la prima spallata all’assurdo muro di pregiudizio, che ancora circonda questa pianta. I canapicoltori e negozianti italiani potranno lavorare un po’ più tranquilli”, esulta Mantero su Facebook. Produttori e negozianti che coltivano e commercializzano la canapa light erano finiti infatti nella bufera politica per le parole di Matteo Salvini da ministro dell’Interno e hanno lavorato negli ultimi anni in un quadro normativo non chiaro che aveva finito per coinvolgere le sezioni unite della Cassazione che, lo scorso maggio, avevano spiegato che resta reato la vendita della cannabis, anche nella sua forma “light”, se “in concreto” ha un effetto drogante.

“La coltivazione della cannabis e la commercializzazione dei prodotti da essa ottenuti, quali foglie, inflorescenze, olio e resina, in assenza di alcun valore soglia preventivamente individuato dal legislatore penale rispetto alla percentuale di Thc”, precisava la Cassazione, rientrano nell’ambito di applicazione del testo unico sugli stupefacenti, con la sola “eccezione” riguardante la “canapa coltivata esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali”. Tutti problemi ora superati dall’emendamento.

CI SONO ANCORA PERPLESSITA’ E L’OPINIONE PUBBLICA E’ DIVISA

Se gli effetti della cannabis sulla salute degli adulti non sono ancora scientificamente provati, di certo se ad assumerla sono gli adolescenti i rischi per la salute mentale possono essere davvero gravi. «La cannabis, anche a basso livello di thc, ha comunque un contenuto che può essere dannoso, specialmente per gli adolescenti, che hanno un sistema nervoso centrale non completamente sviluppato – spiega Sabina Strano Rossi, tossicologa forense dell’università Cattolica di Roma – Si tratta di una sostanza psicotropa che ha attività al livello del sistema nervoso centrale, anche se la percentuale di principio attivo è bassa».

SENZA REGOLE

Il Consiglio superiore di sanità aveva già lanciato l’allarme. «Gli esperti – ricorda la tossicologa – hanno sottolineato che non si può escludere la pericolosità di questa sostanza, e che non ci sono sufficienti studi su classi particolarmente a rischio, quali i giovani, le donne incinte o le mamme che stanno allattando». Con il recente emendamento, prosegue Strano Rossi, «di fatto si cambia la tabella di appartenenza, il principio attivo della cannabis passa dalla prima alla seconda tabella, ma senza il parere di esperti scientifici». Resta, inoltre, la confusione tra possibilità di vendita e consumo. «In teoria, l’emendamento parla di possibilità di vendita. Poi, però, nessuno va a controllare l’utilizzo che ne fa chi l’acquista. Ed è significativo che non ci sia una regolamentazione per la vendita della cannabis light ai minori, come invece avviene per l’alcool». A preoccupare i medici sono soprattutto i più giovani. «C’è una bella differenza se parliamo di uso di cannabis da parte di adulti o di minori – ribadisce Stefano Vicari, responsabile dell’unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile al Bambino Gesù – Il cervello dei minori è in forte crescita, raggiunge la sua massima maturazione intorno ai 25 anni. Gli adolescenti hanno quindi un cervello ancora non del tutto pronto a gestire impulsi e stimoli impegnativi dal punto di vista comportamentale«. Gli effetti di una sostanza psicotropa sono dunque devastanti. «Molti studi documentano che l’abuso di cannabinoidi è una della cause principali della comparsa del disturbo mentale. Anzi – rimarca Vicari – si ritiene che la grande esplosione di disturbi mentali, cui assistiamo oggi, sia legata proprio a un abuso di cannabinoidi, con una serie di altri motivi. La cannabis, tra l’altro, rappresenta il primo fattore di rischio per schizofrenie in adolescenza. E questa patologia non sempre è reversibile».

EFFETTI A LUNGO TERMINE

Dunque, la «distinzione tra droghe leggere e pesanti in adolescenza non ha senso, perché sono tutte sostanze dannose». Inoltre, «la cannabis è liposolubile, cioè si accumula nel grasso. E il cervello è una palla di lardo. Noi infatti troviamo la presenza di effetti di cannabis anche a distanza di molte settimane». E purtroppo tra i ragazzi non è più così infrequente. «Al Bambino Gesù, all’emergenza psichiatrica, l’80% dei ragazzi ha una storia di uso di sostanze, in particolare di cannabinoidi».

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