Caldoro contro De Luca , il primo favorito nei sondaggi il secondo dalla “real politik” degli accordi. Le voci nel tribunale di Salerno

Caldoro contro De Luca , il primo favorito nei sondaggi il secondo dalla “real politik” degli accordi. Le voci nel tribunale di Salerno .  I giochi sono oramai aperti . Non sembrano esserci più dubbi: Stefano Caldoro sarà il candidato del Centrodestra per la Presidenza della Regione Campania e per la terza volta sfiderà Vincenzo De Luca. Due profili antitetici, due modi completamente diversi di interpretare l’impegno politico e la rappresentanza istituzionale: per un verso lo stile sobrio ed il linguaggio moderato di Stefano Caldoro, Socialista turatiano dalla solidissima cultura di governo, dall’altro l’impeto del tribuno De Luca, eretico figlio del P.C.I., uomo di governo di grandi capacità. Veniamo subito ai sondaggi che vedono il centro destra favorito con la Lega in crescita, ma i sentori dei corridoi delle aule giudiziarie sono diversi “De Luca ha stretto molte relazioni in tutte le province, da Napoli a Caserta, Avellino e Benevento, non solo Salerno. Sa puntare sugli uomini giusti.. ” E i partiti? “I partiti contano poco, in realtà quelli del centro destra sono in disfacimento, non organizzati, il consenso è solo in generale non in concreto.. Bisogna vedere che farà De Magistris, alla fine alza il prezzo e poi non appoggerà Caldoro, anche De Mita sarà con De Luca e vedrete anche Mastella..”  Anche in Penisola Sorrentina e Costiera amalfitana, altre realtà dove opera Positanonews, fra Sorrento e Amalfi, Agerola sui Monti Lattari, De Luca sembra forte, ma ci sono molte incognite, a Napoli vorranno ancora uno di Salerno e Caldoro non sarà capace a sua volta di contrastare questa realpolitik deluchiana? Comunque il panorama politico è questo , da oltre un decennio abbiamo sempre gli stessi protagonisti.

La contesa   sarà ancora una volta tra loro due e, a dirla tutta, non avremmo saputo immaginare uno scenario diverso, posto che, oggettivamente, non ci pare di riconoscere, nell’uno e nell’altro campo, a prescindere da qualsiasi valutazione di natura politica, alternative potenzialmente spendibili, dicono da Orticalab Marco Staglianò. Certo, il nome di Mara Carfagna è stato a lungo sul tavolo, si sarebbe trattato di un profilo di maggiore impatto mediatico, capace di esprimere maggiore empatia, ma non avrebbe certamente garantito l’affidabilità, la preparazione, l’autorevolezza e l’equilibrio nell’interlocuzione con gli alleati che Stefano Caldoro garantisce.

Di nodi da sciogliere, di qui alla prossima primavera, ne restano ovviamente moltissimi. E se è vero che il vento spira forte nelle vele del Centrodestra, qualsiasi pronostico in questa fase non avrebbe senso alcuno: nel Movimento Cinque Stelle si è appena aperta una fase completamente nuova dagli esiti incerti, a gennaio si vota in Emilia ed in Calabria, il governo è alla ricerca di una prospettiva che vada oltre l’approvazione di questa manovra, sulla quale gravano migliaia di emendamenti, mentre nelle piazze del Bel Paese va montando un’onda anomala di popolo che si propone di arginare la spinta sovranista, spingendo le forze alternative a ritrovarsi su di una nuova prospettiva. Per di più poco o nulla sappiamo sulle liste che andranno a comporre le due coalizioni, poco o nulla sappiamo su quello che si muoverà fuori dai blocchi principali.

No, nessun pronostico è possibile in questa fase, perché tutto deve ancora compiersi. Ma quel che possiamo certamente dire è che i campani saranno chiamati a scegliere tra due candidati di grande autorevolezza, due uomini che hanno governato la Campania negli ultimi dieci anni, dimostrando grandi capacità, al netto, evidentemente, delle storture e dei ritardi che hanno segnato entrambi i mandati.

Ma è indiscutibilmente vero, per esempio, che solo grazie alla straordinaria opera di risanamento posta in essere da Caldoro, De Luca ha poi potuto condurre il sistema sanitario regionale fuori dal commissariamento a cui lo avevano condannato i governi Bassolino; è del tutto evidente che solo grazie agli straordinari risultati ottenuti da Caldoro sul terreno infrastrutturale, De Luca ha potuto restituire ai territori una visione in termini di politiche industriali e della mobilità; è del tutto evidente, per essere sintetici, che se oggi la Campania, come certificato persino da Standard & Poor’s, è fuori dal tunnel, incamminata sul sentiero della solidità e dell’affidabilità, è perché in questi ultimi dieci anni tanto lavoro è stato fatto, enormi risultati sono stati portati a casa.

Sarebbe davvero utile per i campani se il confronto tra i due protagonisti chiamati alla “bella” si giocasse a partire dal riconoscimento di questa verità, sul piano del rispetto reciproco, dei contenuti e delle proposte. Questo aiuterebbe i cittadini a comprendere, ridimensionerebbe l’influenza delle dinamiche nazionali, faciliterebbe l’evolvere di un dibattito incentrato sui problemi e sulle soluzioni per la prima regione del Mezzogiorno, restituirebbe forza ed autorevolezza alle istituzioni regionali.

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