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Agerola. Messa in sicurezza del sentiero che conduce alla Marina di Praia

É stato completato oggi, tramite la realizzazione di una staccionata in legno, l’intervento di messa in sicurezza del tratto iniziale del Sentiero che da Bomerano conduce alla Marina di Praia

Il prezioso intervento di #manutenzione e messa in sicurezza è stato realizzato grazie alla sinergia tra Regione, Comune e Comunitá Montana Monti Lattari.

Agerola - staccionata
Agerola - staccionata

 

Il punto d’inizio di questo percorso si trova lungo il Sentiero n. 12.
Da p.za Capasso (Bomerano) si imbocca via Pennino e percorsi 300 m, in corrispondenza di alcuni gradoni pietra, si svolta a sinistra, in direzione del sentiero Pennino. Imboccate le scalinate, si seguono le numerose indicazioni in legno poste sul percorso che, dopo 500 m circa in discesa, costeggiando il fiume Pennino, conducono ai piedi della Grotta di S. Barbara. Qui inizia il Sentiero n. 14. Appena superata la grotta, si incontra un incrocio, che si imbocca a destra, proseguendo sulla stretta rampa di scale, in discesa.
Si percorre quindi un primo tratto che alterna scale a pista su pietraia, fino a giungere dopo circa 500 m ad un incrocio, al di sotto di una casa abbandonata. Si continua nella discesa per altri 700 m circa, fino a giungere ad un altro incrocio. Si prosegue nella discesa, tenendo la destra e, giunti sulla rotabile, la si attraversa per imboccare le scale al di sotto della strada, che conducono al ponte della Marina della Praia.

 

Informazioni su valori e punti di interesse
Questo percorso ricalca sostanzialmente la mulattiera medievale che ha congiunto Agerola a Praiano fino all’apertura della rotabile Bomerano – Amalfi (1935). Ma già nella tarda preistoria (vedi reperti archeologici al Museo Civico di Agerola) questa discesa all’approdo di Praia dovette essere vitale per gli scambi commerciali dei pastori, che popolavano l’altipiano agerolese.
Percorso un primo tratto, ci si presenta davanti l’alta rupe rosata nella quale si aprono varie cavità, tra le quali la Grotta di S. Barbara (con resti di edifici sacri del X-XI secolo; vedi Sentiero 12). Si avverte che la salita alle grotte più in alto è pericolosa ed è riservata a bravi arrampicatori.
Nel lasciare il Sentiero 12 per scendere nel fondovalle, si notano sia delle macerine (muraglie a secco) che dei gradoni, che stupiscono per le grandi dimensioni e la forte usura dei blocchi che si usarono per costruirli.
Il lungo tratto che divaga sui fianchi del Vallone Praia, mostra tutti i mutevoli aspetti della vegetazione che caratterizza le pendici medio-basse della Costiera, dominata da sclerofille sempreverdi e spesso odorose. Intanto si ammirano, in alto, le rupi sommitali del M. Tre Calli e, in basso, la stretta gola terminale della vallata, con a fianco la medievale torre di guardia detta Sciola. Come il cosiddetto “fiordo” di Furore, la Marina di Praia è una “ria”, cioè una gola scavata dall’acqua incanalata (non da un ghiacciaio, come nei veri fiordi) e poi sommersa parzialmente dal mare per una risalita del suo livello. Gli appassionati di Geologia potranno osservare, nella parete rocciosa ad Est della spiaggia, le faglie che spaccarono la roccia quando nacque, per sprofondamento, il Golfo di Salerno… ma senza togliere troppo tempo al godimento estetico di questo caratteristico angolo della Divina Costiera!

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