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Agerola. Maria abbandona casa per la pioggia: “Mi sono ritrovata in un attimo senza più nulla”

Le forti piogge di alcuni giorni fa hanno costretto Maria Michela Acampora ad abbandonare la propria abitazione. Ecco il racconto struggente di una donna che in un attimo si è ritrovata senza casa proprio a ridosso delle festività natalizie.

È incredibile come la vita doni a ripetizione lezioni e moniti ad ognuno di noi. In passato mi è capitato di scrivere riguardo la mancata manutenzione dei nostri territori, di per sé già fragili e poco stabili, oggi mi ritrovo ad essere una vittima del mancato monitoraggio delle zone a rischio che pure tali sono catalogate e conosciute.

Mi sono ritrovata in un attimo senza più nulla, costretta come parte della mia famiglia e altri vicini a dover lasciare tutto, la casa, i miei cani, senza sapere né immaginare il mio ritorno tra le cose che amo e i ricordi della mia vita. Ma è stato un attimo che mi ha reso si veramente consapevole del dolore immenso di chi dopo una calamità deve lasciare un pezzo della sua esistenza tra mura che forse non rivedrà più, ed io sono fortunata perché la mia casa è ancora lì e forse a breve potrò tornarci. Eppure il mio cuore rimane imprigionato dal pensiero di tutte quelle persone che oggi vivono fuori dalla loro casa e vivranno un Natale di dolore.

La mia dolcissima nonna mi ricordava spesso il detto: “si nun vire nun crire” (se non vedi non credi): avevi ragione, nonna, adesso so cosa significa. Ma nella sofferenza la luce della solidarietà è stata enorme: voglio ringraziare dalle pagine di Voce di Agerola i nostri Vigili del Fuoco encomiabili per professionalità, per umanità, per dedizione ed impegno, i primi ad arrivare gli ultimi ad andare via dobbiamo essere loro veramente grati.
Questa non è l’ora delle polemiche: ci sarà tempo e modo di chiarire e di verificare la dinamica di quanto successo. Per me però questo è il momento di ringraziare la mia comunità camporese per la disponibilità, l’affetto dimostrato e i tanti amici che ieri mi hanno chiamato e sostenuto. Sono sempre più convinta che Campora ha un cuore fervente e d’oro a partire dal nostro Don Giuseppe. Purtroppo insieme ai ringraziamenti mi tocca dire anche che non è possibile nel terzo millennio che ad una allerta della protezione civile non segua un monitoraggio attento almeno delle zone considerate a rischio e mi fermo qui.

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