Sorrento. Di Leva nell’inchiesta di Castellammare: lo scoop di Repubblica che fa tremare i Vip

L’interminabile inchiesta riguardo i chioschi nei pressi dell’Acqua della Madonna a Castellammare di Stabia, continua oggi con nuovi filoni di indagini. L’inchesta, che per la maggior parte risulta essere top seceret, ha evidenziato nuove piste che potrebbero condurre a rivelare probabili coinvolgimenti camorristici in tali attività. Infatti, proprio intercettando l’imprenditore marittimo, ristoratore e albergatore Salvatore Di Leva, nonchè amministratore di Alilauro Gruson, è emerso che ci sono elementi che hanno spinto la Procura a provvedere con l’aggravamento della misura cautelare nei confronti del commercialista Alessandro Gelormini, il quale, nella condizione di arresti domiciliari, avrebbe contattato Salvatore Di Leva con l’intento di concordare l’unica versione dei fatti da esporre in caso di interrogatorio.

Come riporta Repubblica, gli avvocati dell’imprenditore Di Leva sostengono che il loro cliente non ha alcuna concessione e che le sue attività fanno riferimento esclusivamente ad operazioni cantieristiche. Mentre altro elemento di inchiesta riguarda la intercettazioni da marzo, quindi contenenti diversi mesi di conversazioni tra cui anche la questione dell’incontro che Gelormini tanto desiderava per stabilire la versione da esporre all’interrogatorio. Intanto, gli avvocati di Salvatore Di Leva continuano a sostenere la legittimità degli interventi dell’imprenditore e che le nelle conversazioni intercettate era sempre Gelormini a contattare Di Leva, e mai viceversa. Gli avvocati concludono sostenendo che il loro cliente, appena giunto a conoscenza degli atti del commercialista, avrebbe immediatamente revocato Gelormini dagli incarichi ricoperti nelle sue società.

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