Sorrento, guerra alle biciclette elettriche: multe per migliaia di euro. Partono i ricorsi – ESCLUSIVA

Continua la guerra da parte del Comune di Sorrento per quanto riguarda le biciclette elettriche non a norma. La Polizia Municipale sta effettuando dei controlli serrati e nelle scorse settimane sono state elevate sanzioni per diverse migliaia di euro.

Dopo i tremendi incidenti che hanno visto coinvolti anche dei turisti in estate, l’amministrazione ha deciso di dare un giro di vite e punire severamente i trasgressori. Come ci riferisce il comandante dei Vigili Urbani, Giuseppe Coppola, sono oltre una decina le multe a carico di conducenti di biciclette elettriche giudicate non a norma, multe che possono arrivare anche a cifre elevatissime, come 8000 mila euro, tra mancanza di copertura assicurativa e così via…

Ma non è tutto. Sono partiti, infatti, già i primi ricorsi da parte dei presunti trasgressori: questi basano la propria difesa puntando a screditare la perizia che ha stabilito le irregolarità dei mezzi a due ruote.

Ricordiamo che le bici elettriche sono biciclette equipaggiate con un motore elettrico e possono essere di due tipi: a pedalata assistita o a funzionamento autonomo. Le bici a pedalata assistita sono equiparate ai velocipedi e provviste di un motore elettrico ausiliario che si attiva esclusivamente quando si azionano i pedali. Il motore, in questo caso, non sostituisce il lavoro delle gambe ma le aiuta a fare meno fatica. Le bici elettriche a funzionamento autonomo rientrano invece nella categoria dei ciclomotori, e sono dotate di un motore elettrico che svolge il suo lavoro indipendentemente dal fatto che si pedali o meno.

Per quanto riguarda i valori precisi, le prime devono rispettare i requisiti della direttiva europea 2002/24/CE, recepita in Italia nel 2004, ovvero: 0,25 kW di potenza massima del motore a regime di rotazione; assistenza del motore elettrico fino alla velocità di 25 km/h; interruzione dell’assistenza se il ciclista smette di pedalare. In pratica l’aiutino del motore è permesso solo fino al raggiungimento dei 25 km/h e soltanto se il ciclista “collabora” con le sue gambe. Le seconde, invece, hanno una potenza ben superiore a 0,25 kW e possono raggiungere una velocità massima di 45 km/h. Sono, difatti, più simili a ciclomotori veri e propri che a biciclette, ecco perché il Codice della Strada include questi mezzi nella categoria dei ciclomotori, regolandoli alla stessa maniera (casco, assicurazione RC moto, targa, patentino).

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