Pimonte-Agerola, morte Sara Aiello: parte petizione per dire “no” all’archiviazione. Spuntano striscioni per strada

Sono quasi un migliaio le firme raccolte tra Pimonte ed Agerola per dire di no alla richiesta di archiviazione del caso Sara Aiello. Circa venti giorni fa, infatti, i magistrati della Procura di Torre Annunziata hanno chiesto l’archiviazione, considerando pochi gli elementi che motiverebbero la riesumazione e l’autopsia del corpo della donna.

Ricordiamo, la 36enne originaria di Pimonte morì in circostanze non chiare. La donna, al momento della morte, si trovava col marito nell’abitazione. Un paio di mesi prima di quel tragico giorno di giugno aveva avuto un malore per cui era stato necessario l’intervento del 118: dopo quell’episodio, sempre secondo la tesi del marito, un medico aveva suggerito a quest’ultimo di filmare la donna nel caso in cui il malore fosse sopraggiunto nuovamente, questo per permettere una diagnosi più precisa. Fatto sta che quella tragica notte il malore che sopraggiunse fu fatale per Sara. Tutta la scena fu filmata dal marito.

I familiari e gli amici di Sara non hanno mai creduto che la morte sia stata provocata da una malattia congenita ed è per questo che chiedono la riesumazione della salma da quattro anni: i periti dei familiari hanno avanzato un’ipotesi davvero sconvolgente, ovvero che la donna sarebbe stata avvelenata, verosimilmente con del cianuro.

Intanto, sono apparsi diversi striscioni sul territorio per chiedere verità per Sara.

Commenti

Translate »