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Meta. Parte il processo con accuse di tangenti a Tito. Si parte con le intercettazioni, è battaglia legale

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Meta , costa di Sorrento . Parte il processo con accuse di tangenti a Tito. Si parte con le intercettazioni, è battaglia legale Mazzette e irregolarità negli appalti: parte il processo al sindaco Giuseppe Tito. Ieri mattina, il primo cittadino di Meta era l’unico imputato presente in aula alla prima vera udienza del processo che vede alla sbarra anche tre dipendenti comunali e quattro imprenditori. Tutti sono accusati a vario titolo di induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, peculato, omessa denuncia e falso, in un presunto giro di corruzione per pilotare alcuni appalti al Comune di Meta in Penisola Sorrentina .
Ieri mattina, il primo capitolo processuale al Tribunale di Torre Annunziata ( Napoli ) ha visto lo scontro tra accusa (il pm Antonio Barba) e difesa (Tito è assistito dall’avvocato Paola Astarita) sulla lista delle conversazioni intercettate e da trascrivere. La parte più corposa è stata presentata dal pubblico ministero, ma i legali degli imputati, come riporta oggi Il Mattino , hanno chiesto al tribunale la trascrizione di alcuni dialoghi che invece dimostrerebbero l’innocenza dei loro assistiti. I lunghi elenchi di telefonate e di ambientali sono stati consegnati al perito, che avrà tre mesi di tempo per trascrivere le discussioni tra i vari imputati.
I primi testimoni saranno ascoltati solo alla prossima udienza fissata ad aprile sempre dinanzi al collegio di giudici del tribunale di Torre Annunziata presieduto da Francesco Todisco. Insieme a Tito, a giudizio ci sono anche i dirigenti comunali Rina Paolotti e Paola De Maio, il comandante della polizia municipale Rocco Borrelli, e gli imprenditori Nunzio Lardaro, Antonino Staiano, Carmela Izzo e Aniello Donnarumma. Secondo l’accusa, tra il 2012 e il 2015, quando era ancora assessore, Tito avrebbe favorito alcuni imprenditori nell’aggiudicazione di appalti a Meta, prima della sua candidatura a sindaco. Per sei mesi, in particolare, avrebbe incassato una mazzetta da 2500 euro per indirizzare l’appalto per la gestione del parcheggio della spiaggia.
Nel mirino degli investigatori sono finiti anche l’appalto per il trasporto scolastico e per le luminarie di Natale. Il primo cittadino metese ha sempre respinto ogni accusa, chiedendo di parlare anche durante l’udienza preliminare al termine della quale fu disposto il rinvio a giudizio, ma si dovrà difendere durante il processo. Nel frattempo, una parte delle accuse potrebbe già andare in prescrizione nei prossimi mesi, mentre la prossima udienza sarà celebrata alla vigilia delle amministrative.

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