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Letizia e altre minorenni rapite da uomini incontrati sui social network, ecco che succede

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Letizia e altre minorenni rapite da uomini incontrati sui social network, ecco che succede «Mamma vado a messa», ma invece fa perdere le sue tracce mandando in angoscia i genitori. Letizia Diana David, 17 anni, una ragazzina di origini romene, aveva conosciuto un uomo più grande di lei attraverso un gruppo di Whatsapp. Lui, un romeno di 27 anni, si sospetta abbia portato la minorenne in Germania dove da ieri sono partite le ricerche. Per ora il caso è trattato dalle forze dell’ordine come un allontanamento volontario, ma per l’uomo è scattata la denuncia una denuncia per sottrazione di minore.

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La ragazza è di Conegliano, in provincia di Treviso, si è allontanata domenica alle 8.30 dicendo che sarebbe andata in chiesa, poi è scappata. La mamma, Ioana Botezatu, ha denunciato la scomparsa ai carabinieri fornendo il nome dell’uomo con cui la giovane sarebbe fuggita. Lui risiede in Germania, l’altra mattina sarebbe arrivato in Italia di proposito per mettere in atto la fuga, ma dalle notizie raccolte dalla madre la giovane sarebbe in pericolo. «Lui è venuto apposta dalla Germania per incontrare mia figlia ha riferito la donna lunedì notte, intorno alle due, ho parlato con un amico in comune. Mi ha detto che Letizia era a Piacenza, a casa della sorella di questa persona, che stava bene, ma di fare presto a trovarla e portarla a casa, perché lui sarebbe uno sfruttatore, che traffica con gli essere umani e che vorrebbe portare Letizia in Germania per farla prostituire». Da mesi Letizia chattava con quest’uomo di dieci anni più grande di lei e da qualche tempo la ragazzina aveva cambiato atteggiamento. «È sempre stata una ragazza tranquilla ha raccontato in caserma Ioana – frequenta la terza media perché ha avuto qualche difficoltà in passato, ma voleva diplomarsi per poi iscriversi a una scuola professionale. Da quando ha conosciuto quell’uomo, però, tutto è cambiato». Letizia sarebbe diventata con il tempo più taciturna, quando si confidava con la madre diceva di voler andare in Germania. «Domenica prima di pranzo abbiamo ricevuto una chiamata dal suo cellulare, ma a parlare era lui ha detto la signora ai carabinieri – dicendo che Letizia stava bene e che se ne sarebbe preso cura». La madre gli ha risposto all’uomo che l’avrebbe denunciato per sottrazione di minore e lui ha risposto: «Allora non la vedrai mai più». Le ricerche di Letizia e del 27enne procedono ora non solo nel Nord Italia, ma anche in Germania. Ioana ora teme per l’incolumità della figlia e da domenica vive un incubo che spera possa finire al più presto. Gli appelli disperati della signora rimbalzano sui social: la preghiera della donna è che tutti quelli che ritengono di aver visto la ragazzina possano avvertire al più presto la polizia.

Di casi come questi ormai le forze dell’ordine ne trattano sempre di più. Il meccanismo è quasi sempre simile: chi adesca i minori sfrutta spesso quella confidenza che si vive sul web e in particolar modo sui social network. Qualche tempo fa di una vicenda simile è stata protagonista una ragazzina di Taranto, lei 14enne che fugge dalla sua città per raggiungere Ischia e incontrare un ventiseienne dell’isola. La giovane aveva conosciuto il ragazzo su sito per incontri, Meetic, così aveva deciso di conoscere dal vivo il 26enne, incurante dei dodici anni di differenza. In quel caso tutto si risolse per il meglio e, grazie alle indicazioni della madre che era a conoscenza dell’infatuazione sorta nella figlia, le forze dell’ordine ritrovarono e riportarono a casa la minorenne. Un caso ancor più scabroso riguardò una tredicenne di Milano. L’orco l’aveva adescata su Badoo, un’alta chat di incontri, le ha chiesto foto con pose sempre più provocanti, regalandole in cambio ricariche per il suo telefonino. Poi le ha proposto di raggiungerla a casa dopo la scuola, quando i suoi genitori sono al lavoro. Così un idraulico di 40 anni, è finito nella cameretta della ragazzina originaria dell’Ecuador, e per due volte ha fatto sesso con lei, che prima di quegli incontri clandestini non aveva mai avuto un rapporto sessuale completo. Una storia terribile di pedofilia, scoperta dalla madre della ragazzina notando alcuni atteggiamenti strani.

Sono diverse le app per incontri, ma gli adescamenti online avvengono per gran parte sui social network. Il child grooming – come è indicato questo fenomeno è più diffuso di quanto si possa pensare. Secondo un recente rapporto delle forze dell’ordine, Instagram è stata la piattaforma scelta nel 32% dei casi, Facebook nel 23% e Snapchat nel 14%. Oltre a queste, anche altre piattaforme come Twitter e il gioco online House Party vengono utilizzate per pratiche di child grooming. Recentemente anche Tik Tok, la nuova app sviluppata in Cina, diffusissima tra i ragazzini dai 10 ai 15 anni, è stata presa d’assalto da moltissimi pedofili. Il mese scorso un uomo aveva inviato messaggi inequivocabili ad un bambino di Modena, solo l’intervento del papà che aveva monitorato l’attività del figlioletto nell’uso del cellulare era riuscito a sventare il pericolo. Ma sono tanti altri i casi che giorno dopo giorno richiedono l’immediato intervento della polizia postale e sempre di più i tentativi di adescamento proprio su Tik Tok. «Gli adulti che hanno interesse sessuale verso i minori spiegano dalla polizia postale – conoscono molto bene il mondo dei giovani e, per questo, chi è particolarmente interessato a preadolescenti e adolescenti. Mirano a costruire un legame pseudo affettivo, farcito di emoticons, linguaggio giovane per preparare il terreno a richieste di immagini sessuali, induzioni a atti di autoerotismo, sino ad arrivare a proporre un incontro sessuale off-line». Per Letizia bisogna ora solo sperare e confidare che le ricerche iniziate producano presto risultati.

Fonte Il Messaggero

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