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Dino Zoff,Donnarumma e Meret i migliori foto

Un salto di quasi 40 anni: Dino Zoff mentre di recente alza la Coppa del Mondo al Coni e a fianco nell’immagine in bianco e nero del giorno del trionfo a Madrid, l’11 luglio dell’82, quando il portiere era il capitano dell’Italia

l’intervista «Donnarumma è forte se la giocherà con Meret Sempre noi i migliori»
Zoff: «Mi piace come è cresciuto in poco tempo Gollini. All’Europeo servirà l’esperienza di Sirigu»

Pierluigi Gollini, 24 anni, l’ultimo portiere ad aver debuttato per qualche minuto venerdì sera contro la Bosnia
«Pronto? Sì sono Dino. State tranquilli, l’Italia è in mani sicure». Zoff risponde al telefono e quasi anticipa una domanda che, per uno col suo intuito, sembra quasi scontata: che ne pensa, il numero 1 (ai suoi tempi era 1 e basta) più grande di sempre, dei portieri della Nazionale? Ci fa sapere che stima tanto Donnarumma e Meret, che vede Sirigu come chioccia utile alla loro crescita e Gollini… più indietro nelle gerarchie («ma ha la stoffa dei grandi»). Zoff è un uomo di poche parole, sempre calibrate e sincere. È rimasto il friulano tutto d’un pezzo che trent’anni fa guidava con freddezza le difese di Udinese, Mantova, Napoli, Juve e dell’Italia prima di dedicarsi al calcio in ruoli dirigenziali e tecnici. Il suo stile, solitamente, prevede qualche secondo di riflessione prima di esternare un concetto. Eccone uno: «Oggi il calcio è cambiato, io ad esempio ho imparato a fare il portiere in piazza. L’asfalto cambiava sempre la traiettoria del pallone e quando eravamo fortunati c’erano i bastoni per fare i pali. Altrimenti si lavorava con l’immaginazione. Lo sa che grazie alle strade di Mariano del Friuli sono diventato campione del mondo?». E non solo, aggiungiamo noi. Zoff è l’unico italiano ad aver vinto sia il Mondiale che l’Europeo.

Abbiamo solo quel titolo europeo in bacheca. Non sarebbe ora di vincerne un altro?
«Potevano essere due, o magari tre. Quello dell’80’ arrivava dopo il calcioscomesse e quel clima ci ha condizionato, poi nel 2000 ero CT e l’abbiamo perso al golden gol, in finale contro la Francia. Peccato»

L’Italia di Mancini può farcela?
«Sì. Siamo forti e giochiamo bene. Si vede che il lavoro è stato impostato sulla qualità. Questa squadra mi piace, il ct è bravo, i numeri sono importanti e le vittorie non mancano (10 di fila ndr). C’è fiducia nell’ambiente»

È d’accordo con la scelta di far giocare Donnarumma titolare?
«Gigio è forte, molto forte. E secondo me può ancora migliorare. Si giocherà il posto con Meret fino alla fine. Al momento Mancini ha scelto il milanista ed è giusto così»

Recentemente ha detto di Meret “è più bravo di quando avevo 22 anni io”…
«Le qualità per far bene le ha. Gli auguro di fare la mia stessa carriera, come lo auguro a Donnarumma e a Gollini, un altro con la stoffa dei grandi»
Cosa le piace dell’atalantino?
«Il fatto che sia cresciuto tantissimo in poco tempo. Si vede che la Champions lo sta aiutando. Contro la Bosnia ha esordito in Nazionale, se l’è meritato»

E pensare che dopo l’addio di Buffon si guardava al futuro con preoccupazione…
«Invece i nostri portieri sono tutti giovani e bravi. In più c’è Sirigu che completa il pacchetto. All’Europeo la sua esperienza potrà essere determinante per dare tranquillità al titolare. La nostra scuola è ancora la migliore. Vorrei però dire una cosa: non mettiamo pressione a questi ragazzi e non chiedetemi chi mi somiglia di più. Non sarebbe giusto»
Com’è cambiato il ruolo del portiere negli ultimi anni?
«Oggi devi essere bravo coi piedi. Così dicono…»

Non è d’accordo?
«Secondo me un buon portiere deve prima di tutto parare. Serviamo a quello, no? Molti sono bravi coi piedi, ma senza le mani. È vero che con le linee di difesa sempre più alte devi essere pronto a uscire dall’area di rigore e giocare il pallone con continuità. Però quando sento dire “vedi quanto è bravo coi piedi quello lì?” mi trovo in disaccordo. Non si giudica così un portiere»

Stanno snaturando questo ruolo?
«No, ma dovrebbero lavorare di più sulle mani che sono la materia prima della professione»

Capitolo campionato. La Juve è ancora insuperabile?
Siamo all’inizio, ci vuole tempo per capirlo. Se valutiamo la rosa, e non solo gli undici, la Juve è di gran lunga la favorita. L’Inter di Conte sta facendo bene, non so se basterà»

Per i bianconeri può essere l’anno giusto per la Champions?
«Di passi in avanti ne hanno compiuti tanti ultimamente. Credo che possano avere ottime chance in questa stagione. La concorrenza si è ridotta tra le squadre di vertice: le spagnole hanno problemi, le tedesche anche. Rimangono forse le inglesi o il Psg, ma la Juve è al loro stesso livello»

Favorite per il quarto posto?
«Inter e Napoli le vedo più avanti, almeno seconda e terza. Per le altre sarà una bella lotta. La Lazio forse mi sembra più pronta, ha un bel potenziale e lo sta esprimendo. Ci sarà da divertirsi».

fonte:corrieredellosport

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