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Capri . Delibera anti – abbattimenti ad Anacapri, ecco come fanno

Capri . Una delibera anti-abbattimenti è stata votata ieri mattina dal consiglio comunale di Anacapri, presieduto dal sindaco Alessandro Scoppa. Un precedente atto amministrativo per mantenere intatto il patrimonio edilizio abitativo era stato già votato nel 2013, quando l’amministrazione dell’epoca intraprese la strada per evitare l’arrivo delle ruspe che avrebbero dovuto abbattere un’abitazione abusiva acquisita al patrimonio comunale. Stavolta , scrive Anna Maria Boniello su Il Mattino , il consiglio comunale ha optato per un’operazione di social housing, cioè per il mantenimento, ai fini di prevalente interesse pubblico, di un altro immobile abusivo acquisito al patrimonio comunale, in via Lo Funno, oggetto di un recente provvedimento di demolizione che avrebbe dovuto essere eseguito a breve. Dopo l’episodio delle scorso mese, quando le ruspe arrivate ad Anacapri demolirono una casa interamente abusiva, sempre in via Lo Funno, quando era troppo tardi per intervenire nel rispetto delle leggi vigenti, si apre oggi uno spiraglio per scongiurare la cronica emergenza abitativa sull’isola azzurra.
LA PROCEDURA
«Nel territorio comunale di Anacapri esiste una situazione di grave difficoltà dei nuclei familiari nel reperire immobili locabili, se non a canoni molto elevati» si legge nella relazione presentata al vaglio del Consiglio dal vicesindaco Francesco Cerrotta, che ha poi specificato come la destinazione degli immobili abusivi alle finalità di edilizia residenziale sociale sia prevista anche dalla legge regionale numero 5 del 2013. «La scelta del mantenimento dell’opera abusiva ha sottolineato Cerrotta è stata ritenuta legittima anche dal Consiglio di Stato, che nel 2017 ha emesso una sentenza che fa riferimento proprio al social housing, cioè la possibilità di destinare gli immobili acquisiti al patrimonio comunale prioritariamente ad alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale, i cui criteri di assegnazione riconoscono precedenza a coloro che occupavano l’immobile al tempo dell’acquisizione». La procedura prevede comunque, per chi ha commesso l’abuso, la perdita della proprietà dell’immobile, il pagamento al Comune della sanzione relativa al mancato abbattimento, oltre al canone di occupazione dell’abitazione divenuta di proprietà comunale.

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