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ANGRI, DISTRUTTA NELLA NOTTE LA SEDE DELLA COOP OMEGA

Esplosione nella notte: distrutta la sede della cooperativa Omega service in corso Vittorio Emanuele. Danni anche ad un negozio di calzature adiacente e a diverse auto parcheggiate lungo la strada. La deflagrazione è stata provocata da una grossa bomba carta che è stata piazzata davanti all’ingresso della cooperativa, operante nel settore delle pulizie. Indagini in corso: non si esclude la pista del racket delle estorsioni, ma resta in piedi anche l’ipotesi della ritorsione per questioni personali. Nessun dubbio sul destinatario dell’attentato. Nel mirino di chi ha agito l’altro ieri notte è finita la cooperativa Omega service, che tra l’altro fornisce servizi a diversi comuni dell’Agro oltre che al tribunale di Nocera Inferiore. L’esplosione è avvenuta poco dopo la mezzanotte. Il boato è stato avvertito a chilometri di distanza. Davanti alla sede della cooperativa gli investigatori hanno rinvenuto residui di un marchingegno di tipo rudimentale, dall’elevato potenziale esplosivo. Chi ha piazzato quella bomba carta in quel preciso punto di corso Vittorio Emanuele, voleva distruggere l’attività; ed è riuscito nel suo intento. Sono stati, infatti, ingentissimi i danni. La sede della cooperativa è andata quasi completamente distrutta. Per l’intera notte e la giornata di ieri i carabinieri della stazione locale, insieme ai colleghi del reparto territoriale di Nocera Inferiore, hanno eseguito rilievi nella speranza di acquisire qualche elemento in più per orientare le indagini.
I RILIEVI
Sul posto anche i militari della scientifica che hanno sequestrato i residui del marchingegno esplosivo per farli analizzare. Le attenzioni degli inquirenti si concentrano, inevitabilmente, sulla figura di Domenico Chiavazzo, noto come «Mimmuccio a Satriana»’, pregiudicato, nonché genero dell’ex boss Carlo Montella (affiliato al clan Tempesta), condannato nel 2011 per associazione per delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione e destinatario nel 2015 di un provvedimento di confisca di beni emesso dalla Direzione investigativa antimafia, per un valore di 1,5 milioni di euro. Chiavazzo, fino a diversi anni fa, figurava come direttore generale della Omega Service; sarebbe poi uscito dall’organigramma della cooperativa, ma sembra continuasse a lavorare all’interno dell’impresa di pulizie come impiegato. I carabinieri non escludono che fosse proprio lui il destinatario dell’inquietante messaggio. L’impresa di pulizia, nel 2015, fu raggiunta da un’interdittiva antimafia, per poi essere riabilitata dalla Prefettura per «insussistenza delle cause interdittive» alla luce di una sentenza del tribunale.Daniela Faiella , Il Mattino

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