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Villa Dora: Lacryma Christi Vigna del Vulcano 2006

Care Amiche ed Amici Enogastronauti, Buongiorno.
Oggi siamo qui per parlare di un vino doc che arriva da quel luogo, tanto straordinario quanto magico, che è il Parco del Vesuvio, prodotto dall’Azienda Villa Dora, ossia, Lacryma Christi d.o.c Vigna del Vulcano 2006.
Si, avete letto bene, 2006! E’ dalla metà degli anni ’80 che sentivo spesso ripetere ( fortunatamente la cosa si è interrotta da quando alcuni produttori campani iniziarono ad uscire con i loro vini sul mercato 1 o 2 anni successivamente alla vendemmia) che i vini campani andavano bevuti “freschi”.Ovviamente allora non davo peso a queste cose, anche perché quel trend era consolidato ed era lo stesso quasi per tutti, ma già da allora sentivo forte la curiosità di conoscere come alcuni bianchi campani sarebbero potuti evolvere nel tempo, fino a quando mi imbattei in una falanghina del beneventano che aveva sulle spalle 10 anni di vita, e da quel momento, per me, quel trend consolidato fino ad allora,andò a farsi friggere, fortunatamente. Ritornando a Villa Dora, ricordiamo che l’Azienda, gestita dalla famiglia Ambrosio, da più di 20 anni nel mondo del vino, già imprenditori di successo nel mondo oleario, con alla guida l’eclettico Don Vincenzo , Deus ex machina, insieme alla moglie Dora, alla quale ha dedicato l’azienda , e ai figli Giovanna, Antonio e Francesca, nasce ed opera a Terzigno, nel cuore del Parco del Vesuvio,e si sviluppa su otto ettari di vigneto e cinque di oliveto , con esposizione a sud-ovest e ad una altitudine di 250 mt circa sul livello del mare, tutto in un unico corpo, con sullo sfondo, ad incorniciare il tutto, la maestosità del Vulcano ,che rende quei terreni luoghi dove poter produrre vini ed olio irripetibili altrove. Il Vigna del Vulcano è ottenuto da un blend di uve “caprettone” e “falanghina”, ottenuta da viti mediamente di 70 anni, tutte prefillossera e a piede franco,allevate in gran parte con il tradizionale “alberello vesuviano” a tralcio corto, evitando così una ampia produzione di uve ,e favorendo una maggior concentrazione di materia in quel 1,4 kg di uva prodotta per pianta. Sembra quasi scontato aggiungere , visto quanto la famiglia Ambrosio è legata al territorio, che il tutto è prodotto con agricoltura biologica. Per quel che concerne la vinificazione, le uve vengono fatte macerare in pressa per 6/8 ore in riduzione ,e fermentate in acciaio con controllo della temperatura, dove poi continua la maturazione sostando su fecce fini, per poi terminare con l’affinamento in bottiglia. Sull’abbinamento ho incontrato delle difficoltà, perché qui potrei fare una sfilza di proposte, tutte “tecnicamente” corrette, ma vorrei dirvi come lo abbino io: su qualunque cosa mi va di bere un bianco che mi racconta di territorio. Ora basta tediarvi, quindi mi zittisco e lascio che a parlare sia il Vino. Ad Maiora!
Arturo Terminiello

Villa Dora: Lacryma Christi Vigna del Vulcano 2006
Villa Dora: Lacryma Christi Vigna del Vulcano 2006
Villa Dora: Lacryma Christi Vigna del Vulcano 2006
Villa Dora: Lacryma Christi Vigna del Vulcano 2006

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