Sorrento, bici elettriche: continuano i controlli. Sanzioni per migliaia di euro. Altri Comuni seguono esempio?

Il Comune di Sorrento continua con i controlli serrati per quanto riguarda le bici elettriche. Nell’ultimo periodo sono state elevate sanzioni per diverse migliaia di euro, segno che l’amministrazione voglia dare un vero e proprio segnale ai trasgressori.

Una decina di giorni fa, lo stesso sindaco Cuomo aveva chiarito il perché di tale giro di vite: “Alla luce dei recenti episodi che hanno visto coinvolti cittadini e visitatori, investiti da biciclette non regolamentari, e anche a seguito delle denunce presentate da alcune associazioni, abbiamo deciso di avviare controlli serrati sulle due ruote che circolano in città. Questa prima azione di monitoraggio servirà anche per comprendere la portata del fenomeno nella nostra città, e sarà estesa nei prossimi giorni all’intero territorio comunale”.

Non è escluso, però, che altri Comuni della Penisola sorrentina seguano l’esempio di Sorrento. Comuni come Vico Equense, Piano di Sorrento e Meta pare abbiano già in mente di attivarsi in tal senso.

Ricordiamo che le bici elettriche sono biciclette equipaggiate con un motore elettrico e possono essere di due tipi: a pedalata assistita o a funzionamento autonomo. Le bici a pedalata assistita sono equiparate ai velocipedi e provviste di un motore elettrico ausiliario che si attiva esclusivamente quando si azionano i pedali. Il motore, in questo caso, non sostituisce il lavoro delle gambe ma le aiuta a fare meno fatica. Le bici elettriche a funzionamento autonomo rientrano invece nella categoria dei ciclomotori, e sono dotate di un motore elettrico che svolge il suo lavoro indipendentemente dal fatto che si pedali o meno.

Per quanto riguarda i valori precisi, le prime devono rispettare i requisiti della direttiva europea 2002/24/CE, recepita in Italia nel 2004, ovvero: 0,25 kW di potenza massima del motore a regime di rotazione; assistenza del motore elettrico fino alla velocità di 25 km/h; interruzione dell’assistenza se il ciclista smette di pedalare. In pratica l’aiutino del motore è permesso solo fino al raggiungimento dei 25 km/h e soltanto se il ciclista “collabora” con le sue gambe. Le seconde, invece, hanno una potenza ben superiore a 0,25 kW e possono raggiungere una velocità massima di 45 km/h. Sono, difatti, più simili a ciclomotori veri e propri che a biciclette, ecco perché il Codice della Strada include questi mezzi nella categoria dei ciclomotori, regolandoli alla stessa maniera (casco, assicurazione RC moto, targa, patentino).

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