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Renzi contro Salvini, ecco come è andata

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ROMA Ego contro Ego. E non il mio programma politico contro il tuo. Il personalismo ha invaso il campo dello show dei due Matteo a Porta a Porta. Pareva un duello pre-elettorale (ma le elezioni non sono alle viste) con Salvini capo del governo (e non lo è) e Renzi inseguitore (invece al governo c’è lui, o meglio il suo partito). Dunque, il Matteo italovivista attacca a testa bassa e il Matteo leghista fa il pacato e il moderato, quasi a voler accreditare le voci che dicono di una sua svolta post-estremista. Ma l’importante è lo spettacolo. E’ questo che conta. Non a caso uno da piccolo andò allo show di Mike Bongiorno e l’altro a quello di Davide Mangacci: la «Ruota della fortuna» (il giovane Renzi) contro «Il pranzo è servito» (il giovane Salvini). Il vecchio allenamento ha prodotto una sorta di pareggio. Renzi sembra più tonico, pare preparato meglio del rivale (c’è anche Lucio Presta tra gli accompagnatori), mentre Salvini o per scelta o per deficit di studio gioca di rimessa. Ma sa usare questo format per lui inconsueto. E questa è una sorpresa. Fa il problem solver, il Mister Wolf del film di Tarantino (anche questo spettacolo pulp), mentre Renzi fa il Django scatenato (sempre in zona Quentin siamo). Nella gara dell’Io, è ovvio che ognuno vede trionfatore il proprio Ego. E dopo lo show lo scontro continua così sui social. Twitta Salvini: «Diverse persone che hanno assistito al confronto fra me e Renzi hanno commentato: 2 a 0 per Salvini e palla al centro». Ribatte Renzi: «Pensa un po’: a me invece dicono che è finita come Milan-Fiorentina di questanno a San Siro». E la Viola ha stracciato i rossoneri, come si sa. Per Salvini, Renzi è stato troppo nervoso: «Forse perché i sondaggi lo danno al 4 per cento e non si schioda da lì?». Per Renzi, Salvini «non ha fatto altro che difendersi e mandare messaggi ai suoi, riportando ogni discorso sull’immigrazione». E questo è vero. Ma è vero anche questo: «Io picchiavo duro – dice Renzi – e lui incassava ma lo ha fatto bene».
LA BESTIA E LO ZIO
Uno scontro è sulla legge Madia. Salvini accusa Renzi che «il blocco del turn-over nella pubblica amministrazione ha creato disastri». Renzi ha replicato che la Madia, semmai, il turn-over lo ha allentato ed è stato «Tremonti, Tremonti, Tremonti a introdurlo…». Ma non sono stati i grandi contenuti veri al centro della scena. «Avete inventato un governo sotto un fungo» (allucinogeno?), dice Salvini. «Tu rosichi ancora per il colpo di sole che hai preso al Papeete», la replica dell’altro Matteo. Controreplica: «Voi caviale e champagne a Montecarlo, io con mio figlio a Milano Marittima. Preferisco lasciare i miei soldi in Italia». Ancora Renzi: «Ero imbarazzato quando ho dato la fiducia al governo. E’ stata un’operazione di Palazzo ma per il bene dell’Italia». E i 49 milioni del Carroccio? Eccoli: «Li hai usati per foraggiare la tua Bestia, il team comunicativo, che sparge odio sui social?». Così dice Renzi e ancora lui: «In 27 anni di vita politica non hai mai fatto nulla, zero risultati». Replica: «Tu invece giri il mondo per arricchirti facendo discorsi e conferenze. Io almeno i discorsi li faccio gratis». «Lei sta con gli immigrati, io sto con gli italiani»: il refrain del Matteo lumbard. Che accusa: «Ci avete scaricato 500.000 migranti durante il suo governo». Renzi: «Perché non quereli Savoini che ti ha messo nei guai per i rubli? Hai paura?». «Io non ho mai preso una lira né un rublo», è la difesa. A un certo punto la litigata verte sullo zio di Renzi, che fa il vigile urbano a Firenze e può usufruire di Quota Cento. Ma Renzi è contro Quota Cento e Salvini a favore. Qui s’innesta il tema Conte. Nessuno dei due lo difende. Per Salvini «ha preferito la poltrona alla lealtà». Per Renzi, sbaglia tutto su Quota Cento ma non lo dice così. E parlare del Camaleconte significherebbe non parlare di Io e di Io. Renzi: «Lei fa solo spot». L’altro: «Renzi è un genio incompreso: ha fatto tutto bene al governo ma gli italiani non se ne sono accorti. Io sono al 33, lui al 3 per cento. A volte dice al 4. Ma sulla Raggi i due sono uniti. «Governa malissimo», dice Salvini. «Su questo non c’è dubbio», conferma Renzi e aggiunge: «Il Pd non lo so, ma noi chiediamo le dimissioni della Raggi perché ha fallito». Sipario.
Mario Ajello

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Commenti

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  1. Scritto da Peppe concord

    Stranezze…..Peppe Grillo da comico a politico, questi invece il contrario. Da politici a comici …….e noi?