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Piano di Sorrento. Parcheggio pubblico a rotazione a Via Ripa di Cassano, epilogo in un silenzio “assordante”

In un consiglio Comunale deserto, in un silenzio “assordante”, verso la mezzanotte, si è avuto l’epilogo di una storia durata circa dieci anni. La Margherita sas aveva fatto richiesta di modificare il I livello da parcheggio a box privati pertinenziali a parcheggio a rotazione a beneficio di tutti. La zona è molto affollata di autoveicoli soprattutto nel periodo estivo essendovi tante attività ricettive turistiche, uffici, negozi, ristoranti,bar oltre a Villa Fondi con i suoi eventi. Da dieci anni è stata fatta la richiesta, prima ancora di ritirare il permesso a costruire dei due piani a parcheggio a box nel lontano 2008. I politici dell’epoca e attuali tutti entusiasti : si porta infatti un beneficio al traffico, al problema mobilità tanto sentito in questi ultimi anni. La proprietaria, non avendo avuto riscontro l’istanza più volte sollecitata, a lavori pressappoco ultimati, chiede ed ottiene un permesso stagionale di quel I livello dove mancavano solo i tramezzi divisori in attesa dell’esito della richiesta ( si rischiava chiaramente di costruirli e poi abbatterli) ed anche qui con soddisfazione del politico, in sintonia pienamente con il bando estivo annuale di reperimento di parcheggi stagionali a beneficio dell’incremento di traffico turistico. In tale fase, con parcheggio già ormai terminato e in attesa dell’esito dell’istanza, e quindi senza aver chiaramente ancora realizzate le tramezzature, con lavori ancora da ultimare e in presenza di autorizzazione comunale stagionale, arriva un’ ispezione dei C.C. nucleo antiabusivismo di Sorrento, mirata a questo parcheggio e solo a questo e non anche agli altri parcheggi vicini in costruzione ( Ninnella e vico S.Giovanni). Il tecnico comunale non trova nulla di difformità salvo lievissimi spostamenti di vialetti in copertura, ancora in corso d’opera, e tutti poi sanati urbanisticamente e paesaggisticamente. Il Maresciallo vede anche che esiste il parcheggio a rotazione in essere e sembra meravigliarsi. Il tecnico comunale fa la sua relazione dettagliata e annovera con minuziosa precisione i tanti titoli abilitativi richiesti e concessi puntualmente ad ogni minima variante, ma forse pensa che non è molto credibile dire al maresciallo che non c’è nulla di rilevante e pensa che da quello che vede…mancanza di tramezzi, forse l’attrezzatura automatica, di seconda mano, del parcheggio ( di cui la proprietaria si era dotata per potersi assentare e per la propria tutela della salute sottoposta alle correnti d’aria fredde), il cambio di destinazione d’uso già si è concretizzato urbanisticamente malgrado, ripeto, la presenza di autorizzazione comunale stagionale che lo consentiva, e di cui ne era a conoscenza, e la richiesta inoltrata da tempo al Comune per il cambio di destinazione d’uso ed anche i successivi solleciti a dare corso alla richiesta. Da qui…da questa congettura, nasce un inferno giudiziario che ha tenuto sulle corde la proprietaria, l’impresa, il direttore dei lavori, il dirigente tecnico e della Polizia Municipale, quest’ultimi due immediatamente assolti contro il parere contrario della p.m. che ha fatto opposizione in appello e Cassazione perdendo in tutti e tre i giudizi. Gli altri sono andati a giudizio e alla fine tutti pienamente assolti. Finisce con esito positivo, facendo piena giustizia, la bolla di sapone durata sette anni. Nel frattempo la proprietaria aveva chiesto a termini di legge (L.106/2011) e con la maturazione del silenzio assenso il cambio di destinazione d’uso. Va la pratica in Consiglio Comunale, nel 2013, e l’amministrazione Ruggiero dà chiari segni di volere ( e a ben ragione ) questo cambio di destinazione d’uso : ne guadagnava il piccolo commercio vicinale, i ristoranti e alberghi e i fruitori degli eventi di Villa Fondi, ma il dirigente dell’epoca, ancora coinvolto giudiziariamente in questa assurda vicenda penale, e, quindi molto timoroso, dichiara l’improcedibilità della richiesta a termini di legge. Il Consiglio Comunale ne prende atto e pur volendo tale cambiamento che era a tutto vantaggio del popolo, della mobilità, è costretto a votare contro a seguito di tale parere. Ricorre La Margherita sas contro tale delibera del Consiglio Comunale e il TAR Campania accoglie il detto ricorso, ritenendo fondata e corretta la richiesta della “ Margherita sas “ giusto art. 14 DPR 380/2001, e invita il Comune ad ottemperare riproponendo e votando di nuovo su tale richiesta e criticando l’atteggiamento tra Consiglio Comunale e dirigente UTC che nelle loro conclusioni avevano determinato una sorta di corto circuito, cercando ognuno di appoggiarsi all’altro senza prendere decisione autonoma. Il Consiglio Comunale ( come da Sentenza TAR ) doveva decidere, nella sua autonomia di organo pianificatore, se il parcheggio a Ripa di Cassano aveva o meno un interesse pubblico senza essere minimamente influenzato dal parere del dirigente, il che non era successo e da qui la sentenza avversa al Comune e a favore della Margherita sas. Gli amministratori attuali della Giunta Iaccarino sono anch’essi propensi e più volte ribadiscono il proprio interesse a tale parcheggio a rotazione che verrebbe a creare una ventina di posti auto senza distruggere neanche un filo d’erba. Nasce però di nuovo il corto circuito, causa del primo rigetto del Tar contro il Comune. Per tre anni gli amministratori dichiaravano apertamente il proprio volere favorevole ed erano nel loro pieno diritto istituzionale di pianificazione, il segretario, invece, fermo a ribadire che in Consiglio Comunale bisognava andarci con la proposta del dirigente UTC, e quest’ultimo fermo nel ribadire che la richiesta urbanisticamente non era accoglibile.” Il corto circuito uffici amministratori politici” continuava. Il sottoscritto produsse un’ampia relazione con allegate recensioni tecniche  giuridiche in merito ma non cambiò l’orientamento dell’UTC, né cambiò a seguito del parere richiesto all’ufficio legale del Comune, avv. Furno, che era favorevole all’istanza, ( non viene proprio preso in considerazione! ) né ritenne opportuno chiamare in causa, per un quesito, il Servizio Urbanistico Regionale, come dal sottoscritto richiesto, né tantomeno ritenne di avviare, come ultima ipotesi, prospettata dal sottoscritto, la procedura di una variante puntuale al P.R.G. come già era stato fatto pochi anni fa per prevedere due grossi parcheggi con centri commerciali, uno a monte e l’altro a valle di Piazza Cota. Nulla di tutto ciò ritenne opportuno e relazionò che non era possibile tale cambio. Le motivazioni, con tutto il rispetto del funzionario, le ritengo opinabili : infatti non penso che l’intervento è da classificare come mutamento di destinazione d’uso rilevante, come viene affermato, in quanto, nella realtà, si passa da un parcheggio privato a box pertinenziale a un parcheggio pubblico libero a tutte le categorie ( residenziali, terziarie, turistiche, etc) e non ad una specifica categoria privata del terziario e cioè a servizio di un ristorante o albergo o negozio. Ma se pure fosse rilevante era lo stesso da attuarsi, come asserisce l’avv. Furno, con un permesso a costruire che per quella zona 2,di interesse ambientale (ZONA A2 PRG), era compatibile in quanto non è prevista per essa il preventivo piano particolareggiato come succede per l’altra zona 2 del PUT di tutela degli insediamenti antichi accentrati( zona A1 PRG)- Purtroppo su questa vicenda ha creato confusione anche una sentenza TAR proprio a Piano DI Sorrento a Trav. Gottola, del 2014, relativa ad un parcheggio considerato erroneamente, appartenente alla zona 2 della tutela degli insediamenti antichi e non alla zona 2 di rispetto ambientale, com’era in effetti, e la sentenza rigetta il ricorso del proprietario considerando che in detta zona 2 era prescritto il preventivo piano particolareggiato che, appunto, riguarda solo la zona 2 degli insediamenti antichi . Purtroppo tale sentenza ripetuta, per lo stesso equivoco, in Consiglio di Stato, viene presa in considerazione in tante sentenze quasi come pietra miliare! ( Purtroppo la torre di Babele, sul tema parcheggi, di cui ho parlato in un articolo del Luglio 2012 su Positano news, è ancora più rilevante!!!!!!! ) -Inoltre, ancora asserisce il dirigente, che Il cambio d’uso contrasterebbe, con le previsioni della L.R.C. n. 19/2001 in quanto la deroga agli strumenti urbanistici sarebbe consentita solo per i parcheggi pertinenziali, come da lettura del Gip in occasione del dissequestro ( anno 2010) ,che, ovviamente, non tiene conto delle successive leggi in materia urbanistica di deroghe ( art. 14 DPR 380/2001) e cambi di destinazione d’uso. E in merito c’è proprio la nota favorevole del TAR del 2016 che, dichiarando che il ricorso della “ Margherita sas “è accolto, precisa al primo punto delle motivazioni la corretta e giusta applicabilità dell’art. 14 DPR 380/2001 per il cambio di destinazione d’uso, al caso in esame. Né ritenne il Segretario Generale di poter portare avanti una procedura diversa, come affermava il TAR, e cioè di semplice dichiarazione d’interesse del Consiglio Comunale, prescindendo dal parere tecnico. Per concludere, si resta increduli, delle dichiarazioni, poi, in Consiglio Comunale, del Gruppo Podemos che tramite il loro portavoce asseriscono fatti fantasiosi ( acquisiti, a loro dire, dall’UTC) ben lontani dalla realtà in merito ad una condotta della proprietaria e del direttore dei lavori non ossequiente alle leggi e ai regolamenti e convenzioni. Tali fantasiosi fatti, privi di un minimo di realtà, sembrano giustificare il voto contrario del gruppo d’opposizione. A questo punto, salvo l’uscita di Marco d’Esposito ( che per la sua attività in quella zona non gradiva il parere contrario e dell’assessore all’urbanistica Ponticorvo che dice tanto ) il resto dei politici, ben decisi questa volta e senza tentennamenti, per evitare il corto circuito, affermano, sulla base della relazione dell’UTC, ( e qui subentrerebbe ancora il corto circuito !) che la domanda va rigettata….basta il solo parcheggio Ninnella (!!! ) anche con gli eventi di Villa Fondi e anche con l’ascensore futura da farsi ( !!!) e se non basta è in programma di farne un altro lì vicino con distruzione di verde( !!!). Si rifiuta il parcheggio bello e pronto senza che si distrugga un filo d’erba e si propende per un nuovo futuro parcheggio con distruzione di migliaia di mq. di verde. Purtroppo restano tanti interrogativi senza risposta : il caponucleo dei C.C. del servizio antiabusivismo ispeziona, senza aver avuto alcuna segnalazione, denuncia o altro, specificamente solo questo parcheggio e non gli altri due vicini, il tecnico comunale del sopralluogo vede il parcheggio a rotazione munito di autorizzazione a parcheggio stagionale e pur tuttavia lo considera illegittimo urbanisticamente su congetture inesistenti nel concreto ( come mai non ci si chiede, a questo punto, se sono legittimi urbanisticamente i diversi affollati parcheggi nei giardini del centro storico? …giardini in semiabbandono pieni di auto e di lamiere? Qui non c’è cambio di destinazione d’uso?. L’urbanistica, purtroppo va a tentoni.) Gli interrogativi sono tanti e senza risposta adeguata. Credo che forse non c’è stata una forte volontà politica…era solo apparenza …promesse politiche; diversamente avrebbero fatto la voce grossa per trovare il percorso urbanistico occorrente ( che esisteva) e allora si capisce anche la dichiarazione in Consiglio Comunale della maggioranza : Il parcheggio Ninnella è più che sufficiente..E nel futuro se ne farà un altro nelle vicinanze in un giardino che , poi, chiaramente avrà la sua copertura a verde (che non è la stessa cosa del verde naturale).

Prendiamo atto di tale dichiarazione e la Margherita sas, pur sapendo che la vittoria al TAR è a portata di mano, per quanto già riferito, è stanca di tutte queste storie …guerre stellari sul nulla (con tanti disagi sulla salute e sul fattore economico), e farà il parcheggio a box pertinenziali come previsto…. pur sapendo, tutti noi, che oggi mancano i parcheggi a rotazione,…. quelli sono vitali per il miglioramento del traffico….per la mobilità sostenibile; ci sono voluti dieci anni e tantissime sofferenze di ogni genere, per avere questa risposta dal Politico.….ne prendiamo atto! Diamine potevano dirci subito che avevano scarsissimo o nessuno interesse, ne avremmo guadagnato di tanta salute e soldi. Probabilmente per una ventina di posti auto non vale la pena d’impegnarsi più di tanto, anche se non si distrugge un filo d’erba, e forse è meglio passare alla realizzazione futura di grossi parcheggi con impegno di decine di migliaia di mq. di agrumeti. Su questo tema la Consulta Ambiente, Territorio e Viabilità ha manifestato le proprie perplessità, Riflessione finale : Quando non si fa nulla di strano, nessuna difformità, nessun abuso e si agisce secondo le autorizzazioni richieste e concesse e si chiede qualcosa che potrebbe essere a vantaggio del popolo, del commercio e del turismo vicinale della zona, di un miglioramento della mobilità, e urbanisticamente ritenute possibili, si debbono passare questi guai ? E questa è la realtà e questa è la nostra professione ai tempi attuali, pur svolgendola con il massimo impegno, correttezza e onestà, immersi in una burocrazia paralizzante che blocca la crescita socio economica del territorio. E mi fermo qua, per il momento, sperando di aver dato chiarezza a quanti la chiedevano in Consiglio Comunale e anche al di fuori di esso e, beninteso, nel massimo rispetto verso i politici e i dirigenti.

Ing. Raffaele d’Esposito (detto Elio)

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