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Pagani. Gambino lascia il Comune a vice sindaco Anna Rosa Sessa, nessun ricorso per incompatibilità

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Pagani. Alberico Gambino non si dimette, ma accetta la sua incandidabilità sancita anche dall’ordinanza della I sezione civile del Tribunale di Nocera Inferiore. Nessun ricorso. A partire da ieri, la reggente di Palazzo San Carlo è il vicesindaco Anna Rosa Sessa, storica portavoce di Gambino. Anna Rosa Sessa sarà la prima donna sindaco di Pagani, anche se solo facente funzioni, che traghetterà l’ente paganese fino alle nuove elezioni. Nella primavera 2020, salvo sorprese, Pagani tornerà alle urne per scegliere il proprio sindaco. Un appuntamento elettorale a cui spera di partecipare proprio il decaduto Alberico Gambino, nonostante l’ordinanza di decadenza parli addirittura di 2 turni elettorali di incandidabilità. Ancora non è chiaro se il 3 volte eletto sindaco di Pagani proverà a farsi rieleggere primo cittadino, oppure opterà nuovamente per il consiglio regionale. Luogo, quest’ultimo, in cui Gambino continuerà a sedersi fino alle prossime elezioni regionali. Non mantenuto, quindi, l’accordo con il sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino Nunzio Carpentieri, il quale sperava di entrare in consiglio regionale sostenendo l’elezione di Gambino a sindaco di Pagani. Un patto dall’esito simile a quello che Gambino aveva stipulato con i suoi elettori paganesi, omettendo però di essere stato dichiarato incandidabile dalla Corte di Cassazione lo scorso 16 maggio. «Il governo della città è retto fino alle nuove elezioni dal vicesindaco Anna Rosa Sessa, ora sindaco facente funzioni, dalla giunta e dal consiglio comunale si legge nella nota diffusa dall’amministrazione ieri mattina – Tanto per effetto dell’articolo 53 del decreto legislativo 267/2000 che ha disposto la decadenza per sopraggiunta incandidabilità e non la nullità dell’elezione». Nell’ordinanza del tribunale però, si fa riferimento all’articolo 53 del Tuel per evidenziare come la nomina della giunta dipenda direttamente dal sindaco incandidabile e come il destino dei consiglieri comunali, inoltre, dipenda sempre dalle sorti del primo cittadino.
I DUBBI
Non è da escludere, quindi, un’eventuale decadenza della giunta e lo scioglimento del consiglio comunale. Una vicenda che rappresenta un unicum nell’ordinamento italiano, motivo per il quale il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, avrebbe richiesto un ulteriore parere al Viminale. In attesa di risvolti, le opposizioni vanno all’attacco. «Dovrebbero arrivare di nuovo i commissari in città grazie ad una sua furbata afferma l’ex sindaco Salvatore Bottone Sarebbe stato meglio che avesse preso atto della sua incandidabilità». Più morbido Claudio Barile di Viviamo Pagani. «Solamente dopo aver appreso il volere del Ministero o del Prefetto potremmo capire il da farsi» ha affermato Barile.

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