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Estorsione 15enne di Amalfi, presto la sentenza: il baby orco potrebbe tornare in cella

Era stato ascoltato a giugno scorso dal Tribunale dei minori di Salerno, e ora, 18enne, potrebbe tornare in carcere. Stiamo parlando di M.D.M., un giovane accusato di estorsione ai danni di una 15enne di Amalfi. Una vicenda che era venuta fuori lo scorso inverno e che aveva scioccato non poco la comunità della Costiera e dei Monti Lattari.

Scioccante, non solo per il fatto in sé, ma anche perché venne fuori che il giovane in questione, originario di Pimonte, era anche coinvolto nello stupro di gruppo avvenuto nel 2016 proprio a Pimonte ai danni di un’altra quindicenne. Si parlava di un gruppo di dieci minorenni, che nell’ottobre del 2018 aveva completato il percorso riabilitativo e ed era stata sancita la conclusione positiva del percorso. Dopo un anno e mezzo di recupero, il giudice aveva dichiarato il non luogo a procedere. Una decisione che aveva fatto infuriare non poco la comunità del posto e che aveva fatto il giro dei media non solo locali.

Soltanto poche ore dopo aver mostrato il proprio pentimento dinanzi ai giudici dopo quel tremendo fatto, M.D.M., nipote del boss di Iuvani, si era reso protagonista dell’estorsione nei confronti della ragazzina di Amalfi.

Una estorsione non da poco, considerando che il ragazzo avrebbe sottratto ben 30 mila euro alla giovane amalfitana. Soldi che erano stati dati dalla ragazzina in cambio di protezione nei confronti di alcuni pregiudicati del paese e che provenivano dai risparmi di famiglia. L’accusato, insieme ad un complice, furono arrestati per estorsione in flagranza di reato.

Per quanto riguarda l’estorsione, M.D.M. si è sempre professato innocente. La difesa punta a screditare il teste: la ragazzina, figlia di un noto ristoratore di Amalfi, avrebbe asserito di essere stata minacciata dall’ottobre del 2017, ma, secondo gli avvocati difensori, ci sarebbero delle foto postate sui social che mostrerebbero i due in rapporto confidenziale, cinque mesi dopo la presunta prima estorsione.

Nei prossimi giorni potrebbe esserci la sentenza che porrebbe la parola fine sulla vicenda.

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