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Caos Circumvesuviana, presidente EAV: “Quando sono arrivato 700 milioni di debiti. Coscienza a posto”

Continuano i disagi per i pendolari della Circumvesuviana. Nei giorni scorsi, ricordiamo, uno dei convogli ha preso fuoco dopo che le resistenze si sono surriscaldate: i passeggeri sono stati costretti ad arrivare alla stazione Garibaldi a piedi, sui binari. E’ soltanto l’ultimo episodio di una lunga serie che vede protagonista in negativo il treno che collega Napoli e Sorrento.

Tante le critiche indirizzate al numero uno EAV, Umberto De Gregorio, che si è sfogato così sui social”

“Qualcuno dice “De Gregorio ha fallito”, ma forse è un lapsus voleva dire “gli ho lasciato un’azienda fallita, senza prospettive di assunzioni, senza investimenti programmati”. Qualcun altro dice “dimissioni” ma poi a Roma dove si incendiano autobus ogni settimana e l’azienda è fallita va tutto bene. I giornali quasi sempre inseguono la rabbia dei social anziché cercare di spiegare e di far capire, di distinguere. Normale amministrazione. Questo è il nostro paese. Poi c’è chi lavora e fa il possibile con la coscienza a posto“.

De Gregorio ha anche parlato durante la trasmissione in onda su Radio CRC, Barba&Capelli:

“I pendolari che subiscono questi disagi hanno pienamente ragione -ha affermato- Queste problematiche derivano da una vecchia non programmazione di acquisto dei treni. I pendolari si incazzano giustamente, ed è normale che la loro rabbia la riversino su di me, che rappresento l’EAV. La soluzione è una soluzione di amministratore e, per quanto vedo, i risultati sono molto buoni. Ai pendolari non interessa, giustamente, il risanamento del bilancio, ma se ciò non fosse accaduto, non avremmo potuto comprare nuovi treni e fare nuove assunzioni”.

Annunciato poi l’arrivo di altri treni: “Abbiamo raggiunto risultati ottimi. Il mio mandato scadrà tra due anni, e in questo tempo faremo tantissime cose: assumeremo nuovi autisti, finiranno di arrivare i nuovi treni. Ci sono una decina di treni revampizzati nuovi, attendiamo unicamente le carte per metterli in gioco. L’azienda che ho trovato, oltre ad avere 700 milioni di debiti aveva oltre 1.000 cause in corso, e non mi sembra un lavoretto da poco“.

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