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Praiano. Un mese senza te. Un ricordo a Pietro Villani

Un toccante ricordo di Pietro Villani nel trigesimo della sua prematura scomparsa

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Praiano. Oggi cade il trigesimo della prematura scomparsa di Pietro Villani.

Oggi è anche il mio compleanno.

Ho chiesto ad Erminia e alla sua famiglia, come regalo, di poter scrivere di Pietro, perché ingiusto è stato il  suo destino.

Ascoltando le parole di questa canzone:

“You’re awful bright, you’reawful smart, I must admit you broke my heart  the awful thruth is really sad……..”

 

Pietro aveva un sorriso generoso e quando lo guardavi ti riempiva il cuore.

Ovunque lo incontravi, ti salutava.

Era l’amico perfetto.

Lo è stato anche per mia figlia.

Sebbene si vedessero pochissimo.

L’ha consolata, una volta, che ha provato a tuffarsi alla Gavitella, lei milanese, sfidando gli amici esperti di Vettica.

E’ tornata a casa con le ginocchia sbucciate.

E Pietro dietro, appena più  grande che le portava la borsa, pesante,  per lenire il colpo all’orgoglio.

Lei che si allena in piscina da quando ha 3 mesi.

Un vero cavaliere.

Li ho osservati dal terrazzo e ho pensato che quel ragazzo così baldanzoso non lo avrebbe fermato nessuno.

Aveva coraggio da vendere. Temerario.

Generoso, disponibile, dolce e soprattutto intelligente.

Non aveva paura di quello che provava nel cuore.

 

E’ stato un ottimo amico per mia figlia.

 

Le è stato vicino, con semplicità, quando Kicca ha perso il suo amatissimo nonno.

Lui la faceva distrarre, giocando con lei- immaginate che noia un bambino di nove contro una di 6 viziata e rompipalle?.

Eppure lo ha fatto.

In quei giorni io ero occupata a confortare mia madre e a provvedere a quelle formalità che seguono, dopo la dipartita di un familiare.

L’ha resa allegra, sopportandola, quando è caduta nella fontana a Vettica, in un momento di distrazione.

Noi la prendevamo in giro, io la chiamavo “l’Anita Eckberg de noialtri”  l’la volevo sgridare (per non dire altro-non avevo cambi) e lui, con Erminia e Grazia, l’hanno rifocillata.

 

Per lei, la scomparsa di Pietro, è stato un dolore immenso,non ne vuole ancora parlare.

 

Ha solo pianto, quando le ho comunicato la notizia al telefono, io in Toscana e lei a Positano nella prima vacanza da sola a casa del suo padrino, mio cugino Gigi, dopo è scappata via- hanno dovuto rincorrerla in Piazza dei Mulini.

Mi ha scritto tutto il giorno: “Mamma non ho la forza di affrontare questa cosa”.

Le volevo rispondere:”Nessuno di noi ce l’ha!!”.

Non ho potuto.

Ho ammirato il mesto coraggio di Erminia e della sua famiglia, nell’accettare il dramma.

Il dolore contenuto e incolmabile con cui lo hanno vegliato e accompagnato al cimitero.

 

Questa tragedia ha segnato tutti in modo indelebile e noi tutti dobbiamo impegnarci perché non si ripetano fatti del genere. (indipendentemente dall’errore umano) .

Sono ragazzi e noi adulti abbiamo l’obbligo di proteggerli, anche se disubbidiscono.

Perché perdere un giovane come Pietro è una perdita per tutta la comunità di Praiano e non solo.

Anche io, che vivo a km di distanza, non me ne faccio una ragione.

Ho sperato, da madre, che fosse il primo uomo di mia figlia.

Perché di ragazzi così, così generosi e disponibili ne trovi pochi nella vita.

Almeno non le avrebbe fatto del male, non l’avrebbe fatta soffrire ma, le avrebbe regalato meravigliosi ricordi.

Con spensieratezza.

Non le avrebbe spezzato il cuore come è successo a me, l’avrebbe condotta alla sua vita adulta con garbo e dolcezza.

Perché amare significa anche non aver paura di sbagliare.

 

Queste però erano le mie fantasie che si sono sgretolate all’alba dello scorso 18 agosto.

Ancora adesso mi alzo al mattino e mi dico Pietro no, tutto, ma lui no.

 

Di Pietro posso raccontare che era nato l’ 8 marzo, giorno della festa della donna.

Data per me significativa, perché tanti anni fa entrai al Collegio Pascoli di Bologna e la mia vita cambiò per sempre.

Era nato il giorno dopo la mia bambina ed ogni anno, sia Erminia che lui ci hanno scritto una frase di augurio.

 

Carissimo Pietro, manchi tanto a noi tutti ed io ti avrei affidato volentieri la mia bambina per portala a ballare.

Sarei stata tranquilla.

Era un mio desiderio lasciato lì sospeso, ricordando le estati felici.

Rimarrà lì con il rimpianto di non avere avuto più tempo……… farai parte sempre di quelle persone speciali che mi hanno fatto sentire a casa con semplicità.

Non ci saranno lacrime che potranno colmare questo vuoto, solo sospiri e sussurri.

Ti ricorderò sempre quando giocavi sulla Piazza di San Gennaro con il sorriso negli occhi e nel cuore.

Quando festeggerò il compleanno di Kicca, sulla torta metterò una candelina in più x te che sei nato il giorno dopo.

Pietro, che la tua stella ci conduca sempre a casa.

Che tu possa essere la nostra stella luminosa.

Che tu possa ispirarci perché le strade dell’amore ci conducano in luoghi inaspettati con persone straordinarie.

Come sei stato tu.

Love per sempre.

 

Celeste De Martino Cavina

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