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Ospizio sgomberato con la forza a Pompei

È iniziato alle sei del mattino, di ieri, lo sgombero annunciato – ma di fatto a sorpresa – dell’ospizio «Carmine Borrelli». La decisione di non rendere pubblica la data dell’operazione di trasferimento era stata presa dal comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica, riunitosi in questura a Napoli l’11 settembre. Dopo vent’anni di degenza gli anziani lasciano la loro «casa». Alle sei in punto, praticamente all’alba, la polizia ha bussato alla porta delle stanze dei nonnini invitandoli a prepararsi per essere trasferiti presso una nuova casa. I 30 anziani sono stati spostati tutti – in totale sicurezza e assistenza – presso l’ospizio di via Roma di proprietà del Santuario, ma gestito da un privato. L’eccedenza della retta 1300 euro a fronte degli 800 versati per l’ospizio Borrelli per il mese di ottobre sarà a carico del comune di Pompei. Il tempo necessario per far decidere a familiari e parenti se far rimanere i nonnini presso la nuova struttura, oppure trasferirli altrove. Casa Borrelli – stando alle rassicurazioni del sindaco Pietro Amitrano resterà chiusa fino a quando saranno conclusi i lavori di messa in sicurezza dello stabile, dichiarato inagibile dal dirigente dell’ufficio tecnico, da una perizia di un tecnico di parte nominato dall’ente comunale e avvalorato da una sentenza del Tar che ha respinto il ricorso intentato dai familiari dei nonnini.
IL TRASFERIMENTO
Gli agenti di polizia, i carabinieri, i caschi bianchi e i vigili del fuoco coordinati nell’ordine pubblico dal vicequestore Stefania Grasso sono riusciti a mettere a loro agio gli anziani, rassicurandoli sulla tranquillità della struttura che li ha accolti. Gli ospiti sono stati trasferiti a bordo di una navetta del comune – attrezzata per il trasporto di persone con disabilità che ha effettuato più viaggi. Le operazioni di trasferimento sono avvenute alla presenza dei medici del 118, pronti ad intervenire in caso di malori. Ad agitarsi sono stati i parenti, fatti rimanere fuori i cancelli della struttura di via Lepanto, al fine di non creare scene di panico nel corso delle operazioni di sgombero, che hanno accusato il sindaco e la sua amministrazione di aver «agito alle loro spalle pianificando uno sgombero coatto a carico di persone anziane e indifese». Il trasferimento degli anziani presso una nuova struttura di accoglienza, ha fatto sapere il sindaco, si è svolto in totale trasparenza ed i familiari erano a conoscenza di tutto in quanto sono stati più volte informati sia dai servizi sociali che da una lettera inviata dallo stesso sindaco ad ognuno di loro.
IL CONSIGLIO
Intanto domani si riunirà il consiglio comunale per approvare in maniera definitiva il progetto Eav da 68 milioni di euro, più le varianti, che, oltre a ridisegnare l’assetto urbanistico della città degli Scavi e del Santuario, a eliminare 4 passaggi a livello sul territorio, a creare un parcheggio da 300 posti auto, si farà carico di finanziare – per un milione di euro – i lavori di messa in sicurezza dello stabile «Borrelli». I lavori di messa in sicurezza e di restauro della casa di riposo sono legati all’abbattimento e alla ricostruzione – sul versante opposto della struttura di via Lepanto sul suolo di proprietà della curia pompeiana – della cappella annessa all’ospizio.

Il Mattino

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