Quantcast

Milan,Giampaolo la panchina traballa dopo il KO Contro il Torino – In corsa Gattuso, Spalletti e Ranieri foto

Più informazioni su

11 Gol di Belotti nel suo incredibile inizio di stagione: 4 in campionato, 6 in Europa League e uno in Nazionale (contro l’Armenia). Undici gol in dodici partite giocate…
Torino
Il Torino è uscito dalla crisi successiva alle sconfitte contro Lecce e la Sampdoria, si è portato al quarto posto in classifica, in piena zona Champions League, e ha aggravato la posizione di Giampaolo, la cui panchina traballa vistosamente. Già sconfitto sabato nel derby, il tecnico del Milan ha subito la rimonta dei granata (che non riuscivano a ribaltare un risultato contro il Diavolo dal 1942…) ed è andato a picco, complice una ripresa disastrosa, sotto i colpi del Gallo Belotti. La doppietta del capitano granata, oltre che un bel segnale per il ct Mancini, è stato un premio le scelte di Mazzarri, abile a cambiare lo spartito tattico dopo una prima frazione nella quale i suoi, con il 3-4-1-2, avevano solo subito. L’allenatore toscano si è giocato la carta 4-4-2 e, grazie alla maggiore pressione che ha messo in tutto le zone del campo, ha steso gli avversari traditi anche da Donnarumma.

OTTIMO MILAN. L’ottimo inizio di gara e in generale un primo round più che buono non facevano immaginare un finale tanto amaro per il Diavolo. Giampaolo aveva rotto gli indugi e, dopo essersi affidato fin qui quasi esclusivamente alla vecchia guardia, ha lanciato nella formazione titolare, oltre al confermato Leão, anche gli altri nuovi acquisti Bennacer e Hernandez. Ne è venuto fuori il Milan più giovane dell’era tre punti dopo quello che nell’agosto 2017 aveva sfidato il Crotone. Al di là della carta anagrafica, la squadra scelta dall’ex allenatore della Sampdoria è sembrata subito logica e ben messa in campo: Suso è tornato a destra nel 4-3-3, Bennacer ha assicurava una regia sicuramente più viva e varia rispetto a quella di Biglia, mentre l’ex Real Hernandez spingeva più e meglio di Rodriguez. Il primo tempo è stato totalmente di marca rossonera (possesso palla del 60%): il Milan ha aggredito la gara, spingendo sulle fasce con i terzini e soprattutto a sinistra, dove agivano Hernandez e Leão i pericoli erano frequenti. I cambi di gioco di Bennacer, non schermato da Verdi, facevano il resto e consentivano alla manovra di Giampaolo di essere brillante e di tenere in scacco un Torino impaurito, che non riusciva a portare il pressing con convinzione ed efficacia. Il vantaggio rossonero, così, è stato meritato e frutto di un’ingenuità di De Silvestri che ha steso Leão e ha permesso a Piatek di firmare, ancora dagli 11 metri, la seconda rete della sua stagione. In campo c’era solo il Milan che però ha commesso l’errore di non trovare il raddoppio, fallito sia nel primo tempo sia soprattutto nella ripresa da Piatek.

I CAMBI DI MAZZARRI. Scampato più volte il pericolo del 2-0, Mazzarri ha deciso di cambiare modulo per andare alla ricerca del pari con un 4-4-2 offensivo e questa è stata la sua mossa vincente. Il Milan ha perso campo, preoccupato più di difendersi che di ripartire e l’intensità dei padroni di casa ha fatto breccia. Belotti, che ha segnato in sei delle ultime sette sfide casalinghe, ha suonato la carica e ha firmato il pari su errore di Donnarumma (proteste per un fallo subito da Çalhanoglu non rilevato dal Var). La squadra di Giampaolo è sparita: Bennacer, discreto per un’ora, ha iniziato a stentare, dalle fasce non sono arrivati più pericoli e i granata hanno trovato il secondo gol, ancora con Belotti, appena 4′ dopo l’1-1. A quel punto il Diavolo ci ha provato più con l’orgoglio che con la testa, ma l’inzuccata di Piatek a fine recupero si è spenta sui guantoni di Sirigu.

la crisi del milan UNA sconfitta CHE PUò ESSERE FATALE
Il tecnico rischia già con la Viola In corsa Gattuso, Spalletti e Ranieri
Giampaolo: «Sconfitta immeritata è stata la nostra prova migliore
Ci è mancato il cinismo per il 2-0»

Piatek Getty Images

Calhanoglu del Milan e Baselli del Torino lottano per il pallone getty images
Adesso per Giampaolo si fa dura. Dopo il ko nel derby, la dirigenza rossonera si aspettava una partita diversa rispetto a quella che ha portato alla seconda sconfitta consecutiva. Con 6 punti nelle prime 5 giornate il bilancio del Diavolo è in rosso e la faccia con la quale Maldini e gli altri dirigenti hanno abbandonato lo stadio Grande Torino non prometteva niente di buono. La panchina del tecnico ex Sampdoria traballa: difficile (ma non da escludere del tutto) che vengano presi provvedimenti immediati; più probabile che la società aspetti il match di domenica a San Siro contro la Fiorentina. Quella per Giampaolo rischia di essere una sfida da dentro o fuori, un crocevia, perché prima della sosta ci sarebbe la trasferta a Genova contro i rossoblù. Una partita che, in caso di terza sconfitta con i viola dell’ex Montella, potrebbe vedere sulla panchina rossonera un altro inquilino. Già, ma chi? Gattuso, anche se fosse richiamato, non sembra entusiasta di rispondere “presente”; Allegri ha un ingaggio fuori dalla portata e si è preso un anno sabbatico; e poi c’è Spalletti che abita sempre a Milano e ha altre due stagioni di contratto con l’Inter. Senza dimenticare Ranieri, altro “nome” al momento senza panchina. Di certo la dirigenza di via Aldo Rossi spera di non dover fare un certo tipo di ragionamenti e di non dover neppure allargare la rosa dei possibili candidati. Si augura che Giampaolo dia una risposta già domenica sera e che allontani in fantasmi. Ci riuscirà?
NON MOLLIAMO. Ieri al termine del match l’allenatore di Bellinzona era deluso più dal risultato che dalla prestazione: «Abbiamo controllato la partita, ma non abbiamo avuto il cinismo per chiuderla nonostante sui piedi abbiamo avuto le occasioni per il raddoppio. Fino all’1-1 non avevamo rischiato nulla, ma dopo la rete di Belotti l’incontro è cambiato. Peccato perché abbiamo avuto pure le chance per pareggiare con Kessie e Piatek… Ci sono stati degli errori, ma la squadra per personalità mi è piaciuta. E’ chiaro però che la sconfitta non va bene. Soprattutto per come è maturata». Il momento non è facile e Giampaolo non lo ha nascosto: «Mi dispiace perché il gruppo lavora bene e quando non raccoglie i risultati è difficile per i ragazzi e anche per i risultati. Questa sconfitta è maturata in maniera del tutto immeritata e rallenta la nostra crescita. Spero che i ragazzi non mollino e non arretrino di un centimetro». Eccoci alle scelte e ai nuovi finalmente lanciati: «Non devo togliere niente a quelli che hanno giocato prima né regalare nulla a quelli che hanno giocato ora. Che Theo e Bennacer abbiano talento lo sappiamo. Spero che la squadra possa continuare ad avere la fiducia giusta nonostante le battute d’arresto. Bonaventura in campo dopo 11 mesi? Avevo bisogno della sua qualità per tenere alta la squadra. Il Milan ha qualità e ora dobbiamo migliorare nella percentuale di precisione sui passaggi». Finale con la… moviola sull’azione dell’1-1. «Fallo non fischiato su Calhanoglu? L’azione l’ho rivista e per la dinamica si poteva anche fischiare il fallo: queste sono tutte piccole situazioni, episodi che possono determinare la partita, ma è il controllo della gara che fa la differenza. La capacità di saper difendere tenendo la palla. La squadra deve migliorare le percentuali di possesso palla. Ci è mancata la stoccata finale».
fonte:corrieredellosport

Più informazioni su

Commenti

Translate »