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Kenya: avvistata piccola zebra che vive nella Maasai Mara

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Da quando siamo bambini, ci è stato insegnato che le zebre sono a strisce bianche e nere. Ma dobbiamo correggerci: possono essere anche a pois. E’ stata avvistata, e poi fotografata, una piccola zebra con il manto a puntini e non a strisce. Si chiama Tira e vive nella Maasai Mara National Reserve in Kenya. E’ diversa da tutte le altre – e per questo incredibilmente bella – anche perché ha i colori invertiti. Le zebre, solitamente, hanno strisce nere che emergono dal corpo bianco, mentre Tira ha un manto di color scuro, dal quale spiccano i puntini chiari, al posto delle strisce. La foto della zebra è stata pubblicata su Facebook dalla Maasai Mara Wildlife Conservancies Association e poi ricondivisa dal blogger, Mutuma Untamed, che ha commentato: «Ever an amazing wild Africa! Longlive Africa’s precious natural heritage. Longlive Africa’s beautiful diversity». Anche Wildest Africa, ha postato alcune immagini, ricordando un altro caso simile di qualche anno fa, quella volta però l’animale presentava, accanto alle insolite macchie tonde, anche le consuete strisce e la caratteristica coda a pennello. La scienza cercherà di scoprire come è possibile che questa zebra sia a pois. Da dove viene questa bellissima diversità. Potrebbe aver ragione chi parla di un animale ‘geneticamente mutato’: la piccola Tira potrebbe infatti essere affetta da melanismo, una condizione caratterizzata da un eccesso di pigmentazione nera che coprirebbero il bianco delle strisce. In pratica, l’eccessiva pigmentazione colora il pelo dell’animale al punto da renderlo scuro e al posto delle strisce si formano le macchie. La scienza, da sempre, si è lasciata affascinare dal pelo delle zebre perché non si capiva quale fosse l’utilità di questa caratteristica estetica. Proprio recentemente, uno studio ha dimostrato che le strisce non servirebbero, come ritenuto in passato, a termoregolare la temperatura dell’animale. E secondo altri scienziati, le strisce avrebbero la capacità di tenere lontani i predatori disturbano la vista a causa del movimento, altri ancora pensano invece che siano utili per le interazioni sociali, per farsi riconoscere dai propri simili.

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