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Castellammare – Torre Annunziata, protesta contro il tentativo di soppressione

Fermate e treni soppressi, biglietteria chiusa e coincidenze non rispettate. Sono i treni della tratta Castellammare-Torre Annunziata delle ex Ferrovie dello Stato, che obbligano a lunghe attese ai passaggi a livello, contribuiscono ad imprecazioni e lamentele degli automobilisti, ma che di fatto rendono un servizio unico. Arrivare in un’ora nel cuore di Napoli fino ai Campi Flegrei non ha prezzo e per questo pendolari e cittadini che ogni mattina affollano i binari non ci stanno a un depotenziamento che avviene ogni giorno sotto i loro occhi. L’ultimo tentativo è arrivato dalla soppressione della fermata Torre Annunziata Centrale per alcuni treni da Napoli a Salerno e viceversa.
IL COMITATO
A segnalarlo è il Comitato pendolari stabiesi che nella lettera inviata alla direzione regionale di Trenitalia spiega come l’abolizione «danneggi anche i pullman che arrivano e partono da e per Castellammare riducendo la mobilità e aumentando l’attesa della mattina e annullando la possibilità di rientro la sera». In verità negli anni i viaggiatori della tratta in questione si sono già adeguati al ridimensionamento del servizio. «La mattina ci sono soltanto due treni che partono da Castellammare per Napoli alle 7 e 7.50, per gli altri dobbiamo prendere un bus che porta a Torre Annunziata e proseguire verso le proprie destinazioni. I pullman spiega Ernesto sono soggetti a coincidenze che spesso non vengono rispettate». Disagi che però non scoraggiano i pendolari abituati al braccio di ferro con le istituzioni. «Subiamo modifiche improvvise spiega Salvatore dopo la soppressione della fermata del 15 settembre molti hanno perso i pullman per tornare a casa e hanno dovuto pagare dei taxi». Alle lamentele dei viaggiatori Trenitalia in più occasioni ha spiegato che i cambiamenti sono dovuti a richieste regionali, e dopo la lettera del Comitato e le decine di segnalazioni c’è già il primo dietrofront. «Ci hanno comunicato che la fermata sarà ripristinata annuncia Dino ma i cambiamenti avvengono ogni giorno». Il comitato è pronto ad alzare le barricate perché la ferrovia di Castellammare non si trasformi in mega parcheggio e affinché l’idea del tram leggero non diventi un palliativo alla chiusura della linea nata nel 1842 come prolungamento della Napoli-Portici, la più antica d’Italia.
LA POLEMICA
Da 177 anni la Castellammare-Torre Annunziata resiste, anche alla decisione del comune oplontino che ne ha chiesto lo scorso anno la soppressione perché – si legge nell’atto di indirizzo approvato dalla giunta e inviato in Regione – «rappresenta un ostacolo per la circolazione degli autoveicoli e causa un intenso traffico sulla bretella porto-autostrada». Per ora mancano alternative valide. «Ogni tanto torna la favola del tram leggero conclude Francesco avevamo una linea che collegava anche Gragnano e fu chiusa. Cominciassero a ripristinare quella». Chiede invece l’intervento del sindaco stabiese il consigliere di Leu Tonino Scala: «Da un lato si parla di rispetto dell’ambiente, dall’altro si prova non più a tagliare tratte ma a renderle inutili commenta – La cancellazione della fermata di Torre Annunziata di fatto rende vano il raggiungimento da Castellammare a Napoli per mancanza di coincidenze». Fiorangela d’Amora

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