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Sospese la preside e due maestre del piccolo Giuseppe, ucciso a Cardito dal patrigno: “Non fecero niente per salvare il piccolo”

Tutti ricordiamo purtroppo la tragica vicenda del piccolo Giuseppe, il bambino di 7 anni di Cardito ucciso dal patrigno Tony Essobti Badre lo scorso mese di gennaio. Anche la sorellina di 8 anni in quella tragica domenica di gennaio venne picchiata dall’uomo ma, per fortuna, riportò solo delle lesioni gravi, Rosa  ma che non le costarono la vita. I vicini che avevano sentito delle urla provenire dall’appartamento allertarono la Polizia, ma quando le forze dell’ordine arrivarono il piccolo Giuseppe era già morto. In un secondo momento venne arrestata anche Valentina Casa, la madre dei bambini, originaria di Massa Lubrense, accusata di aver difeso il compagno e non essere intervenuta per salvare i figli. Ed ora Rosa Esca, la dirigente dell’istituto comprensivo “Quasimodo” di Crispano frequentata dal bambino, è stata sospesa dal ruolo e dallo stipendio per non essere intervenuta a tutela di Giuseppe. La sospensione sarà valida fino a nuova disposizione e, comunque, fino al prossimo febbraio, per non aver dato seguito alle segnalazioni che qualche insegnante aveva provveduto a inoltrarle. Sospese dal servizio anche due maestre del bambino che erano stata coinvolte nell’inchiesta della Procura di Napoli Nord. Il Gip aveva considerato il loro atteggiamento viziato da colpevole negligenza e la Procura le ha indagate per omessa denuncia. Questo perché il piccolo Giuseppe, così come anche la sorellina di poco più grande, spesso arrivavano a scuola presentando chiari segni di percosse ma le maestre non hanno mai approfondito cosa ci fosse dietro quei lividi e quei segni così evidenti. Per la preside e le due maestre si attendono ulteriori provvedimenti disciplinari che potrebbero comportare anche il licenziamento. Sulla vicenda interviene anche Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi: “Riteniamo sacrosanta la sospensione della dirigente scolastica e delle maestre della scuola frequentata dal piccolo Giuseppe, il bambino di 7 anni ucciso di botte mesi fa dal patrigno a Crispano. Il procedimento a loro carico per omessa denuncia servirà a chiarire la loro posizione sotto il profilo penale ma, per il momento, è giusto che il Miur abbia irrogato delle sanzioni di carattere disciplinare. Nonostante le tumefazioni che il bambino presentava al momento dell’arrivo a scuola non hanno mai edotto i servizi sociali del problema, stendendo un velo di omertà che è assolutamente inaccettabile per un insegnante o per un dirigente scolastico. Chi si occupa dell’educazione dei bambini non può lavarsi le mani dei maltrattamenti che questi possono subire in famiglia, a maggior ragione se lividi e tumefazioni sono ben visibili. Speriamo vivamente che la vicenda processuale circa la morte del piccolo Giuseppe si concluda con un preciso accertamento delle responsabilità sia di chi lo ha materialmente ammazzato sia di chi ha preferito voltarsi dall’altra parte”.

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