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Ravello. Alcune precisazioni del consigliere Dario Cantarella in merito alle sue dimissioni

Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui il consigliere Dario Cantarella spiega le ragioni delle sue dimissioni rispondendo a quanto detto dal vicesindaco Salvatore Ulisse Di Palma attraverso una nota che è stata resa pubblica durante il consiglio comunale di sabato scorso.

Caro Vicesindaco, caro Ulisse, inizi la tua lettera dicendo: “Mi sento costernato e amareggiato”.

Io, invece, sono stupito e un po’ deluso su quanto è stato letto e detto durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale.

A seguito della mia decisione (come ricorderai, già discussa nell’ultima riunione del Gruppo, post Corpus Domini, con il Sindaco che diceva, “ok,io farò anche il capogruppo”) di lasciare ad altri il mio ruolo, al fine di favorire una giusta alternanza, e ringraziando tutti per la fiducia e la collaborazione, data e ricevuta, mi sarei aspettato, considerata la mia annunciata assenza, una normale presa d’atto della nota e un rinvio della discussione, da farsi magari in una sede diversa, naturalmente con la presenza del sottoscritto.

Sarà forse per la mia formazione, che mi suggerisce di riflettere 24/48 ore prima di prendere decisioni, certo è che la buona politica avrebbe suggerito la moderazione del caso. Invece e ripeto, qui il mio stupore, dopo che il sottoscritto, soprattutto i primi tre anni, ha dato l’anima per il bene comune, e la massima disponibilità ad ognuno di voi, sono stato oggetto, da parte di tutti, che avete condiviso la lettera, di attacchi e accuse violente, su tutti i fronti, a dir poco esagerati, “dal tradimento ai tuoi compagni, … ad offese gratuite, … da malafede a… tentativi di smantellamento del gruppo, … da voler minacciare il lavoro fatto, … fino alla fiducia accordata è un patto d’onore e la parola non è vuota ma pregna di significato”.

Quest’ultima, non dirla a me, perché so bene cosa significa, avendola subita, a mie spese! E ho sempre guardato avanti, senza nessun risentimento.

Detto questo, vi invito a rileggere le poche righe della mia nota. In sostanza, io parlo di metodo e alternanza democratica.Altri parlano di espulsioni e richieste di dimissioni.

Credimi, non riesco a trovare, in voi, i motivi di tanta rabbia, accanimento, rancore. Ravello e i Ravellesi non vogliono questo. Sono certo, però, che vi sarà occasione per discuterne. Certamente chi, come me, ama il dialogo, il confronto e il rispetto di tutti, soprattutto di chi non la pensa come me, troverà sempre aperture. Per mia natura sono per e non contro. Non sono alla ricerca quotidiana di un nemico da combattere e sono certo che lo stesso vale anche per te, caro Ulisse.

Infine, ti dico che lasciare il ruolo di consigliere comunale, questo sì, sarebbe un vero tradimento verso coloro che ti hanno preferito. Io, a differenza di te, al momento questa cattiva azione ai miei concittadini non riesco a farla. Ho massimo rispetto per il popolo di Ravello.

Concludo dicendo che mi sarei aspettato altro e sono comunque convinto che quanto avete scritto e condiviso non è totalmente sentito; se pur talvolta, animati da un istinto che alberga in noi, ciò sarebbe possibile.

Sarà, forse, che in me prevale sempre un meraviglioso spirito francescano. E, con questo mio stile, nonostante tutto, ti dico che vi voglio bene, con l’intensità di sempre.

Con rinnovato affetto a tutti voi.

Dario

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