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Emergenza rifiuti chiude Acerra, si cerca alternativa a rischio anche la penisola sorrentina

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Emergenza rifiuti chiude Acerra, si cerca alternativa a rischio anche la penisola sorrentina la Campania in ginocchi a fine agosto e ne risente in particolare la provincia di Napoli quindi anche Sorrento . Tra dieci giorni la Sapna dovrà indicare i siti di stoccaggio necessari alla Provincia di Napoli per non riempirsi di rifiuti quando, a partire dal 30 agosto (e fino al 12 ottobre) resterà fermo il termovalorizzatore di Acerra. I tempi sono ormai strettissimi: il 26 agosto si terrà una conferenza di servizi per la definizione dei siti temporanei di stoccaggio e del cronoprogramma per i trasferimenti dei rifiuti che già ingombrano gli impianti. È quindi partita l’ennesima corsa contro il tempo e nei prossimi giorni si terrà una serie di incontri per scovare nuovi spazi. E si fa avanti l’ipotesi di utilizzare nuovi spazi a Marigliano. «Alla Regione avevamo indicato sei possibili stoccaggi – spiega l’amministratore unico della Sapna, Gabriele Gargano – uno era a Marigliano, gli altri ad Acerra e Giugliano. Avevamo deciso di puntare su questi ultimi perché sono più vicini agli impianti. Adesso torneremo a valutare il sito di Marigliano. Inoltre sono stati messi a disposizione spazi presso lo stir di Casalduni e vorremmo utilizzarli visto che per un anno abbiamo preso la spazzatura del Beneventano. Se saranno necessarie altre piazzole bisognerà prenderle in affitto visto che non ce ne sono altre nella nostra disponibilità».
I NODI
La società in house della Città Metropolitana aveva ipotizzato la riapertura del sito di Pantano di Acerra, con due piazzole con capacità di circa 42mila tonnellate. A Cava Giuliani e a Masseria del Re, invece, secondo il progetto made in Sapna avrebbe dovuto essere stoccato il resto della frazione secca che non sarà possibile bruciare subito, mentre per le balle provenienti da Caivano era stata avanzata la possibilità di utilizzare la piazzola di Pontericcio sempre a Giugliano. Ipotesi che avevano scatenato le proteste delle comunità locali e che quindi sono state scartate nell’incontro tenuto con la Regione subito prima di Ferragosto. Adesso restano dieci giorni per rimediare e quattro per far partire il nuovo piano che, a quanto pare, punta su Marigliano.
Fortunatamente intanto la Regione è riuscita ad appaltare cinque dei sei lotti messi in gara per il trasferimento fuori regione delle ecoballe ed è pronta a destinare parte delle quantità concordate alle società provinciali che ne faranno richiesta. A partire, dunque, potrebbero essere per ora non le balle ma la frazione secca che non sarà possibile bruciare ad Acerra. E anche Sapna, dopo una serie di gare andate deserte nei mesi scorsi, ha ricevuto offerte da parte di imprese disponibili a portare fuori regione 20mila tonnellate di rifiuti secchi. Aveva chiesto disponibilità per 25mila tonnellate: 5 mila, quindi, resteranno a terra.
LA ROAD MAP
Ma il problema principale al momento è quello di sincronizzare i tempi: bisognerà fare i contratti e aspettare le relative autorizzazioni. I rifiuti, dunque, non partiranno subito mentre lo stop all’inceneritore è previsto tra due settimane e in attesa dei primi viaggi bisognerà allestire dei siti di stoccaggio provvisori. A Napoli, invece si punta sulla ex Icm per affrontare la crisi. Ma non solo. Spiega l’assessore all’Ambiente, Raffaele Del Giudice: «Abbiamo preparato un piano che ha come primo obiettivo quello di non far aumentare rifiuti e i conseguenti sversamenti in strada». Si parte, allora, dal potenziamento delle isole ecologiche itineranti per la raccolta degli ingombranti in maniera da evitare gli accumuli e liberare il più possibile le strade. Contemporaneamente le isole ecologiche saranno aperte anche di sabato e di domenica diventando poli logistici attrezzati per il polimateriale.
Al terzo punto, il più delicato, è prevista la massima utilizzazione del sito di trasferenza ex Icm, nella zona orientale. E Del Giudice lancia un appello: «Per poter fronteggiare eventuali difficoltà collegate allo stop dell’inceneritore – sostiene – il sito deve essere alleggerito in tempi brevi da Sapna e Regione». In altre parole: una quota degli spazi acquistati fuori regione deve essere immediatamente destinato a Napoli in maniera da lasciare aree libere per i nuovi rifiuti in arrivo. Del Giudice, poi, ha chiesto ad Asià di affittare bilici compattanti: si tratta di camion speciali che schiacciano i rifiuti per ridurre gli spazi occupati negli stoccaggi temporanei. Molti comuni stanno anche stilando vademecum per i cittadini: «L’invito per tutti – conclude Del Giudice – è sempre lo stesso: ridurre al massimo la produzione di spazzatura e conferirla sempre in maniera ordinata». Il 26 agosto si saprà come andrà a finire l’ennesima puntata della telenovela della spazzatura.

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