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Campania, pescherecci per ripulire il mare. foto

Una flotta di 510 pescherecci e quindici porti coinvolti, tutto per contrastare l’inquinamento marino. Oltre 50mila ettari di mare interessati, da Ischia alle costiere sorrentina e amalfitana, fino al Cilento. Il 29 agosto è stato presentato a Castellabate il progetto Remare, finanziato dalla Regione Campania grazie a fondi europei. Obiettivo, raccogliere rifiuti dal mare e sensibilizzare pescatori e cittadini nei confronti di un’emergenza da affrontare senza più indugi. L’Area marina protetta di Punta Campanella sarà capofila del progetto. L’Amp Regno di Nettuno e il Parco Nazionale del Cilento, con le aree marine di Castellabate e Costa degli Infreschi ne saranno i partner insieme a tutte le associazioni e cooperative di pesca. I pescherecci saranno attrezzati con bag per raccogliere i rifiuti raccolti durante le quotidiane attività di pesca. Sarà fornito anche un kit per lo smaltimento. Una volta nel porto, i rifiuti saranno consegnati alle società del servizio d’igiene urbana dei rispettivi comuni interessati per lo smaltimento a norma di legge. Antonino Miccio, direttore Amp Punta Campanella e Regno di Nettuno ha dichiarato: “Ringraziamo la Regione Campania e tutte le associazioni di categoria della pesca, ci aspettiamo grandi risultati in termini pratici ma anche d’informazione e sensibilizzazione verso un problema da affrontare con la collaborazione di tutti”. La conferenza stampa di presentazione si è svolta ieri a Villa Matarazzo nel comune di Santa Maria di Castellabate. Antonino Miccio ha moderato l’incontro a cui hanno partecipato: Tommaso Pellegrino, presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il contrammiraglio Pietro Vella, presidente dell’Amp Regno di Nettuno, Maria Passari, responsabile dell’ufficio centrale pesca e acquacoltura fondi comunitari 2014/2020, Nicola Caputo, consigliere regionale delegato all’agricoltura e alla pesca, Carmela Guidone, responsabile centro educazione ambientale Punta Campanella, Marco Gualtieri, presidente di Seeds & chips, Franco Andaloro, ricercatore delle risorse biotiche Stazione biologica Anton Dohrn e rappresentanti delle varie associazioni e cooperative di pesca.
Luigi De Rosa

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