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Sorrento. Vallone dei Mulini la Soprintendenza “Nessun taglio di alberi, si faranno quelli necessari” ECCO IL DOCUMENTO

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Sorrento. Vallone dei Mulini la Soprintendenza “Nessun taglio di alberi, si faranno quelli necessari” ECCO IL DOCUMENTO

Ora questo documento va soggetto a interpretazioni , ma dice che non sono stati tagliati alberi non necessari . Ad avere questo documento è stato il consigliere comunale di opposizione Paolo Esposito che ha fatto legittima richiesta.
la Soprintendente, Architetto Teresa Elena Cinquantaquattro, e la responsabile del procedimento architetto Rosaria Crescenzo in merito alla vicenda Vallone dei Mulini, ma non siamo riusciti a capirci un granché.

La nota dei due funzionari della Soprintendenza, che in realtà è una risposta a quanto richiesto dal Consigliere comunale Paolo Esposito, contiene alcune affermazioni che appaiono davvero di difficile interpretazioni, se non addirittura contrastanti.

Le riportiamo, a beneficio dei nostri lettori, affinché valutino senza condizionamento.

In primis le due ci fanno sapere che da sopralluoghi effettuati in data 24 giugno scorso…

…si evince che non è stata ancora effettuata nessuna vera e propria operazione di taglio della vegetazione dell’alveo e del costone.

Chi sostiene il contrario ha avuto le cosiddette traveggole.

Fino ad ora si è proceduti esclusivamente all’eliminazione…

…di tutte le piante invasive che sono cresciute all’interno e sopra i tetti, operazioni queste, tutte necessarie ed indispensabili onde poter dare inizio ai lavori di restauro del bene.

La Cinquantaquattro e la Crescenzo non si limitano però a farci sapere ciò che accaduto sino alla data del 24 giugno, ci spiegano anche cosa avverrà per il futuro.

Qui viene il bello, leggere per credere.

Quando si dovrà procedere alle operazioni di messa in sicurezza dei tratti del costone prospicienti al Mulino, da effettuarsi tramite personale specializzato, sarà conseguenziale in tale occasione, provvedere anche al taglio di tutti gli arbusti invasivi cresciuti spontaneamente, che con le loro radici hanno causato una serie di crolli di parti tufacee giù nel fondo valle.

Mi sembra normale no?

Se vuoi aprire il vallone al pubblico è evidente che devi mettere in sicurezza. Anzi, diciamo di più. Se c’è qualche essenza malata (tipo quelle che di tanto in tanto tagliano per strada) pure la devi togliere.

Bisogna stare sicuri.

Però c’è un però.

La Soprintendenza intende monitorare il tutto, mica sono lì a pettinare le bambole?

Come?

Semplice, anzi semplicissimo.

…previo apposito studio della vegetazione locale di un agronomo.

Agronomo che sarà incaricato non dalla Soprintendenza, ma – udite udite – dalla Società Proprietaria Il Maccheronificio srl (e già il nome è tutto un programma).

A cosa dovrà servire lo studio di questo agronomo?

Ancora più semplicissimo di prima…

…a vigilare affinché venga tutelata la flora autoctona (e di conseguenza la fauna) che da sempre ha caratterizzato paesaggisticamente questi luoghi.

Insomma, ricapitolando:

gli arbusti invasivi cresciuti spontaneamente vanno tagliati;
la flora autoctona che da sempre ha caratterizzato il paesaggio di quei luoghi deve essere tutelata.
Chi dovrà decidere se ciò che si deve tagliare (spontaneo) o tutelare (autoctono) sarà stesso il proprietario tramite un suo agronomo di fiducia.

Ora, dal basso della nostra ignoranza, ci chiediamo: in un luogo da tempo immemore così scarsamente antropizzato cosa c’è di più autoctono dello spontaneo?

Aggiungiamo poi che ciò che da sempre caratterizza paesaggisticamente quei luoghi è la vegetazione, sia essa spontanea, autoctona, alloctona, naturalizzata o come cacchio la si voglia definire.

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Commenti

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  1. Scritto da Arturo

    Sono d’accordo a rivalutare l’area del vallone, ma mi domando e dico,l’agronomo, il maccheronificio, ma come mai sono state messe le impalcature alle strutture murarie? Gli alberi e vegetazione sono tutta un altra cosa.Ma poi c’è qualcuno che viene a casa mia ed imbiancare riparare,pulire e riordinare gratis? Sotto sotto qualcosa non và.Come dico sempre “Teniamoci per mano e difendiamoci il punto dove non batte mai il sole” (per non dire qualcosa che non si può dire che fa rima).