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Sorrento. Francesco Pinto direttore del Centro Rai va in pensione, chi gli succederà?

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Sorrento. Francesco Pinto direttore del Centro Rai va in pensione. Giovedì 18 ci sarà il saluto a Napoli con tutti i collaboratori . Intanto gli facciamo gli auguri da parte della redazione di Positanonews Penisola sorrentina, lo vediamo sempre in giro agli eventi cinematografici sul territorio, a vedersi un film , lo abbiamo sentito in diverse occasioni ma vogliamo riproporre l’intervista che gli ha fatto Filippo Foliero su La Città di Salerno. Un uomo può vivere tre esistenze diverse e parallele? È quello che è riuscito a fare Francesco Pinto, pilastro e figura storica della Rai da oltre 40 anni, che quest’anno terminerà il suo lungo percorso nella Radiotelevisione italiana. Regista, dirigente e scrittore ha lasciato la sua Salerno, città dov’è nato, per trasferirsi a soli 4 anni a Sorrento. Oggi è direttore del Centro di produzione Rai di Napoli dove “vive” da sempre ad eccezion fatta per il biennio 1998/2000, in cui è stato direttore di Rai 3.

Dove nasce questo suo essere così poliedrico, tanto da sentirsi a suo agio in vari ruoli?

La vita è un po’ una scelta un po’ delle occasioni che capitano e bisogna sfruttare. Dovevo laurearmi in Antropologia culturale sui canti popolari del Cilento e mi sono ritrovato laureato con una tesi su “Le riviste industriali degli anni ’60” perché un giorno sbagliai aula e mi trovai dinanzi il professor Alberto Abruzzese. Quell’incontro mi ha cambiato la vita, dandomi una visione diversa, futuristica e variegata del mondo.

Sotto la sua direzione il Centro di produzione Rai ha realizzato “Un posto al sole”, programma cult della tv ancora oggi. Ci racconta qualche retroscena?

Partimmo con un produttore olandese che si era fermato a Napoli per amore, poi fu lasciato dalla ragazza e nonostante fosse un omone di due metri era lì ogni giorno a piangere come un bambino. Le prime riunioni furono complicate, così come la prima settimana sul set dove scoprimmo che era tutto all’aperto e chiedemmo al regista cosa dovevamo fare nel caso di pioggia e lui rispose che “a Napoli non piove mai”. Naturalmente prima settimana di riprese sotto l’acqua.

Dopo anni nel Centro di produzione, arriva la sfida di Rai 3 in cui ha rilanciato la tv dei ragazzi e dato vita a programmi come “Sfide”, portando lo share al 10% .

Purtroppo nella vita si cambia in due situazioni: quando sei molto forte o disperato. Quando arrivai, la situazione della terza rete era critica ed era l’occasione per cambiare. Il mio ragionamento fu semplice, essendo una rete del servizio pubblico all’interno doveva avere tutti i tipi di pubblico,compreso quello dei ragazzi che ancora non esisteva. L’unico dispiacere è non essere mai riuscito a portare la Nazionale di calcio su Rai 3.

Parlando di calcio, lei fu uno dei pionieri durante i Mondiali di calcio del 90’ delle prime immagini in alta definizione. Come mai questa intuizione futuristica?

Ho avuto il privilegio di lavorare con l’ormai scomparso Massimo Fichera, dirigente tv e con il quale ho realizzato il primo film al mondo in HD, “Giulia e Giulia”. Veniva dalla Olivetti, in quegli anni punto più alto del capitalismo italiano e mi diceva sempre che “noi non dobbiamo vedere quello che succede oggi ma quello che avviene nel futuro perché è lì che vivremo”. Per far capire quanto era avanti, un giorno mi portò ad Ancona a conoscere un giovane americano che si interessava di nuove tecnologie, era lo storico padrone della Apple che ai tempi era solo un ragazzo.

Da scrittore, invece, ha realizzato un libro sull’Autostrada del Sole, “La Strada dritta”. Com’è nata l’idea?

Fu tutto casuale. Stavamo ristrutturando l’Auditorium qui nel centro di Napoli e un professore mi spiegò che le travi erano le stesse del ponte sul Po dell’Autostrada del Sole. Mi informai e scoprii che nonostante non avessero soldi nè la minima idea di come fare un’autostrada, fecero 750 km in meno di 8 anni. Ne parlai con Roberto Saviano che veniva dal successo di Gomorra e gli proposi la mia storia consigliandogli di fare qualcosa di diverso. Lui mi rispose che “le storie le scrive le trova” e dunque decisi di farlo senza aver mai scritto un riga di narrativa in vita mia.

Cosa lascia alla Rai e cosa ha preso da tutti questi anni?

Dopo 40 anni la Rai è la tua vita, quindi ho preso la mia vita. Cosa lascio? Spero una fabbrica solida e la capacità culturale di continuare a creare, inventare e sperimentare.

Filippo Folliero
Nato a Salerno nel 1952, laureato in Filosofia, è un regista e dirigente televisivo. Entra in Rai per concorso nel 1978 in qualità di programmista-regista presso il Centro di Produzione TV di Napoli. Nel 1981 è chiamato a Roma con l’incarico di segretario del gruppo di lavoro interdirezionale per lo studio della produzione seriale di telefilm, all’interno della direzione Ricerche, Studi e Sperimentazione Programmi. Nel 1987 è all’unità operativa Nuovi Servizi nella Vicedirezione Generale per i Nuovi Servizi, le Relazioni Esterne e gli Affari Generali. In qualità di produttore esecutivo produce il primo film al mondo in Alta Definizione ed è il Responsabile italiano della produzione sperimentale, sempre in hd, dei mondiali di calcio del 1990 e delle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Nel 1994 riceve l’incarico di Responsabile Innovazione e Servizi all’Ascolto di Rai1 e nel 1995 gli viene affidata la Responsabilità della Programmazione Operativa del centro di produzione tv di Napoli. Nel 1996 assume il ruolo di Direttore del Centro di Produzione TV di Napoli. Nel 1998 è chiamato a Roma come Direttore di Rai 3, incarico che svolge per due anni. Nell’ambito della sua gestione viene rilanciata la tv dei ragazzi, con il programma Melevisione, con l’arrivo del Gt Ragazzi da Rai 1 e con i prodotti Novecento, Sfide e la serie La Squadra. Nel 2000 è Responsabile dell’unita organizzativa dedicata al Business Unit Fiction Lunga Serialità a basso costo nella Divisione Produzione Tv. Nel 2001 torna a Napoli in qualità di Responsabile del Centro di Produzione Televisiva. Nel corso della propria carriera riceve diversi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui tre Astrolabium Award e una Grolla d’Oro a Saint Vincent. È stato professore a contratto di “Storia della televisione”. È autore di numerose pubblicazioni sui media. Cho scegòoerà per lui L’ AD Fabrizio Salini? il vice Antonio Parlati, presidente del settore anche in confindunstria, o Antonello Petrillo o altri? Dalla Campania o fuori? Staremo a vedere, intanto auguri.

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