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No al Lungomare, naufraga il Nauticsud a Napoli

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Il Salone Nautico sul Lungomare «non s’ha da fare». Dopo 8 mesi di trattative, progetti, modifiche ai progetti, riunioni ufficiali e riunioni ufficiose, non è arrivato l’ok della Sovrintendenza per l’esposizione delle barche nelle acque che bagnano i dintorni di Rotonda Diaz. Questo l’esito dell’incontro avvenuto ieri mattina tra il sovrintendente Luciano Garella e la delegata di Palazzo San Giacomo alla Risorsa Mare, Daniela Villani. Filtra frustrazione dal Comune, per il fallimento di un progetto appoggiato dal sindaco fin dal dicembre 2018. La lunga relazione della Sovrintendenza verrà protocollata in queste ore in piazza Municipio, ma il Salone Nautico non si farà: «Abbiamo atteso otto mesi per una conferma – dice Gennaro Amato, presidente dell’Associazione Nautica regionale (Ancr), promotrice di Navigare, questo il nome che avrebbe avuto l’evento – Abbiamo modificato per ben tre volte il progetto, secondo le direttive ricevute dalla Sovrintendenza ed ora siamo delusi e frustrati per il diniego di Garella. Il sindaco de Magistris è stato entusiasta del progetto, condiviso subito anche dall’Autorità Portuale, tanto da rendere il Comune parte attiva dell’intera pianificazione. Questo è uno schiaffo all’Amministrazione cittadina, ma anche a noi imprenditori e a tanti napoletani».
I MOTIVI DEL NOSono tre i punti principali del no alla kermesse. Primo: per la Sovrintendenza l’installazione degli stand – che avverrebbe più o meno dove attualmente ci sono i campi da tennis per le Universiadi – «anche se temporanea, deturperebbe la bellezza paesaggistica». Secondo: gli attracchi delle barche in quel tratto di mare – cioè il frequentatissimo lido Mappatella – «sono vietati». Il terzo punto, quello fondamentale, riguarda il mancato ok ai pontili galleggianti. «Il no è legato al mare, questo è il problema – commenta Villani – La Sovrintendenza ha ritenuto che con i pontili galleggianti non sarebbe stato organizzabile l’evento. In sostanza ci hanno detto che in mare non c’era possibilità di procedere. Se l’Autorità Portuale aveva appoggiato l’organizzazione di Navigare, e se il sindaco de Magistris aveva fortemente voluto questo evento, il veto della Sovrintendenza segna una discontinuità rispetto agli altri organi preposti. Sono molto delusa ed amareggiata. Lunedì ne parlerò con il sindaco. Si tratta di una grande opportunità persa».
GLI ORGANIZZATORILa tutela del mare è fondamentale, anche se quel tratto di Golfo – dove spesso non mancano barche ormeggiate senza permesso – non è certo lo specchio della legalità. L’Ancr, ormai ex aspirante organizzatrice del Salone, non usa mezze misure: «Per ben tre volte all’ente di Palazzo Reale è stato protocollato il prospetto che ogni volta subiva richieste di modifiche, sempre apportate dagli organizzatori, in attesa di parere positivo – dice Amato – Ieri invece, contro il parere favorevole di tutti gli enti di territorio, è arrivato lo stop dall’organismo al Paesaggio di Napoli. Oltre all’Autorità Portuale e al Comune, contavamo anche sull’adesione favorevole della Regione, dell’Unione Industriali e della Confcommercio. Potremmo montare gli stand in strada, ma senza barche in mare Navigare non ha senso. La Sovrintendenza intende ingessare Napoli: il lungomare ingessato e non liberato. La città perde indotto economico e turismo nautico, rinuncia a posti di lavoro in un settore che ha numeri importanti. In Campania ci sono oltre 4mila aziende della filiera nautica, con 40mila lavoratori, un fatturato di oltre 9 miliardi a fronte di un parco imbarcazioni di 180mila unità. Napoli perde la nautica così come Torino, sede della Fiat, ha perso il salone dell’auto. Proporremo ad altre città italiane di ospitare il salone, ma siamo basiti. Garella andrà in pensione a settembre, ma l’ente ragiona secondo leggi borboniche, come quella che vieta l’attracco, risalenti all’800».

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