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Madonna del Carmine si festeggia oggi a Sorrento, Ravello e Positano. Origine della festa evento

Oggi 16 luglio ricorre la festività della Madonna del Monte Carmelo, una devozione mariana antichissima risalente addirittura a prima della nascita di Cristo (e della Vergine Maria stessa). Il titolo mariano viene talvolta indicato con la dicitura “Madonna del Carmine”, anche se in realtà non c’è alcuna differenza. In costiera amalfitana e Penisola sorrentina si festeggia a Sorrento , Ravello e Positano , nel borgo di Nocelle.

A Ravello la Confraternita del SS. Nome di Gesù e della Beata Vergine del Monte Carmelo, fondata il 1° giugno del 2008, porta avanti questa festa. Alle 19,00 Santo Rosario e Coroncina, seguirà, alle 19,30, la Santa Messa e la processione per la Chiesa di Santa Maria a Gradillo e Piazza Fontana

A Sorrento grande festa in centro, con la processione che culmina con gli spettacolari fuochi d’artificio sul terrazzo del convento alle 22 

Il riferimento è al Monte Carmelo, una catena montuosa dell’Alta Galilea (oggi Israele), indicata in spagnolo come Carmen (da cui l’italiano Carmine, utilizzato anche come nome proprio maschile).

“Madonna del Carmine”: le origini pre-cristiane
Come già detto, la devozione collegata al Monte Carmelo risale a prima dell’avvento del cristianesimo. Secondo quanto narrato nel Primo Libro dei Re (antico testamento), il profeta Elia si ritirò in quest’area montagnosa fondando una piccola comunità di fedeli. Il suo scopo era vivere la religione dei padri secondo la purezza originale, in contrasto coi culti pagani che il popolo ebraico aveva gradualmente mutuato dalle popolazioni cananaiche.

In un passaggio del testo si legge: “Ecco, una nuvoletta, come una mano d’uomo, sale dal mare”. I padri della chiesa hanno letto in questa immagine potente una sorta di prefigurazione di Maria, suffragata dal fatto che il nome della vergine “Miriam” potrebbe significare in ebraico “goccia del mare”. Ma ci sono tante teorie sull’origine di questo nome.

Sta di fatto che la spiritualità concepita da Elia, unita al culto mariano, sono alla base della devozione del Monte Carmelo e dell’ordine Carmelitano. Si tratta di una delle esperienze di monachesimo più antiche di tutta la cristianità. In epoca medievale, infatti, i crociati trovarono in questo luogo dei religiosi che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio.

Diaspora e spiritualità dello scapolare
Con l’annessione della Palestina ai domini islamici, i Carmelitani iniziarono una vera e propria diaspora che li condusse a fondare monasteri in tutta Europa. Come a Messina, Marsiglia, a Kent, Pisa e Parigi.

Una delle tradizioni più importanti della devozione alla Madonna del Carmelo è quella dello scapolare. Il 16 luglio 1251 la Vergine Maria apparve a San Simone Stock, un frate dell’ordine, gli mostrò uno scapolare e gli disse: “Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno”.
La Madonna del Carmine è tra le più conosciute e venerate d’Italia. Lungo lo stivale sono disseminate decine di chiese e abbazie ad essa dedicate.

Le celebrazioni in onore della Madonna del Carmine, infatti, si svolgono a: Accadia in provincia di Foggia, Acquafondata in provincia di Frosinone, Ariano Irpino in provincia di Avellino, a Catania, a Chianni in provincia di Pisa, ad Anghiari in provincia di Arezzo, a Montefalcore di Val Fortore in provincia di Benevento, a Napoli, a Santa Teresa di Ripa in provincia di Messina, a Sorrento in provincia di Napoli, a Tornolo in provincia di Parma, a Tornaccio in provincia di Chieti, a Palmi in provincia di Reggio Calabria, a Imperia, a Santa Margherita Ligure in provincia di Genova, al Reana del Rojale in provincia di Udine e a Pagani in provincia di Salerno.ata.

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