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Federer contro Nadal , un tennis emozionante

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Federer contro Nadal , un tennis emozionante Ci sono i concerti che hanno fatto la storia del rock, stile Woodstock, punto più alto del movimento hippie degli anni 60. O il mitico Live Aid a Wembley degli smodati anni 80, in cui Freddie Mercury rubò a tutti la scena. Italia-Germania 4-3 nel calcio, oppure il selvaggio match sul ring di Kinshasa tra Alì e Foreman nel pugilato. O Lauda-Hunt e Senna-Prost in Formula 1. C’è il leggendario scambio di borraccia tra Coppi e Bartali nel ciclismo. E c’è Federer contro Nadal: come nella macchina del tempo il tennis ha riavvolto il nastro. Fa rabbrividire pensare che l’ultima volta che i due avevano giocato uno scambio sull’erba di Wimbledon era il 2008. Allora terminò con una pallata di diritto sotto il nastro di un Roger spazientito, la notte che incombeva sul Centre Court e Rafa sdraiato sul prato più famoso del mondo: 9-7 al quinto. Ieri per la prima volta non si sono incrociati in una finale, ma questa volta, come nel 2006 e 2007, ha vinto il Re: 7-6 1-6 6-3 6-4.
UNA SAGA INFINITA
La puntata n. 40, la semifinale più anziana a Wimbledon nel torneo che non è quello dei senior: alieni che fanno 70 anni in due. «Sono esausto, ho vinto i punti importanti, anche quelli da fondo campo», ha sottolineato King Roger. Eppure nei piani l’uno-due era l’unico modo per rompere la fase difensiva di Nadal. Compreso il rovescio coperto che un tempo non giocava quasi mai, preferendo bloccare la risposta piuttosto che aggredire. Ma un giocatore che si prende molti rischi, pur tatticamente perfetti e nei momenti giusti, sarà sempre e comunque destinato ad andare in crisi con un difensore e contrattaccante stratosferico come Nadal. Pure sull’erba. E’ accaduto nel secondo set quando Nadal, dopo aver annullato due palle break sull’1-1, ha messo a segno un parziale di 20 punti a 3. Sembrava nella sua comfort zone il mancino spagnolo, ma il mondo a volte si rovescia. E’ stato lui a sciogliersi entrando in un tunnel di errori (25 gratuiti, solo 2 in meno del rivale). E Federer ha cominciato a mettere in cascina gli scambi lunghi reggendo le fastidiose rotazioni in top spin sulla diagonale sinistra a martellare il rovescio a una mano. E ha subito allungato anche nel quarto: con un break di vantaggio, ha dosato energie e carica nervosa per difendere i turni di servizio (14 gli ace). Novello Mago Merlino, ha fatto sua a 37 anni e 11 mesi la 12ª finale a Wimbledon (8 titoli), la 31ª Slam (20 successi). Solo Rosewall era più anziano quando ha giocato nel 1974 la finale ai Championships e poi agli US Open: quasi 40.

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