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Al molo Beverello caos con gli aliscafi per Capri. Spuntano i bagarini

Ogni giorno una super folla resta in attesa di aliscafi, sotto il cocente sole di luglio. Quando attracca un aliscafo al molo Beverello di Napoli, i gates vegogno letteralmente accerchiati da centinaia di persone tra turisti e cittadini intenti a prendere il mezzo per tornare a casa, andare a lavoro o semplicemente andare in visita a Capri.

Finita la coda si sale finalmente a bordo, dove “è tutto pieno” come hanno spiegato ieri dalla biglietteria Snav e non ci sono più un posti disponibile, anche se le compagnie fanno partire aliscafi ogni mezz’or». In tanti scoprono il caos solo dopo essere arrivati nei pressi degli imbarchi. «Biglietti finiti», rispondono ai botteghini. Qui, in questo stato di sold out totale, spuntano anche «i bagarini dell’aliscafo», la nuova moda dell’estate 2019. «Se volete partire prima vi vendo io il biglietto», dicono avvicinando i vacanzieri. Proposta «sottobanco» ovviamente a prezzo maggiorato rispetto a quello della biglietteria.

Erano le 11.30 di sabato mattina quando un gruppo di amici, intenti a trascorrere un fine settimana nell’Isola Azzurra, si dà appuntamento al Molo Beverello. Qui il caos e i ragazzi si mettono in fila con la speranza che la giornata non venga del tutto sprecata in attesa di un aliscafo. La fila, però, non serve: «Abbiamo tutto pieno. Impossibile prendere l’aliscafo delle 11,20 potete partire alle 12,30», rispondono da una delle biglietterie. I ragazzi guardano gli orologi, si allontanano dal botteghino. «Ischia, Procida o Capri?», chiede un uomo. «Capri – risponde una delle ragazze – ma abbiamo trovato tutto pieno. Dovremo aspettare un’ora per partire». Ma l’uomo, palesemente un bagarino, che si presenta però come una guida turistica, ha i biglietti per l’aliscafo in partenza. Un po’ come al San Paolo solo che siamo al Beverello.
C’è gente ovunque, dal lato di via Acton, come nei pressi dei gates degli aliscafi. Turisti stesi sulle panchine della banchine, gente in coda, signore col ventaglio, stranieri a torso nudo. I viaggi per le isole sono tanti uno ogni mezz’ora ma i viaggiatori in questi giorni sono anche di più.
«Un aliscafo ha tra i 400 e i 630 posti spiegano alla biglietteria Snav E stamattina abbiamo avuto tutte le imbarcazioni al completo, anche se ne parte una ogni 30 minuti. Tra un paio d’ore arriveranno gli aliscafi del ritorno, e saranno pieni». Il sold out è totale tanto che in centinaia devono aspettare per partire anche alle 15. «Veniamo da Milano dice il signor Massimo Leoni e quest’anno mia moglie e io abbiamo trovato più gente rispetto agli anni scorsi. Vero che siamo venuti senza aver comprato prima il biglietto, ma non ci aspettavamo di trovare fila anche nel primo pomeriggio».
Già a partire dalle 17 la folla del ritorno si gonfia. E gli aliscafi che attraccano al Beverello sembrano pacchi di riso sottovuoti che si svuotano alla spicciolata. La ressa è tanta che, anche se le operazioni di ormeggiatori sono collaudate e rapide, tra attracco e scarico dei passeggeri passano tra i 15 e i 20 minuti. Non si parla di ritardi, anche perchè chi scende dall’aliscafo non ha motivo di attardarsi. Al limite si tratta di rallentamenti strutturali dovuti al pienone: «Il ritorno non è stato più semplice della partenza – confessa la signora Rosaria Gragnaniello – Purtroppo se si vuole fare la gita di un giorno non si può tornare prima delle 17. Non avrebbe senso. Bisogna affrontare la folla del fine settimana». Nella folla del ritorno, si contano anche molti anche turisti stranieri. «Full», commenta frettoloso uno di loro. Poi rimette lo zaino in spalla e corre verso la Stazione Marittima per non perdere qualche nuova partenza. «Sì, a bordo era pieno racconta Jacopo Giove Però è sempre così: è estate e ci sono un mare di turisti. Se se si vuole andare sulle isole velocemente non c’è alternativa. Questo weekend di pausa poi mi serviva». Sorride, si lascia il Beverello alle spalle e si incammina verso la città.

Sulla questione del molo Beverello e dei disservizi per l’isola di Capri interviene anche la Federalberghi con un comunicato ufficiale.

Lunghe file alle biglietterie e turisti disorientati sotto il sole, soprattutto quelli stranieri che sono abituati a girare il mondo e non trovano riscontro altrove di una tale disorganizzazione. Senza contare che la stessa infrastruttura che ospita la biglietteria è insufficiente per ospitare file chilometriche. E’ questa l’immagine che propone in queste settimane l’area del molo Beverello a Napoli a chi si accinge a raggiungere Capri, Ischia, Procida e le località delle costiere a bordo dei mezzi veloci delle compagnie di navigazione. Una chiara immagine di disorganizzazione per un territorio che vive di turismo e un grave danno per gli operatori turistici delle isole. La denuncia parte da Federalberghi – Isola di Capri che già nelle scorse settimane aveva sottolineato i disservizi e le carenze dello scalo marittimo napoletano, arrivando a sollecitare l’apertura di un tavolo di confronto in Prefettura, invito non recepito dalle autorità.

“I costanti aumenti di arrivi sulle isole imporrebbero un adeguamento dei servizi negli scali portuali, a partire dalle modalità di emissione della biglietteria che pur facendo passi avanti, non riesce a stare in linea con gli sviluppi del mercato –sollecita Sergio Gargiulo, presidente di Federalberghi Isola di Capri – In particolare va rivista la politica della biglietteria online: a cosa serve comprare il biglietto in anticipo se poi bisogna cambiare la prenotazione con lo stesso biglietto allo sportello ed essere quindi costretti a fare comunque una fila? Nell’epoca dell’ecommerce e delle app sul telefonino, non esiste una procedura più veloce per consentire al passeggero di acquistare materialmente il titolo di viaggio?”.

L’altra nota dolente, sempre alle biglietterie, è lo scarso numero di addetti: “A fronte di un considerevole aumento di passeggeri, gli operatori allo sportello non sono quasi mai in numero sufficiente e quindi le file si allungano. Le indicazioni poi sono poco chiare: abbiamo subito più di una volta lunghe attese a causa di un operatore trattenuto da un cliente che chiedeva spiegazioni o indicazioni in lingua straniera, o  che aveva sbagliato fila e che magari chiedeva ugualmente l’emissione del ticket per non fare un’altra fila e perdere l’aliscafo. Teniamo presente che al porto non è come all’aeroporto dove è chiesto di arrivare con almeno due ore di anticipo sul volo e spesso arrivare mezz’ora prima significa perdere la corsa”.

Non aiuta neanche l’atteggiamento degli addetti alla biglietteria, che hanno sovente un’aria indolente come se stessero lì a fare un favore a chi invece si presenta allo sportello per pagare un servizio.
“Come associazioni di categoria e come imprenditori, facciamo sforzi notevoli e impegniamo risorse economiche per qualificare meglio gli addetti ai lavori e migliorare i servizi in termini di professionalità, anche con l’aiuto delle Università. Certi atteggiamenti che riscontriamo al porto, ma non solo al porto, squalificano il mondo del turismo e vanificano in parte gli sforzi che del nostro settore a favore di una comunità che in buona parte vive di turismo”.

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