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Scomparso il sociologo Gilberto Antonio Marselli: animò il “Gruppo di Portici”

E’ scomparso il professore Gilberto Antonio Marselli, 91enne meridionalista, economista e sociologo di grande spessore, braccio destro di Manlio Rossi Doria e facente parte del gruppo dei ragazzi di Portici. Uomo di lucidità di pensiero e profonditore conoscitore dei fatti degli uomini del Mezzogiorno, ha saputo coniugare pensiero e azione.

Laureato nel 1951 in agraria a Portici, fu assistente e collaboratore di Rossi Doria. Nell’ateneo porticese creò poi il Centro di specializzazione e ricerche economico-agrarie per il Mezzogiorno. Docente della Federico II di Napoli, Marselli era uno studioso accademico rigoroso: grazie al suo lavoro sul campo, si rivelò un’autentica fucina di idee e di progetti in materia di riforme e di politica agraria, nonché sul tema annoso del meridionalismo, al punto di diventare forza centripeta per sociologi, antropologi, psicologi ed economisti in Italia e nel mondo.

Marselli, testimone privilegiato e spesso protagonista degli eventi, fa scorrere davanti ai nostri occhi il lungo corteo di studiosi stranieri, soprattutto americani, quali George Therune Peck, Edward C. Banfield, Donald Stephen Pitkin, Friedrich George Friedman, Olaf F. Larson e tanti altri, che giunsero a Portici grazie al programma di scambi culturali promosso dal Senatore J. William Fulbright nell’ambito del Piano Marshall e sull’onda del vasto e forte clamore suscitato negli Stati Uniti dal libro Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi.

Essi da un lato scoprirono e adottarono le metodologie di lavoro multidisciplinari istituite da Manlio Rossi-Doria, dall’altro apportarono il contributo arricchente delle loro esperienze maturate nelle diverse Università europee e americane e realizzarono importanti indagini sociologiche sulle comunità rurali della Basilicata e di altre regioni meridionali.

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