Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

Meta, Sorrento. Anche Anastasio deluso per Sarri alla Juve “La rivoluzione, la favola e il gioco che si è rotto”

Meta, Sorrento . Delusione per Sarri alla Juve non solo fra  i tifosi del Napoli, ma anche il nosto cantante della penisola sorrentina l vincitore di ‘X-Factor 2018′ Anastasio. Il rapper ha espresso la sua delusione sui social. Per cominciare ha spiegato come è nata la sua passione per il calcio:

“Il calcio è un passatempo, di calcio ne parlerei per ore sapendo di starmi concedendo una parentesi di idiozia, lo so e ne ho bisogno. Parlando di calcio mi prendo spesso molto sul serio ma lo so che c’è un inganno di fondo, che è serietà ingiustificata. Nel calcio c’è (c’era) un sottile velo di magia, quello che io chiamo “la favola”. Le favole per definizione non sono vere, ma si tengono miracolosamente in piedi finché ci si crede e il calcio è questo: bello e spensierato”.

La rivoluzione, la favola e il gioco che si è rotto

Anastasio, dunque, passa a parlare del Napoli. Lo descrive come un’azienda che, grazie alla favola che ogni tifoso riesce a scorgere, si tramuta in una romantica poesia. Per questo non riesce ad accettare che Maurizio Sarri sia finito sulla panchina della Juventus. Vede in questa scelta, infatti, una sorta di alleanza “con quel potere” che al contrario, i giocatori e i tifosi del Napoli tentavano di sfidare:

“Il mio Napoli, ad esempio, nel concreto non ha alcun romanticismo, l’SSC Napoli è un’azienda, ovvero l’antipoesia, ma diventa romantica nella favola che ogni tifoso vi proietta, è tutto un gioco, lo sappiamo. Ma se togli la favola muore la passione, e muore il calcio, i ventidue guerrieri in campo diventano ventidue ragionieri in mutande che rincorrono un pallone, il prestigiatore svela il trucco. Maurizio, parlo a te: eri il mio condottiero, depositario di valori che forse ancora ti appartengono, ma non sei più simbolico. Dove c’era un Comandante vedo solo un uomo molto bravo a organizzare una squadra di ragionieri. Sei andato con loro, col potere che giocavamo a sfidare. Non lo so se siamo stati noi a costruire tutto o se anche tu ti sentivi parte della rivoluzione, so solo che si è rotto il gioco, è morta una favola. Pazienza. La sigaretta la romperò per una buona causa, promesso”.

Come Maurizio Sarri, la canzone che dedicò all’allenatore
Solo lo scorso anno, Anastasio (conosciuto all’epoca come Nasta) rese orgogliosi i tifosi del Napoli scrivendo un inno a Maurizio Sarri. La canzone mostrava senza ombra di dubbio quanto l’allenatore rappresentasse un esempio positivo per Anastasio che lo descriveva come un uomo valoroso, che non si schiera con i potenti, pronto a fare la rivoluzione in nome di un unico ideale, quello della bellezza. Ecco il testo di ‘Come Maurizio Sarri‘:

Lo faccio per passione
come Maurizio Sarri.
Niente giacca e cravatta
come Maurizio Sarri.
Sto con la barba sfatta
come Maurizio Sarri.
Hasta la Revolucion
come Maurizio Sarri.

Io che vengo dal fango
dei campetti provinciali,
gli stadi semivuoti
calcati da criminali,
dal calcio del pueblo
al calcio dei signori.
Giornali e televisioni
come calci nei coglioni.

E qualche giornalista
mi critica la tenuta:
“Ma fatti quella barba
e levati quella tuta”.
Cravatta ce l’ho avuta
quando lavoravo in banca;
e mo che siedo su una panca
me ne fotto della stampa.

E mo si mettono la giacca
e già fanno i signorini;
ma sono un gancio destro,
in questo branco di mancini.
Volete stare allegri,
starete coi vincenti,
ma la rivoluzione non si ferma
e stringe i denti,
non guarda in faccia a nessuno
e non si schiera coi potenti.

Mai leccato un culo,
mai – giuro – chiesto niente.
‘Fanculo voi signori
del potere monetario:
portiamo la bellezza
dell’esproprio proletario.

Lo faccio per passione
come Maurizio Sarri.
Niente giacca e cravatta
come Maurizio Sarri.
Sto con la barba sfatta
come Maurizio Sarri.
Hasta la Revolucion
come Maurizio Sarri.

E tutti i menscevichi
che chiedono sicurezza,
vogliono una certezza,
vogliono il catenaccio:
tutti traditori
e nemici della bellezza,
ma qui comando io
e so bene quello che faccio.

Brillano gli occhietti
negli occhiali da vista
mentre scrivo sul quaderno
con perizia mai vista:
c’è chi crede
io prenda appunti,
ma io faccio una lista
dei nemici, anche presunti,
del partito sarrista.

Questa gente, sai,
non se l’aspetta
da chi ha fatto gavetta
che adesso punta alla vetta
che adesso è giunta la resa dei conti
siamo alla resa dei tonti.
La bandiera è tesa
e il Sarrismo non aspetta.

Unico ideale è la bellezza
e, se è solo un’illusione,
non svegliatemi dal sogno:
le rivoluzioni non le fa la bellezza,
però c’ho una certezza:
verrà il giorno che ne avranno bisogno.

continua su: https://music.fanpage.it/maurizio-sarri-alla-juventus-la-delusione-di-anastasio-e-morta-una-favola-sei-andato-col-potere/
http://music.fanpage.it/

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Carlo Cinque

    Premetto di essere un appassionato di calcio, non fanatico, non tifoso di nessuna squadra se non del bel gioco e il cui motto è: vinca il migliore, ovvero chi ha giocato meglio. Mi piace molto guardare le partite del Napoli, perché trovo che sia una delle squadre con il più bel gioco in assoluto.

    Tuttavia, trovo questo stigmatizzare tutti i campioni del Napoli che passano alla Juventus come traditori, una cosa tremenda, un comportamento medioevale non in linea con i nostri tempi moderni e una cosa totalmente sbagliata e controproducente per il Napoli stesso e vi spiego il perché dal mio punto di vista, ovviamente.

    Pensiamo a un domani prossimo venturo, quando il Napoli avrà il suo bello stadio di proprietà, magari con museo annesso, dove farà bello sfoggio dei suoi trofei, della sua importante storia calcistica e dei suoi campioni. Gli utenti, appassionati di calcio, che visiteranno questo museo, sfogliando le pagine di questa lunga e illustre storia, noteranno che diverse pagine sono state strappate con rabbia e questa constatazione li costringerà a domandarsi il perché siano costretti a fare continui salti in avanti per leggere l’intero escursus storico della Napoli calcio.

    Questi appassionati di calcio, una volta venuti a conoscenza dei motivi, o meglio sarebbe dire dell’unico motivo (essere passati alla Juventus), di tale oblio storico, si faranno certamente la seguente domanda: Per favore, spiegatemi perché dalla storia del Napoli sono stati cancellati tanti campioni, allenatori e dirigenti, soltanto perché bollati gratuitamente come “traditori”, per il solo fatto di essere passati alla Juventus?

    Perché tanti campioni che hanno segnato tanti goal, portato tanti punti alla propria squadra, entusiasmato i tifosi, magari permettendole di piazzarsi in ottima posizione in campionato o nelle coppe e magari anche vincendone qualcuna, debbono essere poi immediatamente dopo cancellati, con un tratto di penna, dalla memoria dei tifosi perché improvvisamente marchiati col titolo infamante di “traditori” solo per essere approdati alla Juventus dopo aver interrotto il loro cammino nel Napoli? a prescindere dalle tante cose belle che hanno fatto nel Napoli stesso!

    Continuando di questo passo, capiterà sicuramente, che qualche grande campione di calcio potrà rifiutare le offerte del Napoli, ben sapendo che con estrema faciloneria, dopo il suo transito in questa pur gloriosa società, potrà essere bollato come “traditore” e sentirsi affibbiati gli epiteti più diffamanti!

    Che diritto hanno i tifosi del Napoli di pretendere che ai giocatori che hanno militato nella propria squadra sia preclusa la possibilità di approdare, successivamente, nella Juventus, che benché loro invisa, è pur sempre una squadra di valore internazionale e quindi appetibile per il continuo di una carriera professionale di breve durata come quella di un calciatore?

    Se si vuole pretendere questo dagli ex giocatori che hanno fatto parte della grande squadra del Napoli, allora gli si faccia un contratto ad hoc, che contempli questa clausola, e si offra loro un ingaggio maggiorato di quella parte che, mediamente, compensi il mancato guadagno di un rifiuto per un eventuale offerta da parte della Juventus.

    Senza contare, inoltre, che il non riconoscere più, quando invece li si è riconosciuti ampiamente prima, i meriti di un Sivori, di un Quagliarella, di un Higuain e di un Sarri, solo per nominare quelli che mi vengono ora alla memoria, che tanto hanno dato al Napoli, dimostra una profonda ingratitudine, irriconoscenza e boriosità, doti che dovrebbero essere assenti dalla definizione del vero tifoso e che, invece trovano più albergo nelle peculiarità dei sobillatori di coscienze e denigratori a titolo gratuito.

    Il vero tifoso non dimentica e non cancella i propri idoli bollandoli come “traditori”, li conserva per sempre nel suo cuore qualsiasi cosa loro accada e prova sentimenti di gratitudine eterna nei loro confronti. Semmai traditori sono proprio quei tifosi, untori, che distruggono parti importanti di un patrimonio storico appartenente alla propria squadra di calcio, contribuendo a cancellare dalla sua memoria storica campioni di valore assoluto.

    Cosciente di aver trattato un tema scottante, metto le mani avanti, affermando di accettare tutte le critiche che mi verranno mosse con senso di civiltà e pacatezza e di rimettere, invece, ai mittenti quelle eventuali offensive o che dovessero oltrepassare il senso della decenza…non dispero che queste ultime siano assenti del tutto, sarebbe una bella prova di sviluppo in senso positivo.

    Carlo Cinque