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“I limoni di Amalfi? Meglio regalarli che venderli”

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«Regaliamo Limoni da spremuta e non solo, a tutti i nostri futuri visitatori, fino a fine campagna raccolta. Non stiamo a spiegare i motivi che purtroppo sono infiniti e ingiusti…. ma almeno cerchiamo di non sotterrare i sacrifici fatti in un’anno intero. Vitamina C per tutti».

Questo è un post che appare sul profilo Facebook ‘Ruocco’s’, la firma è di Giovanni Ruocco, 32 anni, da Minori, Costiera Amalfitana, la terra dove si coltivano alcuni dei limoni più pregiati al mondo, gli sfusati. Hanno risposto in tantissimi con commenti, parole di solidarietà e proposte: dagli acquisti a distanza alle persone disposte a accettare il regalo. Non capita tutti i giorni di poter avere gratis i limoni della Costiera Amalfitana che nei supermercati di tutt’Italia in questo periodo non vengono venduti a meno di tre euro e mezzo al chilo (ma spesso arrivano anche a cinque euro e oltre).

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Una settimana fa sono arrivati dalla provincia di Avellino a proporre un baratto. “Gli abbiamo fatto raccogliere tutti i limoni che volevano e ci hanno portato due cassette di ciliegie”, racconta Giovanni Ruocco. Oppure sono giunti da Salerno e dagli altri centri vicini e poi tanti turisti che ogni giorno camminano lungo il Sentiero dei Limoni che collega i due paesi di Maiori e Minori passando attraverso i giardini di sfusati. Limoni gratis per tutti. Anzi: vitamina C per tutti, come sostiene Giovanni Ruocco.

Vitamina C per tutti o per pochi, ma ancora per quanto tempo in questo territorio? La crisi di uno dei limoni più pregiati al mondo in corso da tempo e sembra difficile trovare una via d’uscita in assenza di una politica in grado di difendere i produttori e il loro ruolo di presidio del territorio contro frane e incendi.

Da anni i consumatori pagano prezzi alti per questo tipo di limoni sapendo di scegliere un prodotto pregiato, dalle qualità organolettiche e dal profumo introvabili altrove. Di questa cifra ai contadini arriva circa un terzo, la cifra esatta dipende dai periodi in cui si riesce a vendere e da alcune altre variabili come le condizioni del prodotto o il clima della stagione. E’ un prezzo del tutto incapace di offrire una remunerazione adeguata per questo tipo di coltivazione eroica, realizzata su terrazzamenti in collina, dove nessun macchinario riesce ad arrivare rendendo una follia i costi da sostenere per ogni attività, dalla raccolta alla potatura tutto viene effettuato a mano o, al massimo, con l’aiuto dei muli.

Quest’anno anche il limitato margine di guadagno del passato si è azzerato. “Tra maggio e giugno la maggior parte dei contadini si dedica all’unico raccolto dell’intero anno. In genere da noi si effettua a maggio. Quest’anno a maggio ha piovuto quasi sempre, e le temperature erano molto più basse della media, abbiamo posticipato la raccolta a giugno. Agli inizi del mese è scoppiato il caldo, i limoni sono maturati all’improvviso tutti insieme e hanno iniziato a cadere dagli alberi.Ne abbiamo persi quintali e quintali, il 60-70% del raccolto. Ma soprattutto il mercato si è riempito di produttori nelle nostre stesse condizioni, pronti a vendere. Il prezzo è crollato a poche decine di centesimi al chilo. A questo punto ho deciso di regalare tutti i limoni che non riesco a raccogliere, ho invitato tutti a venire e prendere quanti ne desiderano”.

Non è il solo. Salvatore Aceto proprietario di una delle più grandi aziende di limoni di Amalfi sta facendo lo stesso. “Piuttosto che perderli li regaliamo ai turisti: ormai il prezzo è arrivato a 65 centesimi, come si fa a venderli a questa cifra dopo un anno di lavoro e con marchio Igp?”

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