Cisternoni a Sorrento. Il ripristino? La Soprintendenza “Si può fare”

Cisternoni a Sorrento. Il ripristino? La Soprintendenza “Si può fare” Da Napoli l’ok per la seconda fase dei lavori ai cisternoni di Spasiano, le vasche realizzate in epoca romana per rifornire di acqua potabile gli insediamenti lungo la costa sorrentina: un gioiello che, dopo anni di abbandono, sarà presto riaperto a residenti e turisti. Gli operai ingaggiati dalla Fondazione Sorrento, che cura l’intervento in sinergia col Comune, ripristineranno il varco di accesso alla parte alta dei cisternoni e, nel frattempo, monteranno una scala provvisoria con l’obiettivo di rendere il sito visitabile in tempi rapidi. Dopodiché, col placet della Soprintendenza, si provvederà all’apertura di un secondo varco chiamato a collegare la parte alta dei cisternoni con quella bassa, più interessante perché praticamente immutata rispetto a duemila fa. In più, saranno svolti alcuni saggi volti a individuare la muratura di epoca romana che dovrà essere ripristinata e valorizzata. Negli ultimi mesi, gli operai hanno prosciugato circa 40mila litri di acqua e installato un impianto di illuminazione. «La strategia spiega Gaetano Milano, amministratore delegato della Fondazione Sorrento consiste nel collaborare con Comune e privati per restituire alla città una delle più preziose testimonianze del suo glorioso passato». Per il rilievo c’è pendente una causa milionaria con l’avvocato Scarpati che ne rilevò la proprietà pubblica salvando potenzialmente i cisternoni

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