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A Cava de’ Tirreni presentato “Escape from planet Zero”. I particolari e le curiosità da Walton Zed, Cristina Donadio e Arturo Sepe foto

Il 14 giugno è stato presentato al Cavacon, fiera del fumetto tenutasi a Cava de’ Tirreni, l’episodio pilota e il progetto di una serie “Escape fron planet Zero”. L’ideatore e regista il pittore Walton Zed e gli attori Cristina Donadio e Arturo Sepe in una intervista a tre voci hanno descritto questa esperienza innovativa e originale.

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La puntata pilota è stata interamente girata con il green screen (ossia un fondale verde dove poi digitalmente si crea la scenografia) con gli attori che singolarmente recitavano seguendo le istruzioni del regista.

Con l’ausilio di un pc e di uno schermo gigante lo stesso Walton ha illustrato l’elaborazione di un singolo frame “Riguardo la scena dell’esecuzione – spiega –  i due attori hanno girato a distanza di mesi, poi in fase di post-produzione sono stati sovrapposti e si è creato il fondale”

Ed è proprio la scenografia a vantare un unicum, se è vero che molti film pieni di effetti speciali utilizzano la tecnica del green screen e poi il computer crea il fondale, in questo caso Walton ha dipinto ogni singolo scenario, con uno stile fumettistico e impressionista, pennellando scorci scuri e ambienti malfamati facendo precipitare lo spettatore in un 2099 post-apocalittico dove vivere sulla Terra è una condanna più che una fortuna. Il mondo, infatti, è diventato invivibile, sporco e inquinato. La tecnologia ha reso gli esseri umani soli e assuefatti ai computer. Ovunque c’è corruzione ed aria irrespirabile, tutto è ad un punto morto e il pianeta Terra sta per collassare. Fuori dal sistema solare esiste il Pianeta Zero, un pianeta abitabile o almeno così sembra. Le speranze di salvare ciò che resta della razza umana si trovano su quel pianeta.

“In realtà il progetto nasce da un fumetto che non ho mai pubblicato” – Continua Walton Zed – e poi ho avuto la fortuna di incontrare AlchemicartS, la casa di produzione napoletana che ha creduto in me e in questo progetto e abbiamo realizzato la puntata pilota.

In attesa di trovare un network che punti su “Escape”, nel giro di poco tempo la puntata pilota ha riscosso molti consensi e premi nelle rassegne dove è stata presentata, tra cui spicca la tripletta conseguita al LICUFF – Lightning film festival 2019, come  migliore regia, miglior attore protagonista e attrice protagonista. E gli stessi attori in conferenza si sono dimostrati entusiasti di aver partecipato a questa avventura e sono in attesa di poter proseguire per scoprire cosa accadrà ai propri personaggi.

Cristina Donadio, nota al pubblico per il personaggio di Scianel in Gomorra, ma con un solido background teatrale e cinematografico avendo lavorato con Enzo Moscato e Pappi Corsicato, interpreta il ruolo de La madre che sembra essere accogliente e pronta ad aiutare gli abitanti del pianeta terra

Arturo Sepe e la stessa Donadio hanno ammesso che, sebbene il tipo di impegno attoriale sia stato del tutto diverso rispetto al solito e denso di difficoltà, si sono affidati alla direzione del regista, l’unico a conoscere ogni singola scena che poi sarebbe stata dipinta da lui stesso in post-produzione. La Donadio ha rivelato di come si sia affidata al “demiurgo” regista e successivamente ha scoperto con stupore il film nella sua interezza.

Arturo Sepe interpreta Frankie Gambino, poliziotto Italo – Americano a servizio della città. Personaggio sicuro e controverso, a tratti corrotto, ma ricco di ideali e dalle mille sfaccettature. Un personaggio che sembra uscito dalla penna di Quentin Tarantino, ma ha tutta l’originalità dell’ estro del suo creatore Walton Zed.  “Alla parola azione – confessa – si materializza un nuovo mondo: quello di ESCAPE. Sono plastilina nelle sue mani, burattino “pensante” che aspetta il mastro burattinaio che tira i fili. Pensante perchè la recitazione è comunque un processo cognitivo e creativo , ma la realtà “virtuale” in cui ti muovi è dipinta ed è proprio il caso di dirlo dal Visionario Walton Zed. ”  L’attore ha ricordato il suo lavoro con il maestro d’armi per girare le scene di azione che non mancano, un’esperienza preziosa che conserverà per ruoli futuri.

La pellicola, inoltre, vanta la presenza del maestro Liu Peng, in grado nel combattimento di elevarsi per quasi due metri e quasi rimanere sospeso nell’aria, ricordando quasi  i videogiochi come Mortal Kombat o Strett Fighter. Ed è lo stesso Walton a ribadire che gli scenari son chiaramente poco naturalistici e richiamano per molti versi videogiochi e le ambientazioni di Tarantino e Rodriguez. La Pittura è l’elemento di forza ed è fondamentale in quanto alcune “scorciatoie visive” enfatizzano gli umori dei personaggi o il corso degli eventi, diventando veri e propri “dipinti in movimento”.

Uno sforzo produttivo da parte della AlchemicartS che ha visto la gestione di oltre 50 unità tra attori e maestranze e una miscela di arte, tecnica e passione che dimostra ampiamente che quando i napoletani scendono in campo non ce n’è per nessuno.

La AlchemicartS è ideatrice ed organizzatrice del Festival Internazionale per Cortometraggi “CortiSonanti” che quest’anno festeggia i 10 anni di vita.

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